EDUCARNE UNO PER SALVARNE ...104!

Uno spettacolo di e con Beatrice Montesel e Franziskus Vendrame per sorridere, ridere, riflettere, emozionarsi su disabilità e dintorni.

Sabato 7 aprile alle ore 21.00 presso il Patronato Don Bosco in via Mioni 6 a San Polo di Piave (TV) torna in scena - in una veste rinnovata - lo spettacolo “Educarne uno per salvarne… 104!”, di e con Beatrice Montesel e Franziskus Vendrame. Sarà una serata divertente e coinvolgente rispetto ai temi della disabilità.

Ancora disabilità? Certo, perché spesso diamo per scontate le nostre abilità. Bea e Franz ci accompagneranno dentro un mondo a volte contorto, difficile, stereotipato ma allo stesso tempo emozionante e sorprendente: uno spettacolo in cui si susseguono sul palco, collegati da una delicata trama musicale, momenti di improvvisazione teatrale, recitazione, letture, il canto di una voce speciale e una coreografia emozionante. Avremo modo di esplorare luci ed ombre che sono presenti nella nostra società, con riferimenti alla normativa e ai diritti della Persona diversamente abile, ma senza perdere lo sguardo ironico e autoironico sulla realtà. Un’opportunità, quindi, per comprendere meglio questo tema “pesante” attraverso la leggerezza della risata, il coraggio e la verità del teatro, poiché, citando Italo Calvino, leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

Abbiamo contattato Beatrice Montesel per saperne di più...

Beatrice, come nasce l’idea di questo spettacolo?

L'idea dello spettacolo nacque quasi casualmente circa un anno fa: io e Franziskus condividiamo da sempre la passione per la recitazione. Un giorno mi propose di creare insieme a lui in uno spettacolo sul tema dell'autismo, dato che entrambi siamo molto sensibili al tema della disabilità. Io inizialmente rimasi sorpresa, pensavo che stesse scherzando e scoppiai a ridere. Così ebbe inizio questa meravigliosa avventura!

Quali sono i valori che mette in scena?

Il nostro è un progetto di sensibilizzazione sul tema della disabilità. Vogliamo far conoscere alla nostra società la bellezza e la difficoltà che si cela dietro questo mondo attraverso la potenza travolgente del teatro. Per noi è importante innanzitutto che il pubblico si diverta e si emozioni insieme a noi. Per me è particolarmente importante che i miei coetanei e le giovani generazioni comprendano l'importanza di questa tematica troppo spesso banalizzata e trascurata. 

“Educarne uno per salvarne… 104!”. Perché proprio 104? Questo numero appare anche nel nome della vostra pagina Facebook, “Box 104”. Che cosa significa?

Il numero 104 fa riferimento alla legge quadro 104/1992 per l’inclusione delle persone con disabilità. Per Box intendiamo un contenitore di idee e di strumenti teatrali, musicali e artistici. Da qui il nome del nostro gruppo, “Box 104”. Un progetto meraviglioso, sono molto felice di farne parte!

Nello spettacolo qual è il personaggio di cui vesti i panni?

In verità rivesto ruoli diversi. Nella prima scena sono una severa professoressa universitaria la quale interroga Franz sulla Legge 104\1992. Successivamente leggo e recito alcuni brani del testo "Handicappato e Carogna" di David Anzalone insieme al mio amico Franziskus. L'ultima scena, invece, per me è quella più significativa: si tratta di un monologo molto intenso nel quale interpreto il ruolo una ragazzina che perse la madre e l'uso delle gambe a causa di un incidente stradale rimanendo così in sedia a rotelle a vita e succube di un padre insensibile. 

Che cos’è per te il teatro?

Per me il teatro è amore e vita ma allo stesso tempo è sudore e impegno. A 11 anni conobbi il mondo della recitazione e ne rimasi affascinata. Da allora continuo a coltivare questa passione che ormai fa parte di me. Fortunatamente ho avuto dei bravi insegnati di recitazione che mi hanno trasmesso la loro grinta e la loro determinazione. Cominciai teatro alle scuole medie frequentando il laboratorio teatrale, successivamente mi iscrissi all'Accademia Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto e solo in seguito cominciai a lavorare insieme a Franz e il resto del mio fantastico gruppo di cui fanno parte Teresa Guidone (coreografa), Carla Sossai (cantate), Adolfo e Alessio Silvestri (musicisti). Tutto questo però non sarebbe stato possibile senza il prezioso supporto della mia famiglia, del mio gruppo e di tutte le persone a me care che ringrazio infinitamente.

 

L’ingresso allo spettacolo è a contributo libero.






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