A CRACOVIA IN PREGHIERA PER LA PACE NEL MONDO

La Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia si è aperta con un mandato rivolto ai giovani: “Cari giovani, quando tornerete nei vostri Paesi, portate la fiamma della fede e la scintilla della misericordia”. Un invito a fare tesoro di questa esperienza di fede, condivisione e amicizia, per essere missionari là dove vivono quotidianamente, contagiando gli altri con il proprio essere Chiesa.

Ieri sera è iniziata ufficialmente la 31esima Giornata Mondiale della Gioventù nella terra del suo ideatore, Giovanni Paolo II. Durante la cerimonia di apertura decine di migliaia di ragazzi cantavano l'inno ufficiale, mentre un gruppo di giovani portava all'altare la grande croce lignea e l'icona di Maria Salus Populi Romani, simboli della GMG. Sul palco l'enorme immagine di Gesù Misericordioso, a ricordare il senso più profondo di queste giornate, inserite nella cornice più ampia del Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco.

Il cardinale Dziwisz, durante l'omelia, ha incoraggiato i giovani ad avere fede: «È stato Gesù a condurci qui. Egli è presente tra noi. Ci accompagna come ha accompagnato i discepoli di Emmaus. Affidiamogli le nostra quotidianità, le paure e le speranze».
Da dove veniamo? Dove siamo ora? A cosa tendiamo? Ha chiesto il cardinale ai ragazzi. Domande semplici eppure fondamentali, a cui non occorre dare subito una risposta - ha precisato - basta raccogliere la sfida; dalla risposta che ci daremo deriverà una grande responsabilità: «L’immagine della Chiesa dipende da noi, dalla nostra fede e santità».
Non è mancato un passaggio rivolto ai cristiani che sono crudelmente perseguitati in diversi paesi del mondo. Da qui il messaggio di speranza affidato alle nuove generazioni: «Che la fiamma dell'amore avvolga tutto il nostro mondo – ha concluso – che respinga l'egoismo, la violenza e l'ingiustizia, così che si rafforzi sulla terra la civiltà del bene, della riconciliazione, dell'amore e della pace».
 
Nella giornata odierna è previsto l'arrivo di papa Francesco in Polonia, ma il primo appuntamento sarà domani, giovedì 28 luglio, nel Parco Jordan a Blonia, dove ad attenderlo ci saranno oltre 600mila ragazzi di diverse nazionalità; i successivi incontri con il papa si terranno nelle giornate di sabato 30 luglio e domenica 31 luglio.
 
Uno dei momenti più intensi di questo viaggio sarà sicuramente la preghiera di Papa Francesco nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau: il pontefice argentino ha chiesto che la sua visita ai lager nazisti si svolgesse in silenzio, senza saluti e discorsi ufficiali, in raccoglimento e meditazione; unico incontro quello con i sopravvissuti e con coloro che hanno aiutato i perseguitati a sfuggire dalla morte. Il papa si recherà anche presso il santuario di Cestokova dove pregherà davanti alla Madonna Nera, che tanto ha segnato i destini della storia polacca, e, successivamente, si porterà nei luoghi di Cracovia dove Karol Woityla è vissuto.
 
La visita di Francesco avviene in un frangente geopolitico drammatico. Ma non dobbiamo lasciare che la paura soffochi il bene. Gli abbracci e i sorrisi che si mescolano tra giovani di diversi paesi sono già un segno di speranza, una testimonianza di pace in un mondo che, troppo spesso, sembra raccontare altro.







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