FESTA DEI POPOLI A SAN VENDEMIANO

Danze, canti e voci dalle diverse comunità etniche che vivono nel nostro territorio; filastrocche, ninne nanne e altre curiosità dal mondo.

Ritorna per la nona edizione consecutiva la festa aperta a tutti i cittadini del mondo organizzata dal Gruppo Stili di Vita di San Vendemiano. Filastrocche e ninne nanne del mondo è il tema scelto quest’anno per celebrare i 30 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Intorno a questo tema sono stati organizzati dei laboratori interculturali che si sono svolti nelle scuole elementari e medie di San Vendemiano con grande successo e coinvolgimento da parte di bambini e ragazzi (in foto) 

A introdurre la festa, sabato 8 giugno alle ore 19 nella Chiesa Parrocchiale di San Vendemiano ci sarà, come da consuetudine, la Santa Messa dei Popoli con letture in lingue differenti, quest’anno celebrata da padre Giuseppe Pierantoni, missionario appartenente alla Comunità dei Padri Dehoniani di Costa di Conegliano, e animata dall’associazione “Amici delle Filippine”.

La Festa dei Popoli esploderà sabato 15 giugno a partire dalle ore 17, quando le associazioni straniere del nostro territorio presenteranno balli, musiche, sfilata di abiti tradizionali, artigianato tipico e specialità etniche. Il tutto si svolgerà all’aperto, nello spazio verde esterno all’Oratorio San Giovanni Paolo II di San Vendemiano. Tra le novità di quest’anno, la partecipazione di nuovi Paesi, quali Cameroon, Cina, Inghilterra (che invita alla degustazione del tè delle 17), Messico e Romania. Momento culminante della festa per significato ed emozione sarà la formazione di un grande girotondo in cui tutti i partecipanti si terranno per mano e canteranno nelle diverse lingue- madre.

Nel corso della giornata l’Oratorio San Giovanni Paolo II ospiterà una significativa installazione artistica che è frutto del progetto denominato “Epigrammi”, realizzata dagli studenti della classe III B del Liceo Classico “G. Marconi” di Conegliano, grazie alla coordinazione delle professoresse Miriam Da Gai e Silvia Bevilacqua. 

«Dallo spazio scendono dei fili bianchi a cui sono appesi fogli che oscillano, sembrano avere un brivido e prendere vita al nostro passaggio – spiegano –. Se ci fermiamo a leggerli, troveremo degli Epigrammi, dei componimenti poetici brevi ed intensi che, secondo l’antica consuetudine dei greci, erano strumenti per mantenere viva la memoria. Questi Epigrammi sono stati scritti dagli studenti della III B, compiendo un percorso che è partito dallo studio della letteratura antica per diventare strumento per la memoria del nostro presente... un’attività scolastica che ora esce dall’aula per divenire un’installazione, realizzata con pochi mezzi e strumenti semplici, per poter coinvolgere tutti gli studenti dell'Istituto. I fili che scendono, come corde calate da barche immaginarie, sono incapaci di sorreggere una vita e sono simbolicamente tenuti fermi da sacchetti di sabbia a evocare quel fondo del mare in cui queste storie, queste vite, sono destinate a scomparire se non ne facciamo memoria. Non raccontano di eroi dell’antichità che solcavano il Mediterraneo, ma fanno emergere storie che riguardano lo stesso mare… storie di bambini, donne, uomini tra i tanti che hanno perso la vita nel tentativo di trovare una vita migliore. Sarà possibile leggere delle schede biografiche più o meno dettagliate a seconda delle informazioni reperite, punto di partenza per gli studenti nel comporre il proprio epigramma». 

 

[Slideshow: alcuni scatti dei laboratori interculturali a scuola dedicati alle filastrocche e alle ninne nanne del mondo]






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