WEFLY! TEAM: OSARE È VOLARE

Il WeFly! Team è l’unica pattuglia aerea al mondo, composta per due terzi da piloti disabili ed è un fiore all’occhiello dell’Aviazione civile italiana.

I PILOTI: Alessandro Paleri - Leader e Team manager - tetraplegico dal 1987 e pilota dal 1999 con oltre 2.800 ore di volo all'attivo; Marco Cherubini - Gregario sinistro e Presidente del Team -  paraplegico dal 1995 e pilota dal 2006 con circa 1.800 ore di volo all’attivo. Entrambi, non hanno l'uso delle gambe e pilotano i loro aerei ultraleggeri solo con le mani, grazie a un comando speciale, progettato e realizzato dallo stesso Alessandro, che è Ingegnere Aerospaziale. Vola con loro, Erich Kustatscher - Gregario destro, Trainer e Responsabile Sicurezza volo del Team - istruttore di volo con oltre 25mila ore di volo all’attivo su aerei ed elicotteri.

Durante la missione spaziale "Futura" dell’Asi, nel 2015, l’astronauta italiana dell'Esa e cap. pil. dell’Aeronautica militare, Samantha Cristoforetti, nell'ambito dell'iniziativa "WeFly! con Futura... osa volare", ha portato con sé nello Spazio la bandiera del team, per condividere con tutta l’umanità il messaggio d’inclusione contro stereotipi e pregiudizi e per testimoniare la forza, il coraggio e la determinazione di questi piloti straordinari. Straordinario è avere una disabilità e NON ARRENDERSI, sfidare il proprio limite e far emergere le potenzialità latenti: OSARE. Non è sempre facile… soprattutto quando, per farlo, occorre affrontare i preconcetti e le paure che ci attanagliano. Questi piloti ci mostrano non solo che è possibile ma anche doveroso: è un dovere che abbiamo nei confronti di noi stessi e una forma di gratitudine verso il miracolo della vita.

Per conoscere meglio questa realtà, abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandro Paleri.

1. Alessandro, come e quando nasce WeFly! Team?

Il WeFly! Team nasce nel 2007 per iniziativa mia e di un altro pilota, Fulvio "Bubu" Gamba. Decidemmo di fare qualcosa insieme per pubblicizzare, sui campi di volo, la realtà della Federazione nazionale piloti disabili "Baroni Rotti". Poi conobbi Marco Cherubini sui campi da sci, non fu difficile convincerlo a unirsi a noi. Con gli insegnamenti di Erich Kustatscher e di alcuni piloti delle Frecce Tricolori cominciammo ad allenarci a volare in formazione mettendo insieme il nostro primo display e, così, nacque "la Pattuglietta" poi diventata WeFly! Team, un nome che riassumeva un concetto molto importante: “noi... voliamo, la disabilità non è un limite ma può essere un'opportunità”. Purtroppo, nel 2008, un tragico incidente di volo ci ha portato via "Bubu" ma, dopo lo smarrimento iniziale, io, Marco ed Erich abbiamo deciso di continuare la nostra missione, perché anche lui avrebbe voluto così. Però è sempre con noi, nel cuore ma anche su tutti e 3 i nostri aerei dove, accanto al numero identificativo di ciascuno di noi, c’è anche il suo 2.

2. Immagino non sia facile, per un diversamente abile, conseguire tutte le abilitazioni e le licenze necessarie per essere pilota. Ma, a volte, un percorso accidentato può servire a testare l’effettiva volontà di perseguire i propri sogni e anche aprire possibilità inedite. Com’è stato il vostro percorso?

Volare non è un’attività scontata. Occorre passare al vaglio degli enti preposti a garantire la sicurezza di chi sta sull’aeroplano e di chi sta sotto l’aeroplano. Il percorso è stata una scoperta un passo dopo l’altro, l’aspettativa iniziale era di poter volare, comunque e con qualsivoglia mezzo fosse stato possibile pilotare in sicurezza. Per questo, qui in Italia, si è iniziato con i velivoli ultraleggeri: più semplici, più sicuri (nonostante quanto si legga spesso sui media), sono stati e tuttora rappresentano una possibilità di inizio per chiunque voglia volare, ancor più se si tratta di una persona con una disabilità. Da quel punto di partenza e dalla rete di conoscenze acquisita, ci siamo resi conto che, volendo, era possibile ottenere ancora di più. Noi piloti del Wefly! Team non siamo piloti di professione, la nostra è più una disciplina sportiva che una professione di pilota (la qualifica di “professione di pilota” si intende tale se dedicata al lavoro aereo, ovvero volare trasportando passeggeri o merce, oppure addestrare altri piloti, dietro compenso; questo esula dai fini promozionali e sociali del nostro sodalizio) e abbiamo seguito il percorso che l’aviazione prevede in tale senso. Prima l’abilitazione agli ultraleggeri, con tutti i gradi possibili (volo con passeggeri, volo in formazione, volo avanzato), poi il brevetto per velivoli monomotore, seguitando poi con le abilitazioni necessarie all’acrobazia.

 3. Com'è vivere la disabilità a terra?

In aria i limiti che ci sono, sono i medesimi per tutti, e vanno rispettati perché sono le regole che consentono una condotta sicura. A terra, invece, è tutto più difficile, perché le regole dell’accessibilità o meglio della fruibilità dei servizi che secoli di progressi tecnologici hanno reso disponibili, non sono quasi mai state scritte da disabili. La progettazione intelligente di questi ultimi anni ha permesso di ampliare la gamma di quanto disponibile. Inoltre, grazie allo spirito di iniziativa di alcuni pionieri, si sono rese possibili attività impensabili (come ad esempio volare, guidare una motocicletta, operare come medico chirurgo), tutto questo è di buon auspicio. Ma le difficoltà quotidiane ci sono, non sono poche. Come dice il motto “di necessità fate virtù”, così facciamo, senza mai dimenticare che comunque bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo e cercare una strada per superarlo.

 4. Qual è il messaggio che, come team, volete trasmettere?

“Osa volare” è il nostro motto, ma andrebbe tradotto come “Osa sognare e cerca di realizzare i tuoi sogni con tutta la tua forza”. Questo ci tiene davvero vivi!

5. Oltre a veicolare questo messaggio nell’ambiente dell’aviazione, vi fate anche promotori di iniziative di sensibilizzazione - ad ampio raggio - nel sociale?

Certo, d’inverno partecipiamo a incontri con studenti e associazioni, a conferenze e a eventi motivazionali e poi, durante la stagione estiva, accanto agli Air show tradizionali ai quali prendiamo parte spesso insieme ai piloti delle più grandi pattuglie aeree del mondo come le Frecce Tricolori, organizziamo anche delle giornate particolari chiamate “Pilota per un giorno”. L'intento è non solo condividere la nostra passione con altre persone con diverse disabilità - quando possibile anche portandole in aereo con noi per avvicinarle al mondo del volo e mostrare loro che, anche per un disabile c’è la possibilità di imparare a pilotare un vero aeroplano - ma anche spronare tutti, disabili e non, a non abbattersi di fronte a ogni tipo di difficoltà, bensì lottare per trovare sempre il modo di realizzare i propri desideri, in un modo o nell’altro.  E questo è anche il messaggio che ha voluto raccontare a tutto il mondo la nostra amica Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Esa e pilota dell’Aeronautica militare che, durante la missione spaziale “Futura” affidatale dall’Asi ha portato sulla Stazione spaziale internazionale la bandiera del WeFly! Team, grazie all’iniziativa “WeFly! con Futura... osa volare”.

6. Progetti futuri?

Quando vedi una stella cadente devi esprimere un desiderio... ma se lo racconti poi non si avvera! Posso solo dire che il Wefly! Team volerà sempre più in alto, con sempre maggiore forza e determinazione!

 

"Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni". Paulo Coelho







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