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29 Gen 2019


Autonomia e felicità delle persone con disabilità, l'impegno della Fondazione Piccolo Rifugio

Il progetto “Una casa per crescere” del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto vince il primo premio al Social Start di Banca della Marca

La valorizzazione delle capacità e delle passioni delle persone con disabilità è fondamentale per la Fondazione Piccolo Rifugio, che a ciascuna delle persone di cui si prende cura vuole offrire aiuto affinché arrivi al maggior grado di autonomia possibile. Perché autonomia, spesso, vuol dire anche felicità.

VITTORIO VENETO UNA CASA PER CRESCERE, GRUPPO APPARTAMENTO, LA VITA POSSIBILE

Questo impegno ha ricevuto un prestigioso riconoscimento: la Fondazione con sede a San Donà di Piave ha vinto il primo premio di “Social Start 2018”, bando di Banca della Marca - Credito Cooperativo. La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 19 gennaio nell’auditorium Appiani a Treviso nell'ambito del concerto “Carl Orff- Carmina Burana”. Vi hanno partecipato il direttore amministrativo della Fondazione Piccolo Rifugio Antonio Bincoletto, Giovanni Natale e Dino Mulotto del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto.

La giuria ha scelto di assegnare i 5000 euro del primo classificato ad “Una casa per crescere”, progetto dedicato alle 8 donne con disabilità della sede del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto che avviano o proseguono i loro progetti di crescente autonomia. Partner fondamentale del progetto è l'Associazione Lucia Schiavinato, formata dai volontari del Piccolo Rifugio vittoriese.

“Una casa per crescere” prevede l’intervento delle psicologhe professioniste Giulia Callegaro, Francesca Peruch e Silvia Pizzighello per aiutare le otto donne a conoscere e a gestire meglio le emozioni proprie - che per queste donne più fragili, spesso sono fortissime - e altrui, nonché a superare i momenti critici. La differenza tra la riuscita di un percorso di autonomia e il suo rallentamento può anche stare tutta qui.

Cinque delle donne coinvolte compongono o comporranno il Gruppo Appartamento, e vivranno assieme in un trilocale all’interno del complesso del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto, imparando ogni giorno a cavarsela da sole un po' di più, superando i limiti della propria disabilità.

Le altre 3 di “Una casa per crescere”, dopo anni di apprendistato nel Gruppo Appartamento, fanno un salto ancora più grande: vanno a vivere da sole. È “La vita possibile”: la Fondazione Piccolo Rifugio mette a loro disposizione un appartamento in un condominio in centro città, in cui gestire non solo spesa, bucato, pulizie, pasti..., ma anche la gestione del proprio tempo, e pure le relazioni con le persone, superando le proprie paure e gli altrui pregiudizi. “La vita possibile” è finanziato grazie al bando ex legge 112 sul dopo di noi emanato dalla Ulss Marca Trevigiana, all'interno di un progetto di coop Fai, coop Terra Fertile e Fondazione Piccolo Rifugio con diversi partner istituzionali. Le offerte raccolte alla Little Run pro Piccolo Rifugio del 26 dicembre 2018 hanno permesso di acquistare parte dell'arredo e del necessario per l'appartamento.

SAN DONÀ – ATHENA E GREEN FARM

Al Piccolo Rifugio di San Donà sono invece 4 giovani uomini a scoprire che sono capaci di cavarsela da soli. Per il Progetto Athena (in foto), da qualche mese i quattro vivono in un appartamento autonomo all'interno del complesso del Rifugio e condividono la gestione degli spazi e il proprio tempo libero dal lavoro. Gli operatori offrono loro un supporto attento e discreto, che si spera possa nel tempo divenire superfluo. Athena” è frutto di un’iniziativa del Ministero del Lavoro, sviluppata a San Donà attraverso Regione Veneto e Ulss Veneto Orientale, e in collaborazione con l’Anffas di San Donà, per sviluppare esperienze di cohousing.

Sempre a San Donà, prosegue da più di due anni il progetto Green Farm che impegna 4 giovani con disabilità nella manutenzione e valorizzazione dell'orto e del giardino del Piccolo Rifugio.

TRIESTE GRUPPO APPARTAMENTO

Dal 2018, infine, è attivo un Gruppo Appartamento all'interno del Piccolo Rifugio di Trieste, la Domus Lucis: quattro persone adulte con disabilità hanno “messo su casa” e ogni giorno migliorano nella capacità di gestire la casa, e il proprio tempo.






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