Asia, campionessa nella vita

L'atleta, originaria di Mareno di Piave (TV), parteciperà alle Paralimpiadi di Tokyo nella disciplina del tiro con l’arco.

Ultimi preparativi di Asia in vista della partenza per Tokyo.

Le olimpiadi per un atleta rappresentano il traguardo massimo, ne sono la conferma le belle vittorie dell’atletica italiana di questi giorni. Sono il sogno di tanti giovani e, per alcuni, hanno un significato ancora maggiore. Come nel caso di Asia Pellizzari, che parteciperà alle Paralimpiadi in Giappone nella disciplina del tiro con l’arco.

La partenza per Tokyo è prevista il 20 agosto in quanto le sue gare avranno inizio il 27 dello stesso mese mentre nei prossimi giorni partirà per il ritiro preolimpico in Nevegal durante il quale verrà messa a punto la sua preparazione.

È emozionata Asia perché quello che sembrava fino a qualche mese fa un sogno, ora si sta realizzando. Dopo un anno di fermo da gare, finalmente a Nove Mesto, in Repubblica Ceca, mercoledì 7 luglio ha conquistato l’ambita carta olimpica vincendo diversi scontri diretti con atlete che come lei vedevano in questa occasione l’ultima possibilità di partire per Tokyo. La vittoria è arrivata all’ultima freccia dell’ultimo scontro con l’inglese Rumeri. Trionfo di gioia per lei ma anche per tutta la squadra che l’ha sostenuta.

Ci ha creduto fino in fondo e non ha mollato e così Tokyo ora è una meravigliosa realtà.

Asia, all’età di 11 anni, dopo aver praticato per molti anni nuoto nelle piscine di Pieve di Soligo, Vittorio Veneto e Vazzola, ha cominciato ad appassionarsi al tiro con l’arco, quasi per caso, consigliata da una fisiatra dell’ospedale Niguarda, per fortificare le spalle. Ha dimostrato subito un certo talento ed è entrata nella nazionale giovanile nel 2015, in quella maggiore nel 2016. Con il contributo ricevuto dopo la vittoria del concorso “Mi piace di cuore” indetto da Ascotrade e Idee-europee, la sua società, gli Arcieri Castello di Conegliano, di cui fa parte anche Ezio Luisetto ex atleta paralimpico oggi allenatore della Nazionale giovanile paraarceri e responsabile reclutamento nuovi atleti, hanno potuto realizzare una pedana, utilizzabile da tutti gli atleti in carrozzina e grazie a questa nuova struttura si è potuta allenare al meglio e anche in autonomia, compiendo grandi progressi e macinando successi in continuazione.

La giovane, che pratica la disciplina del tiro con l’arco Pararcery nella categoria W1, durante la gara di qualificazione del “Para-Archery World Ranking Event 2021” ha fatto registrare il proprio record personale realizzando 645 punti sui 720 disponibili fermandosi a soli 15 lunghezze dal record del mondo.

Costretta sulla sedia a rotelle quando era ancora bambina a causa di un incidente stradale, è stata seguita dai servizi de “La Nostra Famiglia” di Conegliano dove gli operatori la descrivono come una ragazza dolce ma tenace. Durante le sedute, a volte pesanti per intensità ed impegno, era capace di un sorriso e aveva sempre la battuta pronta con chi si prendeva cura di lei. Racconta Manuela, fisioterapista che l’ha seguita fin dall’inizio: “sapeva farsi capire, è sempre stata una bambina forte, caparbia e collaborante durante le sedute che l'hanno aiutata a rinforzare soprattutto le sue braccia a tal punto da riuscire a spingerla oggi addirittura oltreoceano! Sono fiera di lei e per noi è già una campionessa!" Successivamente è stata seguita anche da altri specialisti ma è a  “La Nostra Famiglia” che, per la prima volta, il dott. Trevisi le ha prescritto la sua prima carrozzina che le ha regalato l’ebrezza di muoversi e correre in autonomia a due anni e mezzo; molti ricordano le discese spericolate che faceva dal piazzale del Centro fino al parcheggio, seguita a ruota dai genitori, educatori, che hanno sempre cercato di renderla più autonoma ed indipendente, facendole fare tante esperienze, apparentemente impossibili per una bambina con disabilià.

Anche i genitori stanno vivendo emozionati questo momento: «Siamo felici nel vedere nostra figlia contenta del percorso che sta facendo, perché è ciò che le piace, è la sua passione e l’impegno che indubbiamente richiede si affronta con gioia perché le sta dando risultati a livello sportivo ma anche molti altri benefici a livello umano ed interpersonale!! Consigliamo a tutti di far praticare sport ai propri bambini e ragazzi, anche se con disabilità».






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