Un’esperienza unica sui gommoni a Venezia

Giuliano Cettolin - presidente A.N.F.F.A.S. ONLUS con recapito a San Vendemiano - ci racconta l'uscita dei ragazzi diversamente abili a Venezia con i Gommonauti del Prosecco.

Il saggio dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Bene, allora noi domenica eravamo in paradiso. Gli occhi dei nostri ragazzi diversamente abili brillavano, luccicavano, qualcuno lacrimava, sfidando le onde del mare di Venezia. La gioia e la sorpresa dell’evento, misti all’emozione dell’ondeggiare a bordo dei potenti gommoni dei “Gommonauti del Prosecco”, ci hanno coinvolti tutti, grandi e piccoli, ragazzi e genitori.

Stavamo vivendo un’esperienza nata così, quasi per scherzo: una proposta buttata là mentre festeggiavamo con soppressa e prosecco la donazione che il gruppo dei nostri “Gommonauti del Prosecco” di San Vendemiano, ci avevano elargito con un mega assegno grazie ad una cena di beneficenza.

La macchina organizzativa si è messa in moto subito, contatti telefonici, progetti, proposte, definizione di date, orari, etc., tutto pianificato per farci vivere una giornata diversa e indimenticabile.

Partenza alle 8.30 precise per nove ragazzi con genitori, amici e guida al seguito; si punta su Venezia.

Ci accolgono i Capitani. Qualcuno sta ancora calando in acqua il suo gommone. Mogli, figlie, compagne, con la grinta dei grandi manager ci danno il benvenuto girando fra le tavole imbandite pronte per lo spuntino delle 10.00.

La darsena di Fusina è un via vai di persone premurose, conoscenti, giovani e donne attente perché non ci siano problemi; ci sentiamo coccolati. Ognuno indossava il braccialetto identificativo. Ogni equipaggio aveva la borsa con i viveri per il viaggio. Si formano i gruppi per la sistemazione nei gommoni già pronti con i motori rombanti. La frenesia per la partenza è palpabile, l’emozione fa quasi tremare le gambe.

Le tre vedette della capitaneria di porto danno gli ultimi consigli ai Capitani… pronti, via, si parte!

Il mare azzurro, baciato da un sole curioso e gentile comincia ad incresparsi, la schiuma bianca sgorga vorticosa da sotto le eliche. Si naviga a vista, il serpentone si allunga mirando dritto verso il Canal Grande.

Ivan nel suo “King 670” ha istallato la discoteca: musica "a tutta birra", balli e canti a squarciagola. La platea è immensa e silenziosa. A parte noi e qualche cormorano o gabbiano di passaggio, c’è solo il mare disposto ad ascoltare e a condividere con noi la felicità di esserci, di partecipare a questo evento unico.

A destra la Giudecca con le sue chiese, il Redentore e San Giorgio; a sinistra la storia, quella scritta nei secoli, le calli, gli arabeschi di palazzo Ducale, le cupole maestose di San Marco guardate a vista dal possente campanile, i parchi, i palazzi variopinti che incorniciano un paesaggio surreale.

Il mare è una piacevole corsia di bolle bianche che nascono e muoiono in un istante, è pigro, sornione, si sta godendo il passaggio della insolita flotta: siamo 34 gommoni, insieme a noi ci sono gli amici di Padova del “Maverik Nauticlub”, con i loro ragazzi diversamente abili.

Vediamo queste due ore di navigazione volar via leggiadre e silenziose, cariche di silenzi, di musica, di risate, di onde che si infrangono sui grossi fianchi del gommone, di mani che si stringono, non si sa se per "paura" delle onde o per la gioia di galleggiare.

Si rientra. Le ultime miglia permettono ai nostri piloti di aprire il gas ai motori. Le prue s’inarcano tagliando la superficie del mare a fette. La velocità aumenta, gli occhi lacrimano, il vento scompiglia i capelli, fischia delicatamente accompagnandoci fra una colonna interminabile di briccole verso la fine di questo bellissimo sogno.

Si sbarca e alla spicciolata ci si incammina verso il meritato riposo. Le emozioni e l’orario ci fanno gustare la semplicità e l’abbondanza del pranzo “all’alpina”: antipasti, pastasciutta, spiedo con verdure di stagione, tanti dolci, il tutto abbondantemente accompagnato da acqua fresca ma anche da del buon rosso e naturalmente dall’ottimo prosecco.

I saluti e i ringraziamenti di rito ci dicono che la festa è finita, si rientra con nel cuore rinnovata la certezza che tanti ci vogliono ancora bene e lo sanno dimostrare alla grande. Un grande grazie a Gianni, per l'idea che ha avuto, e a tutti coloro che ci hanno creduto e che hanno saputo spezzare mirabilmente la nostra routine quotidiana. È stato un dono meraviglioso.

 

Cettolin Giuliano Enzo
Presidente Affas Sinistra Piave - Vittorio Veneto (recapito San Vendemiano)





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