Il saluto del neo-vescovo mons. Fabio Dal Cin

Ieri, domenica 9 luglio, cattedrale di Vittorio Veneto gremita per l'ordinazione episcopale di mons. Fabio Dal Cin, 52enne originario di Sarmede. Riportiamo le parole di saluto del neo-vescovo mons. Dal Cin, pronunciate al termine della celebrazione.

Penso sia facile intuire con quale stato d’animo prendo la parola. Dentro di me sono tanti i sentimenti che provo. Ma sopra ogni altro mi prende un senso di gratitudine e di riconoscenza.

Grazie per la vostra affettuosa presenza. So che molti di voi hanno sostenuto anche i disagi di un lungo viaggio. Saluto con profondo rispetto le autorità civili e militari locali e provenienti da Loreto e dalle Marche. Ringrazio il Vescovo Corrado e quanti si sono generosamente prodigati in varie forme per preparare spiritualmente e per organizzare questo evento in tutti i suoi aspetti. Un pensiero affettuoso va agli ammalati e a quanti si sono uniti nella preghiera – attraverso la radio e la televisione – a questa Eucaristia che a Dio rende grazie.

È Dio, infatti, il protagonista principale, perché è Lui che chiama, consacra, affida la missione episcopale e dà anche la forza di rispondere e di servire. È un mistero di Grazia e di Misericordia che solo Dio può conoscere fino in fondo.

Qualche giorno dopo la comunicazione della nomina, passando davanti alla chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, sono entrato ed ho sostato davanti al famoso dipinto del Caravaggio che rappresenta il momento decisivo della chiamata di Matteo. Nel dipinto (accanto al quale c’è San Pietro, immagine della Chiesa) Gesù indica col dito Matteo, che siede al banco delle imposte, e lo chiama: “Seguimi”, dice il Vangelo. Matteo esita. Sembra non capire l’invito, reagisce meravigliato e, a sua volta, col dito indica se stesso, come volesse chiedere conferma: “Ma... chiami proprio me? Io? Io che sono quello che sono?”.
Perché proprio me? Risponderebbe Papa Luciani: «Perché è “l’antico sistema” di Dio, che non disdegna di operare con strumenti difettosi». E così ci fa capire che se qualche cosa mai di buono salterà fuori da tutto questo, sia ben chiaro fin da subito: è solo frutto della bontà, della grazia, della misericordia del Signore.
Niente di tutto ciò che ho ricevuto e sto vivendo è merito mio, ma puro dono di Dio e a Dio va tutta la mia riconoscenza per la sua infinita misericordia. Il grazie a Dio, però, coinvolge tutta la Chiesa, perché la vocazione non è mai un’impresa solitaria, ma è il concorso di tutta la comunità ecclesiale. Ogni vocazione nasce, cresce ed è per tutta la Chiesa.

Grazie, dunque, a questa Chiesa, nella quale rivedo i volti di tante persone – di tutte le età – che sono entrate nella mia vita e che si fa immagine visibile attraverso PAPA FRANCESCO. A lui rinnovo la mia gratitudine per il dono che rappresenta per tutta la Chiesa con la sua testimonianza e il suo Magistero, per la paterna bontà con la quale mi ha accompagnato e per la fiducia che mi ha dimostrato. Grazie alla Chiesa che voi, fratelli VESCOVI, rappresentate e che con la vostra presenza mi incoraggia, mentre muovo i primi passi della missione apostolica: grazie! Grazie a lei, Card. Marc OUELLET, che questa sera mi ha imposto le mani e che per quasi cinque anni mi ha permesso di condividere da vicino il delicato lavoro come suo segretario particolare. Sono certo che questa esperienza mi sarà di grande aiuto anche nella nuova missione che mi aspetta. Con Lei, Eminenza, ringrazio il nostro conterraneo, il Card. Beniamino STELLA, il Card. Edoardo MENICHELLI di Ancona, che oggi ricorda l’anniversario della sua Ordinazione Episcopale, avvenuta 23 anni fa. Auguri Eminenza! Un grazie particolare è per i miei colleghi e amici della Congregazione per i Vescovi, della Segreteria di Stato e di altri Dicasteri.

In questi dieci anni di servizio in Vaticano ho incontrato tante brave persone che lavorano generosamente per il Papa, vale a dire per il popolo santo di Dio, che è costituito per la maggior parte da gente umile e semplice: quella Chiesa che ho conosciuto e amato da sempre. È la Chiesa che ho visto in mio padre e mia madre, che sono stati i primi maestri di vita; nelle mie sorelle, nel mio parroco, nella gente del mio paese di Sarmede e dei luoghi dove sono passato: Vittorio Veneto, il Seminario diocesano – nel quale sono ancora civilmente residente e che ho frequentato due volte, prima da seminarista e poi come educatore – e poi San Vendemiano, Motta di Livenza, Roma, presso la Santa Sede e il Santuario della Madonna della Quercia.

Grazie a tutti, anche a non credenti e ad anticlericali, perché mi hanno aiutato, magari senza saperlo, a seguire le chiamate di Dio.

Grazie alla Chiesa che testimoniate voi consacrati. Saluto Padre Marco TASCA, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali, i religiosi e le religiose, i consacrati e le consacrate, che hanno avuto una parte molto importante nella mia vita. Sento grande riconoscenza per i miei confratelli sacerdoti e per i vescovi della mia vita: tra di voi ho avuto grandi maestri ai quali guardare e dai quali imparare.

Saluto con particolare affetto: il Vescovo Eugenio, che quasi 27 anni fa mi ha ordinato sacerdote; il Vescovo Alfredo, con il quale ho condiviso da vicino un tratto di strada. Oggi ricorre l’anniversario della sua ordinazione sacerdotale: 67 anni di sacerdozio (tanti auguri, Eccellenza!); il Vescovo Giuseppe che mi ha inviato a Roma a sperimentare in presa diretta l’universalità della Chiesa. Infine, grazie di cuore al Vescovo Corrado, principio e fondamento visibile di questa Chiesa di San Tiziano: l’anello che mi ha donato dice l’affetto suo e di tutta la comunità diocesana che mi ha accompagnato nella vita.

Ora questo amore ricevuto chiede di essere da me donato alla Chiesa che è nella Basilica del Santo a Padova e in Loreto, che saluto con riconoscenza nella persona del Vescovo Giovanni Tonucci, nei sacerdoti, religiosi, consacrate e fedeli venuti da Loreto e da Padova. In voi saluto e benedico tutti i lauretani e i devoti che frequentano il Santuario della Santa Casa e della Basilica di Sant’Antonio, in special modo chi vive nella sofferenza e nella solitudine. Attendo con vivo desiderio di incontrarvi. Sarò a Loreto sabato 2 settembre e a Padova domenica 22 ottobre. Come si rivolgeva S. Paolo ai Corinti, vengo a voi in debolezza e trepidazione, ma fiducioso nella potenza dello Spirito che questa sera mi è stato donato e nella vostra collaborazione. Vi chiedo il favore di pregare per me e di accogliermi in semplicità, con fede e con il cuore. Voi lo siete già nel mio, fin dal giorno in cui mi è stata comunicata la nomina del Santo Padre. Vengo nel nome del Signore: “In Lui ho posto la mia speranza”.

Affidiamoci tutti alla protezione della Madre di Dio, perché ci aiuti a dire ogni giorno il nostro Sì generoso al Signore. E S. Antonio di Padova ci ottenga di essere sempre gioiosa testimoni di misericordia. E che il Buon Dio ci benedica tutti!

+ Fabio Dal Cin, vescovo

È possibile vedere online la diretta della celebrazione su La Tenda Tv.






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