Il messaggio di Alice rompe il silenzio

Una campagna contro la violenza sulle donne realizzata da Fondazione di comunità Sinistra Piave Onlus, Ulss 2 Marca Trevigiana e Latteria Soligo.

“Nel mondo di Alice ogni donna è felice” è questo lo slogan che caratterizza la campagna contro la violenza di genere realizzata da Fondazione di comunità della Sinistra Piave, che festeggia quest’anno i suoi primi dieci anni di attività, con il sostegno dell’Ulss 2 Marca Trevigiana e con il coinvolgimento di un’importante realtà economica del territorio, la Latteria Soligo.

L’iniziativa si sviluppa sia attraverso una campagna di comunicazione innovativa, che entrerà capillarmente in tutte le strutture dell’azienda sanitaria unica, sia attraverso una concreta raccolta fondi a sostegno dei servizi territoriali.

I dati degli accessi al Pronto Soccorso nell’ambito dell’Ulss 2 da parte di vittime di violenza rivelano che quasi 2 donne ogni giorno (667 accessi) si presentano per denunciare percosse e violenze fisiche. Un trend in aumento visto che nel primo semestre 2017 sono già 417 gli accessi. Numeri che comunque rappresentano solo la punta emergente di un fenomeno ancora largamente sommerso: la maggioranza delle donne preferisce non denunciare la violenza, nascondendosi spesso dietro racconti di incidenti domestici, mentre sfugge alla statistica tutto l’ambito delle violenze psicologiche.

Proprio per fronteggiare questa situazione, nei prossimi mesi, in migliaia di case, entrerà una confezione di latte “targato” Alice: un messaggio forte per rompere il silenzio che spesso copre la violenza, anche tra le mura domestiche, facendo concretamente conoscere i servizi anti violenza e sostenendone le attività. Con il Progetto Alice, infatti, fino a fine anno, per ogni litro di latte venduto, Latteria Soligo devolverà 1 centesimo alla Fondazione di comunità Sinistra Piave. Il ricavato andrà a sostenere il Centro anti violenze (Cav) di Vittorio Veneto, il quale opera con attività diretta di accoglienza di donne vittime di violenza, sviluppando attività in rete con altri servizi territoriali (servizi sociali, consultori familiari, forze dell’ordine). Nell’ultimo anno il Cav ha accolto 138 donne (126 nuovi casi), la maggior parte tra i 30 e i 50 anni, vittime di abusi fisici e psicologici. A loro è stata data anche assistenza abitativa e legale e, soprattutto, sono stati aiutati insieme alle madri anche molti minori.

Questa edizione del Progetto Alice, inoltre, grazie al coinvolgimento dell’intera Ulss 2 Marca Trevigiana, acquisisce un respiro provinciale: la comunicazione del progetto Alice entrerà in tutti gli ospedali territoriali attraverso i monitor delle sale d’attesa e saranno realizzate anche forme di coinvolgimento delle scuole, attraverso le varie tappe del progetto. 

Grazie all’ultima edizione del Progetto Alice sono stati raccolti oltre 15mila euro che hanno contribuito al funzionamento dei servizi territoriali e alla formazione del personale. L’esperienza realizzata finora nell’ex Ulss 7, da cui arriva il Progetto Alice, dimostra anche nei numeri di aver sensibilizzato la popolazione e creato le condizioni per far emergere le richieste d’aiuto.






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