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04 Feb 2016


2016: il pianeta si può salvare

Il 2016 si apre alla luce degli impegni sul clima presi dai leader mondiali a Parigi
Era il 12 dicembre 2015 quando alla conferenza Onu di Parigi è stato firmato l’accordo per fermare il riscaldamento del pianeta, per evitare le sue catastrofiche conseguenze, di cui già si sono sperimentati i primi importanti segnali. Diciotto anni dopo il protocollo di Kyoto, è stata questa la nuova giornata storica: il mondo ora si aspetta maggiore impegno che a seguito dell’accordo del 1997.

Fondamentali in questo senso sono stati l’impegno USA di Barack Obama e la negoziazione con India e Cina, superpotenze da sempre restie a rinunciare alla propria crescita industriale e finanziaria, ma che in questa sede non hanno potuto negare la positività dell’intesa. Basti ricordare le situazioni critiche che, anche negli ultimi mesi, hanno interessato le maggiori realtà urbane cinesi, con livelli record d’inquinamento.

L’importante articolo 2 dell’intesa, pone l’obiettivo di tenersi «al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali» o preferibilmente sotto gli 1,5. Sulla carta buona parte degli obiettivi è stata centrata, ora però serve l’impegno concreto ad applicarli: in questo senso è fondamentale un cambio di mentalità specie nei nostri paesi occidentali, a partire dal nostro approccio alla vita quotidiana, alla stile di vita, alla qualità delle merci che consumiamo.

Un rapporto più etico con l’economia deve spingerci a sostenere la svolta per una progressiva de-carbonizzazione dell’industria, per favorire energie pulite. Da oggi sempre più, la qualità dell’aria che respiriamo sarà direttamente proporzionale alla qualità della vita che riserviamo a noi stessi e ai nostri figli.





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