ALLO STADIO PER TIFARE... LA NATURA!

Un’idea che diventa realtà: una foresta temporanea aperta al pubblico

“L’infinito fascino della natura” è una temporanea esibizione artistica dello svizzero Klaus Littmann, operante principalmente a Basilea ed ex allievo di Joseph Beuys, che trasforma il Wörthersee-Fußballstadion di Klagenfurt per quasi due mesi, dall’ 8 settembre al 27 ottobre 2019, nella più grande installazione d’arte dell’Austria. Lo stadio verrà interamente coperto da un bosco misto con circa 300 alberi, alcuni dei quali pesano fino a 6 tonnellate. Dagli spalti gli spettatori potranno ammirare gli alberi nel campo dove normalmente si gioca sia di giorno che di sera (dalle 10.00 alle 22.00) con ingresso gratuito. Quest’immagine insolita e spettacolare susciterà diverse emozioni e reazioni. A seconda delle ore del giorno e della notte, infatti, gli alberi creeranno un paesaggio in continuo mutamento, anche in base alle condizioni climatiche, al popolamento di insetti e di altri animali e alla colorazione autunnale degli alberi. L’impressione emotiva viene rafforzata dal modo totalmente nuovo di osservare una foresta, di per sé immagine apparentemente consueta, soprattutto in una regione come la Carinzia che abbonda di legname.

Klaus Littmann ha lavorato più di 30 anni per compiere questo progetto, ispirato dal disegno di Max Peintner, pittore e architetto tirolese, “Die ungebrochene Anziehungskraft der Natur” - “L’infinito fascino della natura” (1970/71), che nel corso degli anni è diventato un’icona. Il disegno mostra la scena futuristica di una foresta costretta dentro le mura di uno stadio, immagine che sfortunatamente ai giorni d’oggi non sembra molto lontana: spettatori che contemplano dagli spalti dello stadio una foresta che non si trova più in altri luoghi, nella vita di tutti i giorni.

Da tempo Littmann nei suoi progetti artistici si occupava della percezione, cercando di far uscire lo spettatore dal suo modo abituale di vedere le cose, per metterlo in discussione. Perciò l’immagine della foresta in uno stadio lo ha colpito particolarmente: è qualcosa di assolutamente inconsueto, qualcosa che può provocare fastidio e scioccare. E può far riflettere, soprattutto ora che le foreste o meglio la natura sono in grave pericolo e i danni della deforestazione cominciano ad essere immensi. Littmann ha voluto così trasformare ciò che era solo un disegno in realtà: dopo aver contattato l’artista, ha cercato in vari Paesi uno stadio che potesse essere adatto al progetto. Ma nessuno era disposto a perdere quasi due mesi di incassi (tra partite, concerti, etc.) per una mostra artistica. Per puro caso, nel 2016, gli fu mostrata una foto dello stadio di Klagenfurt am Wörthersee, inaugurato nel 2007, costruito per gli Europei del 2008, contenente 30mila posti a sedere. Lo stadio rappresenta un’architettura compatta e integrata nel paesaggio ma praticamente inutilizzata dato che Klagenfurt non ha una squadra di prima serie che possa sostenere ingenti costi (la struttura viene principalmente utilizzata per ospitare concerti di star anche internazionali, alcune partite di hockey e partite occasionali di squadre straniere in ritiro a Klagenfurt). Littmann, che conosceva la città austriaca solo per l’ambito Premio Ingeborg-Bachmann, colse la palla al balzo: iniziò un lungo periodo di viaggi andata e ritorno (Basilea-Klagenfurt) per realizzare finalmente il suo sogno.  

Klaus Littmann tiene a precisare che ha intenzione di lasciare il progetto culturale aperto a tante interpretazioni: in relazione all’arte, all’ecologia, alla filosofia, etc. ciascuno può trovare la propria posizione. L’idea che muove Littmann è che un giorno l’ovvietà della natura sparirà e che quindi potrà essere ammirata solo in specifiche aree adibite, in cattività, come già oggi succede con gli animali nello Zoo. Con questa installazione monumentale egli cerca dunque di sfidare/provocare la nostra percezione della natura e aguzzare lo sguardo nel futuro della relazione uomo-natura.

L’enorme progetto, il più grande intervento artistico in uno spazio pubblico tenuto dall’Austria, è finanziato solamente con mezzi privati, tramite donazioni. Per assicurarsi che la foresta sia impiantata in modo corretto in senso ecologico è stato consultato uno specialista, lo svizzero Enzo Enea, architetto internazionale del paesaggio. Le radici degli alberi, che sono stati portati nello stadio proprio in questi giorni, non sono impiantate nel terreno, ma sono contenute in una rete metallica così da poter essere trasferite senza subire traumi: gli alberi infatti, al termine del progetto, troveranno una collocazione fissa in un’area verde della città.  

Littmann ha in mente The Floating Piers dell’artista Christo, l’enorme passerella sul lago d’Iseo aperta al libero transito pedonale pubblico, le cui fotografie sono state pubblicate dai giornali di tutto il mondo, e spera che anche il suo progetto possa fare il giro del mondo, e sensibilizzare.

Accompagneranno l'installazione numerose manifestazioni e spettacoli in diversi luoghi della città, tra cui il Museo di Arte Moderna, la Galleria D´Arte di Klagenfurt e il Robert Musil Literatur Museum. La città di Klagenfurt ben si presta a ospitare l’opera, essendo da sempre molto attenta ai temi dell’ambiente. Proprio davanti al Robert Musil Literatur Museum, per esempio, c’è una grande casetta per gli uccelli che contiene al suo interno una piccola biblioteca: è possibile entrare e sedersi per leggere un libro o semplicemente per meditare un po' sulla natura e sul tema dei volatili. Perché la natura è un bene di cui possiamo godere solo se lo salvaguardiamo.

Per maggiori informazioni: https://forforest.ne t/en/

 

(Si ringrazia per la traduzione dal tedesco Margherita Boscariol)






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