Il bene può fiorire anche nelle situazioni peggiori. Gli Alpini ne sono testimoni

Più di 60.000 penne nere a Vittorio Veneto per l'Adunata Triveneta nel Centanario della Grande Guerra

Si è conclusa l’adunata alpina a Vittorio Veneto in occasione del Centenario della fine della Grande Guerra. Più di 60.000 penne nere hanno preso parte alla manifestazione che ha avuto culmine nella giornata di domenica 17 giugno con la sfilata di tutte le associazioni alpine appartenenti al territorio del Triveneto.

Sabato 16 giugno, a preludio della parata, c’è stato il conferimento della Cittadinanza Onoraria all’Associazione Nazionale Alpini da parte del sindaco Roberto Tonon nell’Aula Civica del Museo della Battaglia. «Da sempre – ha dichiarato nell’occasione il sindaco – la popolazione identifica gli alpini per il loro senso di appartenenza al Paese che si concretizza proprio negli ormai innumerevoli interventi di protezione civile che, sia in caso di emergenza, sia nella quotidianità, offrono con generosità e dedizione alla collettività. E da questa lezione di altruismo e generosità nasce e rinasce ogni giorno quel sentimento di affetto per gli alpini che ben ritengo sia evidenziato dal clima che si è costruito a Vittorio Veneto in questi giorni».

Nel pomeriggio di sabato è stata celebrata inoltre la Santa Messa nella Cattedrale dal vescovo Mons Corrado Pizziolo in presenza della lampada votiva dei caduti della Grande Guerra. Nell’omelia il vescovo ha sottolineato come anche in situazioni terribili e umanamente senza prospettiva possano manifestarsi frutti di bene, e gli Alpini ne sono la testimonianza: «anche nel momento della guerra, anche in mezzo alla tragedia della violenza, molti dei nostri Alpini hanno saputo testimoniare eroicamente una fedeltà al loro dovere, ma soprattutto una fraternità e una solidarietà umana davvero esemplari. E, più ancora, dopo i vari conflitti che hanno insanguinato i nostri paesi, il corpo degli Alpini ha saputo vivere e trasmettere un messaggio di fraternità, di solidarietà, di aiuto a chi si trovava nella situazione del bisogno». Il vescovo conclude incoraggiando gli Alpini «a portare avanti il valore della pace contro la guerra e la violenza, ma anche a mantenere coraggio e fiducia in questi valori di solidarietà concreta e di aiuto fraterno che caratterizzano il vostro corpo. Un aiuto fraterno che non guarda alle simpatie o alle provenienze, ma che va incontro con prontezza e generosità a chi vive momenti di sofferenza e di bisogno». Parole di incoraggiamento che toccano la coscienza di tutti e ci esortano a ricercare in noi quelle «motivazioni alte, motivazioni - alla fin fine - di fede e di speranza autentiche» che ci impediscono di cadere nell'indifferenza e nello scoraggiamento e ci permettono di scoprire «la bellezza e la gioia del donare, a chi è nel bisogno, aiuto e fraternità».

Numerose le autorità civili e militari presenti all’adunata, tra cui il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Sotto Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Claudio Mora, il Comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto.

Insieme alle autorità e agli alpini di tutta Italia, hanno partecipato ai festeggiamenti moltissimi cittadini vittoriesi. La serata di sabato e la notte bianca hanno visto le strade del centro e di Serravalle affollate di gente in festa. A mezzanotte l’inno nazionale è stato cantato in piazza del Popolo davanti a migliaia di persone. E i festeggiamenti sono andati avanti fino all’alba.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok