“Viola e le parole”: uno spettacolo sulla dislessia

Domenica 9 febbraio 2020 alle ore 16 a Cison di Valmarino (TV).

Al Teatro “La Loggia” di Cison di Valmarino (TV), domenica 9 febbraio alle ore 16 andrà in scena lo spettacolo teatrale "Viola e le parole”. Il testo parla di dislessia e piccole difficoltà, ma soprattutto di fiducia in se stessi: l’autore è Edoardo Fainello e nel cast troviamo Mirko Bottega, Elena Girardello, Carolina Sala e Francesca Zava.

“Viola e le parole” è una produzione del Centro Teatrale “Lorenzo Da Ponte” di Vittorio Veneto dedicata ai bambini delle scuole primarie. Parla di dislessia, di come affrontare il problema, ma soprattutto parla di fiducia in se stessi, dei problemi di bullismo che cominciano già in tenera età. Parla di insegnanti che fanno i salti mortali per aiutare questi bambini in classi sovraffollate e di genitori che semplicemente cercano di capirne un po’ di più.

«Quello che volevamo era creare una storia che includesse un messaggio potentespiega Edoardo Fainello –. Ogni bambino ha il diritto di sbagliare, di trovare la propria strada, di diventare consapevole delle proprie infinite potenzialità, potenzialità che hanno bisogno di emergere con i tempi e i modi giusti. Per farlo abbiamo usato un linguaggio delicato e un ambiente divertente, che coinvolgesse i più piccoli sin dalle prime battute, portandoli ad indentificarsi immediatamente con i personaggi dello spettacolo grazie alla cura dei dettagli: testo, scenografie e musiche originali, composte appositamente per la storia».

Lo spettacolo: Viola è una bambina come tutte le altre, ma ha una piccola difficoltà, soffre di dislessia. Purtroppo, la comprensione non totale del problema da parte dei genitori e dei compagni di scuola la sottopone a stress da una parte e a continue prese in giro dall’altra. Viola ama i libri, ma la difficoltà nel leggere la porta a rifiutare ogni tipo di lettura e a credere sempre meno in se stessa. La maestra che la segue alla scuola primaria non riesce a fare molto, in una classe super-affollata, e per quanto si sforzi non riesce a restituire a Viola la fiducia in se stessa di cui ha bisogno. Come se non bastasse, nei suoi sogni notturni viene visitata da Capitan Uncino e da Spugna, protagonisti del suo libro preferito, che la umiliano e la spaventano per questa sua piccola difficoltà. Sarà solo l’incontro con una maestra in pensione, Ofelia, a farle tornare la fiducia in se stessa raccontandole di come ogni persona abbia difficoltà o inclinazioni differenti (Viola infatti è bravissima nella musica) e facendo la lista dei personaggi che da piccoli avevano delle difficoltà nel leggere e nello scrivere e che in età adulta sono divenuti poi scrittori, musicisti, inventori e politici di grande fama. Rinata grazie a questa iniezione di fiducia, Viola comincia a sopportare meglio le prese in giro dei compagni, e decide di aiutarli dove lei è più brava e loro invece hanno delle difficoltà, facendola ben presto essere amata e rispettata.

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