Una comunità che sogna vola

Uniti nel segno della Musica

Chi fosse passato in località Saccon (San Vendemiano - TV) ieri sera avrebbe certamente notato una comunità viva. Il colpo d’occhio mancava da tempo: due anni di pandemia non han certo favorito il ritrovarsi collettivo, specie in un piccolo paesino. Ma la comunità parrocchiale non si è arresa: ha mantenuto accesi entusiasmo e spirito d’iniziativa, di cui l’evento organizzato ieri non è che un segno. La risposta è stata oltre le aspettative: più di 200 persone (non bastavano le sedie!) accorse anche dalla vicina frazione di Zoppè e da San Vendemiano, a rinsaldare il tessuto dell’unità pastorale.  Perché “Musica Insieme” aveva come scopo proprio l’apertura, la condivisione, consapevoli che solo nell’unione di forze, idee, sentimenti c’è vita.

Questa visione d’insieme è stata resa bene dall’OrcheStraForte, invitata per l’occasione a tenere un concerto. Colpisce subito, ancor prima che si esibiscano, la giovane età dei musicisti. È già questo un valore, che dei ragazzi si ritrovino a condividere insieme una passione, e tutto l’impegno e la fatica necessari a coltivarla. L’orchestra nasce dieci anni fa proprio per dare questa opportunità: lo scopo – rende noto il Maestro Angelo Lovat – è educativo; si fanno le prove per dare la possibilità ai ragazzi di suonare insieme e di condividere un’esperienza, e i concerti sono ulteriori occasioni di condivisione, estesa al pubblico. La peculiarità di questa orchestra è l’apertura: non c’è una formazione rigida ma i suoi componenti cambiano continuamente, assecondando le naturali evoluzioni di questi giovani in formazione: c’è chi esce per percorrere nuove strade, e chi entra. In 10 anni solo una presenza è rimasta costante. Ogni volta si riprende daccapo, ci si rimette in gioco, si prova, si studia, ci si esibisce con l’emozione della prima volta.

Al calar del sole, i giovani musicisti, diretti dai maestri Angelo Lovat, Alan Dario e Giorgio Susana, han fatto sentire al pubblico il meglio del loro repertorio, che spazia dentro l’universo della musica classica e delle colonne sonore. E non sono mancate le prime assolute, tra cui l’esecuzione di un brano molto delicato, studiato durante il recente stage a Lentiai, che ha fatto ben risuonare i colori dei diversi elementi dell’orchestra (quasi tutti gli strumenti di un’orchestra sinfonica); un momento carico di emozione, sottolineato dal cielo, che, proprio in quei minuti, è apparso striato di nuvole e sfumato di rosa.

Tra le prime assolute anche una colonna sonora che ha fatto emergere un valore aggiunto: quello di chi, oltre a suonare uno strumento, sa cantare. Sono sicura che le parole veicolate sul filo della musica dalla calda voce di Mattia han fatto da collante tra i presenti, risuonando nel cuore di tutti e di ciascuno: un incoraggiamento a sognare superando con fiducia gli ostacoli, perché come direbbe un famoso gatto “vola solo chi osa farlo”[1]…  

Con le note di un ultimo famosissimo pezzo in orecchio, si è fatto rientro ciascuno nelle proprie case, non senza prima essersi scambiati saluti e impressioni attorno a una tavola apparecchiata per l’occasione.

Io mi sono portata a casa questa impressione: c’è ancora speranza. Sono convinta che finché s’incontrano genuinità, buon cuore, occasioni di valore, partecipazione, sì, si può ancora “sognare” e “volare”.

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[1] Luis Sepulveda, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, 1996.

 






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