Un ragazzo coneglianese ad Oslo e una ragazza giapponese a Conegliano grazie a Intercultura

Quando uno scambio scolastico non è solo frequentare una scuola straniera, ma molto di più

Questa storia parla di Curiosità, Intelligenza, Determinazione, Apertura Mentale e Cuore e protagonisti sono Giovanni, Yumi, Silvia, Luciano e Arianna.

Giovanni Vettori è un ragazzo coneglianese di 17 anni e i suoi genitori si chiamano Silvia e Luciano, ma si chiamano anche Kristi e Anders. Yumi Tetsuka, invece, è una ragazza giapponese, anche lei ha 17 anni e anche i suoi genitori si chiamano Silvia e Luciano, ma si chiamano anche Yukiko e Hiroyuki. Poi c’è Arianna che è sorella di Giovanni e di Yumi, ma i suoi genitori sono solamente Silvia e Luciano. Infine Giovanni ha anche un’altra sorella e un fratello, Ella e Jens, mentre Yumi ha un’altra sorella, Yoko. È complicato? Forse, ma estremamente coinvolgente!

Procediamo con ordine e partiamo dall’antefatto, da dove tutto ha avuto inizio: Associazione Intercultura. Associazione Intercultura è una ONLUS che opera da anni in Italia e che fa parte della rete internazionale AFS Intercultural Programs ed EFIL (European Federation for Intercultural learning) presente in 65 Paesi nel mondo. La sua attività consiste nel promuovere il dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici tra studenti, coinvolgendo le famiglie e le scuole che accolgono e inviano studenti provenienti dai vari Paesi della rete. Tramite Intercultura, infatti, i ragazzi italiani hanno la possibilità di trascorrere tre mesi, se mesi o un intero anno scolastico, generalmente il quarto, in una scuola superiore in un Paese straniero. Durante la loro permanenza lontano dall’Italia, vivono presso una famiglia locale, che si offre di ospitarli, e non possono ricevere viste da famigliari o amici italiani. In tal modo si immergono a 360° nella nuova nazione, lingua, cultura e stile di vita. Sempre tramite Intercultura, inoltre, qualsiasi famiglia italiana può offrire la propria disponibilità ad ospitare uno dei ragazzi stranieri che decide di trascorrere in Italia il suo anno all’estero.

Affidandosi al centro locale di Conegliano di Intercultura, ad agosto 2019 Giovanni ha salutato i suoi genitori Silvia e Luciano e la sorella Arianna ed è salito sull’aereo che lo ha portato in Norvegia, dove avrebbe dovuto trascorre quasi undici mesi della sua vita, frequentando l’intero anno scolastico. Contemporaneamente i suoi genitori hanno accolto in casa loro, offrendole la stanza di Giovanni, una ragazza giapponese che aveva scelto l’Italia come destinazione del suo soggiorno di studio all’estero. Questa ragazza è Yumi.

Purtroppo i percorsi di Giovanni e Yumi sono stati interrotti anticipatamente e improvvisamente: a causa dell’emergenza Codiv-19 di portata mondiale, a marzo tutti i programmi di scambio e le attività di AFS Intercultural Programs sono stati interrotti e tutti i ragazzi dislocati in varie parti del Mondo sono stati fatti rimpatriare. Così Giovanni ha dovuto salutare in fretta e furia i suoi nuovi amici e la sua famiglia ospitante (come viene definita nel gergo di Intercultura) e rientrare in Italia prima del previsto. La stessa sorte è toccata a Yumi che ha dovuto salutare, altrettanto in fretta e furia, Silvia, Luciano e Arianna e rientrare in Giappone.

La conclusione anticipata ha inizialmente gettato tutti loro in uno stato di sconforto: mai avrebbero pensato e voluto che finisse tutto così.  Poi, a mente fredda, si sono resi conto di quanto intensi siano stati questi sette mesi, di come non potranno mai dimenticarli.  Ognuno di loro li ha affrontati a modo proprio, ognuno ha avuto le proprie difficoltà, ognuno ha dovuto fare i conti con i propri sentimenti e convinzioni più intimi, ognuno ha avuto i propri momenti di gioia, ma tutti hanno ricevuto lo stesso prezioso dono: una visione più ampia di sé e del mondo e una famiglia allargata.

Ma cosa significa, per un ragazzo e una ragazza di 17 anni, lasciare la propria città e la propria famiglia, andare a vivere e studiare in un Paese straniero e vivere in casa con delle persone che, inizialmente, sono delle perfette sconosciute? E cosa significa, per una famiglia italiana, accogliere una ragazza straniera in casa come fosse un membro della propria famiglia? Per capirlo meglio, l’ho chiesto direttamente ai protagonisti di questa avvincente storia, con una serie di domande alle quali hanno risposto in maniera generosa. Ne sono uscite tre diverse interviste: una a Giovanni che racconta della sua esperienza a Oslo, in Norvegia; una a Yumi che racconta dei suoi sette mesi a Conegliano e, infine, una a Silvia, Luciano e Arianna che raccontano del loro ruolo di famiglia ospitante.

Giovedì prossimo pubblicheremo la prima intervista, e, a seguire, di settimana in settimana, le altre due. Vi ho già anticipato che troverete Curiosità, Intelligenza, Determinazione, Apertura Mentale e Cuore. Ora sta a voi divertirvi a cercare dove o in chi si nascondono, buona lettura!






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