Una ragazza giapponese a Conegliano (grazie a Intercultura)

Quando uno scambio scolastico non è solo frequentare una scuola straniera, ma molto di più…

(Segue dalla seconda puntata) Oggi riportiamo l’intervista a Yumi Tetsuka e ai suoi sette mesi in Italia, a Conegliano, ospitata da Silvia e Luciano e dalla figlia Arianna.

  • Perché hai scelto l’Italia?

Quando ero bambina una studentessa italiana, che aveva deciso di trascorre un anno in Giappone, è stata ospitata a casa mia. Poi, qualche anno fa, quando lei era già rientrata a casa, sono venuta in Italia per farle visita. Durante quella vacanza nel vostro Paese sono rimasta incantata dalla bellezza della sua città, dai gustosi cibi italiani e dal buon carattere degli  italiani. Da allora ho sempre sperato di poter scoprire di più dell’Italia.

  • Elenca tre aggettivi per descrivere la tua famiglia ospitante.

Allegra, saggia e molto disponibile. Tutti cercavano sempre di rendermi felice e mi aiutavano quando ero in difficoltà. Sono la mia seconda famiglia!

  • Quali sono state le diverse emozioni che hanno caratterizzato la tua permanenza in Italia?

Ho provato diverse emozioni. In Italia era tutto nuovo per me e il mio cuore era pieno di meraviglia e felicità, ma ho anche perso fiducia in me stessa e mi sono sentita triste o in difficoltà. Ogni volta, però, la mia famiglia e i miei amici mi hanno aiutata e io ho potuto superare i momenti difficili.

  • Qual è stata la difficoltà o la sfida maggiore della tua permanenza in Italia?

Ci sono tante differenze tra il Giappone e l'Italia, come la cultura, il senso dei valori, il costume. Alcune volte per me non era facile accettare qualcosa di così marcatamente diverso, altre volte invece trovavo interessante scoprire le varie differenze.

  • Dimmi un aspetto che hai adorato dell’Italia o degli italiani.

Sono innumerevoli!!! Ho adorato la mia famiglia, i miei compagni di classe, i miei amici, i panorami che ho visto, i cibi gustosi...

  • Dimmi un aspetto che non ti è piaciuto particolarmente dell’Italia o degli italiani.

È stato difficile abituarsi alle loro voci forti e, quando parlavano così, io pensavo che fossero scocciati e irritati.

  • Qual è la tua parola o la tua frase preferita in italiano?

Mi piace “ciao”, è la prima parola italiana che ho imparato. Ogni giorno c’era questa parola nella mia vita!

  • Qual è il tuo piatto italiano preferito?

Tiramisù, risotto, pasta, pizza, gelato... Non posso scegliere un solo piatto perché sono tutti buonissimi!

  • Qual è una canzone italiana che ascolti ancora oggi?

Ascolto e ascoltavo spesso“Buon viaggio” di Cesare Cremonini. Me l’ha fatta conoscere la mia sorella ospitante e mi trasmette positività e incoraggiamento.

  • Cosa ti mancava del Giappone quando eri in Italia?

La mia famiglia e i miei amici. Mi sono resa conto che sono davvero una parte fondamentale della mia vita e, per questo, sono grata a loro.

  • Elenca tre parole per descrivere quello che ha significato per te l’esperienza in Italia.

Una seconda vita nuova, l’occasione per affrontare e fare i conti con me stessa, un luogo per ampliare le mie possibilità.

  • C’è un’abitudine o un’attività nuova che hai appreso e che hai portato con te in Giappone?

Il bacio e l’abbraccio per salutarsi per me erano un’abitudine nuova! Sulle prime questa abitudine mi ha sconcertata perché la cultura giapponese non prevede qualcosa di simile. Poi ho pensato che gli italiani vanno molto d’accordo gli uni con gli altri e che si prendono cura della propria famiglia, dei propri amici e delle persone in generale. Parlano molto, sembra che si vogliano davvero bene. Mi piace davvero questo aspetto culturale dell’Italia!

  • Com’era Yumi ad agosto, prima di partire per l’Italia, e com’è ora?

Prima di venire in Italia, ero paurosa e  timida. Non avevo fiducia in me stessa e non ero brava ad esprimere fermamente la mia opinione. In Italia ho avuto la possibilità di fare tante cose, non solo cose divertenti, ma anche tante cose che non mi piacevano oppure in cui non ero brava. Questa esperienza mi ha fatta crescere e mia ha permesso di imparare molte cose importante. Sono grata ad ogni persona che ho conosciuto in Italia.

Salutiamo Yumi e incamminiamoci verso l’ultima tappa di questo viaggio: l’intervista a Silvia, Luciano e Arianna. Vi aspettano la prossima settimana, sempre di giovedì.






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