Case e capannoni più sicuri grazie al sisma-bonus: ecco come fare

Convegno promosso da CNA domani sera, giovedì 22 febbraio, a Vittorio Veneto

Il 70% degli edifici, nel nostro Paese, non è adeguato al rischio sismico. Compresi, purtroppo, gli edifici scolastici, come ha rilevato una recente indagine del Miur: anche nella nostra provincia solo un terzo delle scuole è a norma antisismica.

Oggi c’è però un’opportunità per chi vuole vivere in luoghi sicuri.

Con la legge di stabilità 2018, lo Stato ha infatti potenziato il cosiddetto sisma bonus ovvero il sostegno economico a chi adegua alla normativa antisismica il proprio immobile (sia esso destinato a uso abitativo che produttivo). La detrazione fiscale permette ora di ottenere, in cinque anni a scalare dall’Irpef, la restituzione del 70% delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici che abbiano comportato il passaggio ad una classe inferiore di rischio terremoto e addirittura dell’80% se i lavori determinano la riduzione di 2 classi di rischio (percentuali che diventano rispettivamente 75% e 85% se gli interventi interessano le parti comuni dei condomini e l’intero edificio).

Per spiegare alla cittadinanza questa opportunità, la CNA, associazione artigiana, ha organizzato per domani sera, giovedì 22 febbraio, un convegno che vedrà attorno ad un tavolo istituzioni, ordini professionali, istituti di credito, imprese delle costruzioni per stimolare la comunità a “difendere i propri immobili”. Questo, infatti, il titolo del convegno: “Difendiamo i nostri immobili, la nostra storia, il nostro futuro” in cui verranno illustrati come sfruttare le agevolazioni fiscali, come mettere in sicurezza gli edifici con interventi poco invasivi e come ottenere prestiti agevolati per finanziare gli interventi di messa in sicurezza. Argomenti di grande interesse per chiunque abbia un immobile, sia esso residenziale o produttivo.

Organizzato da CNA territoriale di Treviso in collaborazione con CNA Vittorio Veneto e con Canova Cooperativa Artigiana di Garanzia della Marca Trevigiana, l’evento si terrà a Vittorio Veneto presso l’aula civica del Museo della Battaglia (piazza Giovanni Paolo I) con inizio alle 20.30 (preceduto da un’aperi-cena preparata da Slow Food Conegliano-Vittorio Veneto alle ore 19.30). L’evento è sold out. Per entrare in lista d’attesa e ricevere comunque la registrazione del convegno, chiamare il n° 0422.3155.

L’iniziativa gode del patrocinio della Camera di Commercio Treviso-Belluno, di Edilcassa Veneto, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Treviso, dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Treviso, del Collegio dei Geometri e Geometri laureati della provincia di Treviso, della Città di Vittorio Veneto e dell’Unione Montana delle Prealpi Trevigiane.

Non è stata scelta a caso una location come Vittorio Veneto perché la città - in una classifica che va da 1 a 4, dove 1 indica le zone dove si possono verificare “fortissimi terremoti”, e dunque ad alta pericolosità, e dove 4 indica le zone a bassa o nulla pericolosità - è stata collocata in zona sismica 2, considerata un’area dove possono verificarsi “forti terremoti”. Se l’allarme non è rosso, è comunque arancione.

«Il sisma bonus costituisce un’opportunità unica per le imprese e per le famiglie – spiega il presidente di CNA territoriale di Treviso Alfonso Lorenzetto –. Investire nella propria casa o nel capannone valorizza gli immobili e li rende più appetibili sul mercato. Per non parlare del tema della sicurezza delle persone, che è ovviamente prioritario: abbiamo ancora sotto gli occhi la tragedia dei terremotati del Centro Italia, che da un giorno all’altro si sono trovati sulla strada, senza più un tetto sulla testa. La direzione è quella della prevenzione e lo Stato oggi, con questa agevolazione consistente, dà a tutti noi la possibilità di mettere in sicurezza i nostri immobili e i nostri affetti».

Ma che interventi deve fare un privato mettere in sicurezza il proprio immobile?

«Per abbassare la classe sismica della propria abitazione o capannone – spiega l’ing. Francesco Marinelli che sarà uno dei relatori al convegno– bastano anche interventi poco invasivi. La tecnologia edile ha fatto passi da gigante e, grazie alla spinta della domanda, ne farà ancora. Non serve più “sventrare” il proprio edificio. Il segreto è affidarsi a tecnici e imprese competenti (non tutti lo sono) che possano consigliare al committente e realizzare il miglior intervento possibile in base all’edificio al più basso costo».

E se non si hanno soldi per l’investimento iniziale per quanto possa essere contenuto? Molti istituti di credito finanziano gli interventi. Durante il convegno, sarà ad esempio presentata la convenzione tra Canova, il confidi della CNA, e Intesa Sanpaolo per accompagnare le imprese alla messa in sicurezza degli immobili strumentali ubicati nelle zone caratterizzate da grado di sismicità 1, 2 e 3 della provincia di Treviso.

PER APPROFONDIMENTO

Lo Stato copre fino all’85 per cento delle spese di adeguamento antisismico degli immobili

Il nuovo sisma bonus, in vigore dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2021, prevede inoltre che la percentuale di detrazione sia aumentata del 5% se si interviene contestualmente anche per l’efficientamento energetico. La spesa massima agevolabile non deve superare i 96.000 euro, comprese le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.  La spesa per la diagnosi sismica degli edifici è detraibile al 100% se si realizza l’intervento.






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