Diocesi in aiuto ai bambini de “La Nostra Famiglia”

La Diocesi di Vittorio Veneto è sempre vicina alle persone in difficoltà. Mons. Corrado Pizziolo ha infatti deciso di destinare un contributo di 10.000 euro dei fondi dell’8x1000 a La Nostra Famiglia inizialmente pensato a copertura delle spese legate al trasporto dei bambini con disabilità ma l’attuale emergenza sanitaria ha obbligato a rivedere tutta l’operatività delle sedi de La Nostra Famiglia. Infatti nel rispetto delle disposizioni della Regione Veneto, sono stati sospesi alcuni servizi legati alla riabilitazione ed alle attività a ciclo diurno mentre hanno continuato ad operare i servizi ospedalieri dell’IRCCS “E. Medea” e l’attività residenziale delle sedi di Conegliano e Pieve di Soligo. I numeri di Conegliano e Pieve di Soligo, in questo periodo, hanno visto la presenza media di circa 35 bambini ricoverati e una decina presenze per l’attività residenziale.

L’impegno massimo in questi mesi è stato di tener lontano il coronavirus dai presidi e quindi di garantire la tutela ai bambini e familiari, la protezione di tutti gli operatori, la costante sanificazione dei locali e il rigido controllo dei flussi di persone negli spazi interni. Mettere in atto questa molteplicità di azioni è stato un impegno finanziario non di poco conto, gravato dall’incertezza delle consegne dei dispositivi di protezione, dalla difficoltà a reperire il materiale in commercio che ha richiesto l’attivazione di tutti i canali di approvvigionamento disponibili.

Per poter fronteggiare questa emergenza è stata realizzata anche una iniziativa di raccolta fondi denominata Proteggiamoli dal Covid-19 allo scopo di permettere all’Associazione La Nostra Famiglia l’acquisto di tutti i dispositivi di protezione necessari per operare il totale sicurezza.  Il contributo della Diocesi di Vittorio Veneto, particolarmente prezioso, ha permesso infatti, oltre a contribuire al trasporto dei bambini nella fase pre-emergenza, anche all’acquisto di mascherine e camici.

“La Chiesa Vittoriese - sostiene Mons. Corrado Pizziolo – in questo periodo ha attuato iniziative di sostegno a quanti operano in prima linea per vincere il coronavirus, inoltre ha una premura speciale per i bambini con disabilità in quanto sono annunciatori del Vangelo con la propria vita e, come Gesù, incarnano la fragilità, denunciano il limite della condizione umana, ma allo stesso tempo, con il loro esserci, affermano il mistero della vita e il valore che ha ogni persona, al di là di ogni riduzione funzionalistica o efficientistica”.

L’Associazione “La Nostra Famiglia” è presente in Diocesi con 4 sedi da più di 50 anni, infatti nel 1968 veniva inaugurata la struttura di Costa e l’anno successivo i primi bambini accedevano ai servizi del Presidio di Riabilitazione. Anche la Chiesa locale, sotto l’impulso dell’allora Vescovo Mons. Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I, ha voluto e sostenuto sin dall’inizio il progetto promuovendo la “missione cittadina” di raccolta fondi per coprire i costi del nuovo Presidio.

L’Associazione si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità. La sua Opera è spinta da una motivazione caritativa e di solidarietà sociale che segue l’ispirazione del Fondatore, il Beato Luigi Monza, il quale ha insegnato che «scienza e tecnica devono essere al servizio della carità».  L’opera dell’Associazione si concretizza in particolare: nella riabilitazione delle persone con disabilità, prestando attenzione anche alla loro educazione, istruzione e formazione professionale; nella ricerca scientifica e nello studio delle problematiche mediche, psicologiche e psicoeducative delle varie disabilità; nella sensibilizzazione e promozione della cultura della inclusione sociale. L’Associazione è da sempre impegnata nell'innovazione con uno sguardo rivolto a quanto di meglio si sta facendo a livello mondiale. L’attività di ricerca viene svolta dall’Istituto Scientifico “Eugenio Medea”, sezione dell'Associazione, ufficialmente riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). L’Associazione, inoltre, collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità con particolare riferimento all’utilizzo del linguaggio ICF-CY, strumento standardizzato per la descrizione della salute, degli stati ad essa correlati e delle disabilità.

 






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