FINALMENTE LA LEGGE CONTRO GLI SPRECHI!

Uno stimolo a non cestinare il superfluo, ma a donarlo a quanti del nostro supefluo possono vivere.

 È stata approvata, martedì scorso (2 agosto 2016), la legge contro gli sprechi alimentari, che finalmente ci aiuta nella lotta allo spreco per la salvaguardia dell'ambiente e anche per venire incontro alle necessità di quanti sono meno fortunati di noi.

Recupero, donazione, solidarietà, sostenibilità, sensibilizzazione, tutela ambientale... sono queste le parole chiave della norma che, a breve, entrerà in vigore.

Si calcola che, in media, ciascun italiano getta nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari all’anno, sprechi che al nostro Pese costano 12,5 miliardi di euro. La nuova legge rafforza il lavoro di contrasto, puntando all'incremento del recupero e della donazione delle eccedenze alimentari, da destinarsi primariamente al sostentamento degli indigenti; allo stesso tempo, si propone di favorire il recupero di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale; importante anche il contributo alla limitazione degli impatti negativi sull'ambiente e all'incremento della consapevolezza da parte dei consumatori rispetto alle abitudini alimentari (viene incentivato, ad esempio, il ricorso al "family bag" per portarsi a casa gli avanzi del ristorante).

Con la nuova legge, non solo le onlus, ma anche gli enti pubblici potranno essere considerati "soggetti donatori": le imprese che regaleranno cibo e medicine, anziché gettarle, riceveranno sgravi fiscali e potranno beneficiare di una riduzione delle tasse sui rifiuti. Grazie alle disposizioni di carattere tributario e finanziario previste dalla norma, donare diventa più semplice; puntando, una volta tanto, alla semplificazione burocratica, la legge toglie alibi a quanti – produttori e commercianti – giustificavano gli sprechi con le complicazioni burocratiche.

Se la lotta allo spreco e l’attenzione a chi è meno fortunato si fanno generalizzate - non solo limitate al consumo ma estese anche al sistema-impresa - si può ben sperare che qualcosa cambi.

 

LE PRINCIPALI NOVITÀ DELLA LEGGE

  • Semplificazione burocratica. Donare diventa più semplice: sono previsti tagli degli adempimenti burocratici e vengono introdotte modalità e requisiti semplificati di comunicazioni telematiche all'amministrazione finanziaria. Le disposizioni si aggiungono a quelle già contenute nella Legge di stabilità 2016, che ha alzato la soglia di comunicazione della donazione da 5 a 15mila euro.

  • Due milioni al fondo per acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Viene potenziato il tavolo degli indigenti del Mipaaf, che vedrà la partecipazione anche delle organizzazioni agricole insieme a enti caritativi, industria e grande distribuzione. È previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per l'acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Il Mipaaf ha già avviato un'attività virtuosa di recupero degli sprechi e donazione agli indigenti. È attivo il bando Agea per l'acquisto di latte crudo da trasformare in Uht e donare ai più bisognosi. Si tratta della prima tranche da 2 milioni del piano complessivo di acquisti da 10 milioni di euro.

  • Sostegno all’innovazione contro lo spreco. Si istituisce un Fondo presso il Ministero delle politiche agricole con dotazioni di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi - che possono prevedere il coinvolgimento dei volontari del Servizio civile nazionale - finalizzati alla limitazione degli sprechi e all'impiego delle eccedenze, nonché per promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili.

  • Possibilità per i Comuni di incentivare chi dona con uno sconto Tari. I Comuni hanno la facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche (Tari) relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari, in caso di donazione gratuita agli indigenti.

  • Definizione di eccedenze e sprechi alimentari. Le "eccedenze alimentari" consistono nei prodotti alimentari che, avendo i requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause. Per "spreco alimentare" si intendono i prodotti alimentari ancora commestibili, che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche o perché in prossimità della data di scadenza.

  • Alimenti oggetto di confisca verranno donati agli indigenti. In caso di confisca di prodotti alimentari, l'autorità potrà disporre la cessione gratuita con priorità all'alimentazione dei più bisognosi o, successivamente, come mangime per animali.






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