Festa Granda per le Chiese Unesco

Successo di visitatori e gradimento per le quattro visite guidate

È stata l’ennesima conferma di un sentire ormai diffuso, di una attenzione nuova verso i temi importanti della cultura e della vita delle persone nel territorio.

“Chiese aperte in terra Unesco” – la manifestazione di apertura e di accoglienza in quattro chiese dell’area dell’Alta Marca, nei comuni di Farra di Soligo e di Vittorio Veneto, svoltasi domenica 21 giugno all’interno di Festa Granda – ha avuto un buon successo di presenze in tutte le sedi, e ha riscosso un ottimo gradimento grazie alla bravura degli esperti d’arte e alla dedizione degli operatori culturali dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”.      

Nello scenario incantevole delle colline del Prosecco Superiore DOCG di Conegliano Valdobbiadene, dallo scorso anno diventate Patrimonio dell’Umanità, hanno aperto i battenti nella speciale occasione le chiese di San Vigilio a Col San Martino, San Lorenzo a Farra di Soligo, la chiesetta di Santa Maria Nova a Soligo, conosciuta come “Chiesuola”, e la Pieve di Sant’Andrea di Bigonzo a Vittorio Veneto.

Echi molto positivi dagli eventi di domenica pomeriggio dai quattro siti religiosi prescelti, distintivi di una iniziativa che ha contribuito a dare un segnale eloquente di ripresa, ripartenza e rinascita all’interno del programma più generale di Festa Granda, coronata da un bel successo di pubblico e di comunicazione per tutto il territorio.

A San Vigilio, ora dentro la rosa dei luoghi del cuore FAI, ha parlato della storia e dei simboli della chiesa la docente ed esperta Paola Brunello, operatori i coniugi Annamaria e Claudio Betto; a San Lorenzo, divenuta una sorta di simbolo fotografico del dossier Unesco, è stato il docente Giuliano Ros a illustrare la vicenda del culto del Santo del 10 agosto, con l’assistenza di Maria Teresa Tolotto e Marco Merello, e  l’intervento a supporto anche del parroco di Farra e Soligo don Brunone De Toffol;  molto interesse per il gioiello di Santa Maria Nova a Soligo , con gli antichi affreschi spiegati brillantemente da Cinzia Tardivel a precedere le domande dei convenuti, presente il direttore scientifico del “Beato Toniolo”, Marco Zabotti, che ha coordinato  gli aspetti organizzativi di “Chiese aperte”; alla Pieve di Sant’Andrea a Vittorio Veneto, infine, tanti apprezzamenti per la performance dell’esperta Giada Cattelan, con il saluto iniziale dell’arciprete monsignor Michele Favret e l’assistenza degli operatori Renato Checchinato e Giovanni Granzotto. Tra i visitatori presenti, persone arrivate dalle province di Pordenone, Vicenza e Belluno. 

Importante la consulenza offerta per “Chiese aperte” da Cristina Falsarella, nella sua veste di componente della commissione scientifica dell’Istituto Beato Toniolo.

“Come Istituto Beato Toniolo era molto importante dare un segnale di disponibilità e di concreta collaborazione all’Unpli e a tutti coloro che ci hanno chiesto di entrare nell’organizzazione di Festa Granda -  afferma il vice presidente Zabotti – perché siamo da sempre convinti della necessità e della bontà del fare rete e del mettere insieme competenze e sensibilità, per la promozione del territorio, specialmente in questa fase non semplice di ripresa delle attività nel post pandemia. Siamo contenti del successo della nostra manifestazione e più in generale dell’ottima riuscita di Festa Granda, come abbiamo avuto modo di ribadire agli eventi pubblici nella giornata di domenica e di riferire direttamente al presidente Unpli regionale e provinciale Giovanni Follador. Una bellissima festa di comunità, distribuita in tutta l’area Unesco, che andrebbe sicuramente ripetuta nei prossimi anni”.                                    






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