Fare bene il Bene: a Roma apre la prima “farmacia di strada”

Un atto concreto per andare incontro alle “periferie esistenziali”

Dai dati Istat emerge che oltre 4 milioni di italiani devono rinunciare a prestazioni e cure mediche, per povertà. Sono gli “ultimi” della società, anche tanti senza-tetto, a cui vanno aggiunti gli stranieri che vivono nei nostri paesi in condizioni di estrema precarietà. È pensata proprio per loro la “farmacia di strada” inaugurata il 16 settembre 2019 a Roma, in via della Lungara, nei locali dell'ambulatorio del centro di accoglienza gestito dai volontari del vicino carcere di Regina Coeli (VO.RE.CO Onlus). Il progetto, che è partito in via sperimentale lo scorso anno, ha già raccolto e donato agli indigenti, anche attraverso ambulatori solidali, quasi 9 mila confezioni di medicinali, per un valore di oltre 88 mila euro. La farmacia di strada è gestita da medici volontari cui si affiancano farmacisti volontari, grazie all’intesa tra Assogenerici, Federazione Ordine Farmacisti Italiani, Fondazione Banco Farmaceutico e Medicina Solidale.

Le persone che usufruiscono di questo servizio sono perlopiù senza fissa dimora, sprovviste di tesserino sanitario; spesso hanno il timore di recarsi negli ospedali oppure da queste strutture vengono di fatto rifiutate. Al centro di via della Lungara, invece, vengono accolti per la colazione o per il pasto serale, possono ricevere un pacco alimentare, una consulenza giuridica ed ora anche farmaci.

«Abbiamo iniziato sette anni fa seguendo i detenuti – spiega padre Vittorio Trani, cappellano di Regina Coeli, a La Repubblica – poi abbiamo aperto ad altre realtà della città che hanno bisogno. Un esempio? Un ragazzo diabetico che viene da noi per l'iniezione. Se non gliela facessimo sarebbe a rischio morte».

Anima dell’iniziativa è la dottoressa Lucia Ercoli, già medico di strada al colonnato di San Pietro tra i senzatetto di Papa Francesco: «La nascita della “farmacia di strada” – ha spiegato – è un atto concreto per andare incontro a quelle "periferie esistenziali" indicate da Papa Francesco e nello stesso tempo rappresenta un segno di speranza per tanti cittadini di questa nostra metropoli che vivono ai margini, spesso dimenticati». E ha aggiunto: «Il bene non si fa da soli, il bene nasce da una azione di comunità e questa comunità è fatta di persone che dedicano una parte di loro stessi perché il bene si realizzi. Oggi, si realizza una coralità tra istituzioni civili, dell'impresa, del volontariato, gente comune che ha deciso di combattere la stessa battaglia. Perché siamo in una guerra, la guerra alla povertà».

I protagonisti sono senz’altro i volontari che rendono possibile tutto questo.

«Il progetto della farmacie di strada ci ha trovato da subito pronti alla massima collaborazione per tanti motivi – ha affermato Andrea Mandelli, presidente Federazione Ordine Farmacisti Italiani – Per i farmacisti italiani solidarietà e vicinanza alle persone in difficoltà sono valori fondanti dell'agire professionale, come dimostra la forte partecipazione alla Giornata di Raccolta del Farmaco promossa da Banco Farmaceutico e la crescita costante del ruolo dell'Associazione Farmacisti Volontari in seno alla Protezione civile, dove è diventata uno degli elementi cardine dell'intervento sanitario nelle calamità».

Molte le aziende farmaceutiche che hanno risposto all’iniziativa convinte che «il progresso è veramente tale solo se non lascia indietro nessuno», come ha precisato Enrique Hausermann, presidente Assogenerici.








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