Col sole… stai fresco!

L’idea brevettuale di Pier Giuseppe Marcon all’insegna dell’eco sostenibilità.

Il dott. Pier Giuseppe Marcon, originario di S. Lucia di Piave, è un architetto che, abbandonata la libera professione, alla veneranda età di sessant’anni, ha trovato la forza e la voglia di rimettersi in gioco, pungolato da una domanda: come rispondere all’impellente necessità di contrastare attivamente le intemperanze di un clima sempre più infuocato, senza continuare a dipendere dall’energia elettrica che immette CO2 e calore nell’ambiente?

Dopo anni di prove sul campo e test in vari laboratori, egli ha ottenuto un brevetto d’invenzione internazionale per un nuovo metodo di raffrescamento che non utilizza energia elettrica bensì acqua+sole+vento.

Dott. Marcon, in che cosa consiste questo metodo?

Il metodo sfrutta il benefico dell’endotermia data dall’evaporazione dell’acqua, ossia l’assorbimento di energia che una molecola utilizza per passare dallo stato liquido a quello gassoso prelevandola da ciò su cui è in contatto. È il principio che viene sfruttato dai frigo senza corrente (vedi es. Bio Cooler) e che tutti verifichiamo sulla nostra pelle ogni volta che il nostro corpo accalorato - dopo aver emesso liquidi - si riporta in equilibrio nel momento dell’evaporazione degli stessi.

Tecnicamente, come funziona?

Come il nostro corpo deve bere molto, così per raffrescare devo “dar da bere” ad un gel superassorbente che raccoglie l’acqua meteorica (pioggia e rugiada) e la trattiene e mantiene fino a quando la temperatura aumenta, ed in modo progressivo e spontaneo fa partire l’evaporazione. Così attraverso l’evaporative cooling si riesce a togliere fino a 20°C dalla superficie su cui è a contatto. Per portare un esempio, il gel può essere collocato dentro un nido d’ape e posto sopra una copertura piana (vedi foto). Ma sono previste altre applicazioni, ad esempio anche per le coperture inclinate e per le ristrutturazioni, etc.

Quali sono i vantaggi di un’applicazione scalabile industrialmente?

Se parliamo di vantaggi per l’ambiente basti pensare che la climatizzazione è responsabile del 10% di tutta la CO2 immessa, (si aggiunga, inoltre, che così si combatteranno le “isole di calore” e si mitigheranno gli effetti delle “bombe d’acqua”). Ma è soprattutto per chi vive in una casa la cui temperatura interna non sarà sempre inferiore - anche di 15-17°C - rispetto alla temperatura esterna che si sentiranno i benefici. L’utilizzo di un metro quadro di pannello può far risparmiare dieci euro all’anno di condizionatore e pagarsi in due anni e forse ottenere anche il contributo dei certificati bianchi (siamo in attesa del decreto applicativo) senza contare che già in partenza risparmio minimo 10cm di isolante tradizionale perché il gel ha una capacità termica 4 volte superiore. Messo sotto ad un pannello fotovoltaico sicuramente fa aumentare la resa del 30%.

Prospettive future di mercato?

Non ci sono competitor, in quanto non esiste un isolante attivo che tolga calore. Al massimo ci difende (ma giocando solo in difesa non si vince la partita!). Quando l’Università di Trento avrà verificato tutti i test fino ad ora eseguiti e mi darà la formula applicativa ci si accorgerà che il tetto/muro che prima era un problema da isolare, diventa esso stesso la soluzione. Come dire “ho una macchina che utilizza solo acqua+sole+aria per raffrescare, dove prima avevo un cappotto che mi teneva caldo anche d’estate”.

È una novità importante, in linea con l’obiettivo Ue per il 2020: anche in Italia, quasi il 100% dell’energia che verrà consumata dentro gli edifici dovrà essere ricavata da fonti rinnovabili (NZEB = Near Zero Emission Building); questo è previsto già da quest’anno per gli edifici pubblici: se non ci si procura questa energia non si costruisce né si ristruttura. Quale miglior soluzione riuscire a costruire risparmiando sugli isolanti, sulla climatizzazione (senza buttare aria calda all’esterno, trattenendo l’acqua dei vari diluvi), detrarre il 65% e guadagnare con i certificati bianchi…! Non vi sembra incredibile?

Per scoprire come fare da sè un frigorifero senza corrente, per ridurre al minimo la dipendenza dall'energia esterna, clicca qui.

The Coca-Cola Bio cooler from Leo Burnett Colombia on Vimeo:






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok