Vacanze alternative. Vacanze donate

Le testimonianze di chi ha rinunciato alle proprie ferie per donarle ad amici più fragili.

D’estate c’è chi non vede l’ora di evadere dalla realtà per divertirsi e rilassarsi, e c’è chi approfitta della pausa dal lavoro per mettersi a disposizione degli altri, rinunciando magari alle proprie ferie. Uno spirito di servizio sempre più raro che tuttavia contraddistingue quanti appartengono a gruppi di volontariato. Come ad esempio i 20 volontari delle associazioni Lucia Schiavinato e Volontari X Shelter.

Grazie alla loro disponibilità, congiunta alla generosità di banche, aziende ed istituzioni, anche quest’anno una trentina di persone con disabilità, ospiti del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto e del Piccolo Rifugio di Ponte della Priula hanno potuto trascorrere una settimana al mare (Caorle) o in montagna (Auronzo). Queste vacanze sono per loro esperienze speciali di autonomia, di amicizia, di uscita dalla routine, di crescita. Per i volontari si tratta di un periodo impegnativo sia dal punto di vista fisico che mentale, ma senza dubbio appagante, come testimoniano Raul Piccoli (cinquantenne di Lancenigo) presidente dell’associazione Lucia Schiavinato che da più di vent’anni organizza vacanze - e non solo - con le persone disabili del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto, e Martina De Nadai (trentenne di Susegana) presidente dell’associazione Volontari X Shelter con cui condivide la scelta di dedicare parte del proprio tempo alle persone disabili del Piccolo Rifugio di Ponte della Priula.

«Durante tutto l’anno noi volontari organizziamo delle attività per rendere meno pesante la giornata agli ospiti del Piccolo Rifugio», racconta Piccoli. «Tra le varie esperienze, la settimana al mare o in montagna è la più impegnativa perché non ci sono operatori e strutture lì, ma solo i volontari che si trovano a dover assolvere ai vari compiti, compreso lo sforzo fisico e l’opera di pulizia; e la responsabilità è tanta! Però a noi piace così: se ci fossero operatori ed educatori sarebbe come trasferire l’istituto “Piccolo Rifugio” al mare o in montagna. Tra noi (volontari) e loro, invece, si crea un clima di familiarità: noi siamo gli amici con cui stare affianco, né davanti né dietro. E non c’è nulla di imposto: loro decidono cosa fare e noi ci adeguiamo, ed è giusto così perché sono loro a essere in vacanza, non noi!». Ma «al di là dello sforzo e delle difficoltà – continua Piccoli – avere a che fare con queste persone ci riempie il cuore di gioia: davanti a loro ci si commuove sempre. Un sorriso, un abbraccio, una letterina scritta da loro prima di lasciarci, questo è il nostro compenso» e a parlarne percepisco ancora della commozione nei suoi occhi. Il suo slancio verso il prossimo è sostenuto da un forte desiderio: «donare la cosa più preziosa che ho a chi ne ha più bisogno». E cosa c’è di più prezioso del proprio tempo?

«Ho cominciato a dedicare il mio “tempo estivo” nei campi-scuola dell’Azione Cattolica; ora continuo con l’associazione Volontari X Shelter» racconta Martina. «Non l’ho mai vissuta come una rinuncia alle ferie… sono una sorta di “ferie alternative”: c’è chi va col “moroso” alle Canarie, chi con le amiche a Barcellona e chi con i ragazzi del Piccolo Rifugio a Caorle. La cosa spettacolare è che queste “vacanze alternative” ti lasciano legami e relazioni che poi sta a te coltivare tutto l’anno e per tutta la vita. Fortunatamente, essendo la nostra un’associazione di recente formazione siamo affiancati da operatori esperti. Percepiamo comunque la fatica e il senso di responsabilità (ci sono persone fragili che contano su di te per tantissime cose, anche le più banali che si danno per scontate). Ma sopra-tutto ci sono le risate, tante risate, il gioco e il mare». Quando le chiedo che cosa la motiva nel suo impegno sociale, mi risponde con un sincero e spontaneo: «Perché no?!» E aggiunge: «Uno inizia perché se la sente, ha un’intuizione (io, da credente, credo che le intuizioni siano sempre guidate dall’alto); se poi decide di seguire quell’intuizione e di mettersi in gioco scopre che l’esperienza di volontariato stanca e lascia frastornati… ci sono sempre mille cose da fare e così poche risorse! Ma si ritorna sempre felici, con il cuore “pieno” e con tanta voglia di rimettersi in moto; del resto, la gioia è tale solo se condivisa!»

È straordinaria la dedizione di questi volontari, che, riconosciuto l’immenso valore del proprio tempo, scelgono di donarlo a persone in difficoltà. Un esempio concreto di impegno sociale cui chiunque può prendere parte in diversi modi. Domenica 10 settembre, ad esempio, possiamo partecipare alla giornata di festa che i volontari dell’associazione Lucia Schiavinato organizzano a Cimadolmo come raccolta fondi per realizzare il sogno di un’altra estate con uomini e donne disabili. Si comincia così, con piccole azioni concrete condite di generosità.






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