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06 Apr 2018


Da Conegliano, ricomprata una Hugbike per il ragazzo autistico di Prato

Un imprenditore, scosso dalla notizia del furto, decide di restituire al ragazzino il suo abbraccio speciale, la sua libertà.

Un imprenditore di Conegliano, che vuole restare anonimo, si fa commuovere dall’appello che il quattordicenne di Prato lancia martedì mattina attraverso il profilo Facebook del padre - «Ridatemi la bici e il sorriso» - dopo che, proprio nella giornata mondiale dell’autismo, gli è stata rubata la sua bici speciale. Una bicicletta che prende spunto dal tandem, ma concepita all’incontrario per favorire bambini e ragazzi con disabilità: si guida dal sellino posteriore, grazie ad un lungo manubrio, e questo fa sì che il passeggero che siede davanti sia “abbracciato” da chi conduce il tandem. Un progetto bello e innovativo, sviluppato dalla cooperativa sociale Opera della Marca (ne fanno parte Banca della Marca, cooperativa Il Girasole e Fondazione Oltre il Labirinto - Per l’autismo) e realizzato con il contributo di alcuni giovani del Villaggio Cohousing 4Austism di Godega di Sant’Urbano. La Hugbike, questa speciale bici dell’abbraccio, è sinonimo di libertà.

L’imprenditore telefona la Fondazione Oltre il Labirinto che, con la società Oltre La Marca, produce Hugbike: «Voglio acquistare io la bici per quel ragazzino. Mi ha colpito troppo la sua storia, ma voglio restare anonimo. Fatturate la bici a me e poi speditegliela». Si tratta di un imprenditore che sostiene le iniziative della Fondazione, pur non avendo un figlio o un parente autistico.

Una decina di giorni (tempo di realizzare la bici) e il ragazzino avrà di nuovo il suo mezzo, la sua libertà, il suo abbraccio speciale. Certo, c’è sempre la possibilità che il ladro si penta e restituisca la Hugbike rubata. In questo caso i genitori del ragazzo non esiterebbero a restituire la bici alla Fondazione Oltre il labirinto a beneficio di altri ragazzi. Del resto la famiglia di Prato non è estranea a questa logica: per ricomprare il tandem al figlio i genitori avevano avviato una raccolta fondi; ora, appresa la notizia della donazione, la raccolta fondi andrà avanti per sostenere altre famiglie in difficoltà. Si può sempre trasformare un episodio negativo in un’occasione positiva: partendo dal furto subito, i genitori del ragazzo ne approfittano per parlare delle famiglie che vivono il problema della disabilità e che non sono sotto i riflettori. Sensibilizzare può aiutare a creare un clima di complicità e una rete solidale.






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