La Casa dello studente di Vittorio Veneto riapre i battenti

Intanto la mostra-gioco di ruolo "In fuga dalla Siria". A breve, altri lavori per dar forma a nuovi progetti...

Nuova vita per la Casa dello studente di Vittorio Veneto che, dopo essere stata chiusa per dieci anni, tornerà ad espletare quella che era la sua funzione originaria: accogliere i giovani. Preso in gestione da Caritas, l’immobile di via Fogazzaro vedrà sorgere al suo interno un supermercato solidale - in cui la valuta non sarà il denaro - per le famiglie in difficoltà, un laboratorio con corsi di formazione per l’inserimento lavorativo e, al piano di sopra, un ostello. A breve cominceranno i lavori che renderanno operativa al massimo questa struttura sita in pieno centro cittadino.  

Intanto la Casa dello studente ha già aperto le porte alla mostra interattiva “In fuga dalla Siria”, in cui il visitatore è, di fatto, il protagonista, poiché invitato, attraverso un interessante gioco di ruoli, a mettersi nei panni di un migrante costretto a lasciare il proprio paese.

Se a dover fuggire dalla tua patria fossi tu, come ti comporteresti? A chi chiederesti aiuto? Per cosa useresti i tuoi risparmi di una vita? Quanto le tue scelte assomiglierebbero a quelle dei profughi o richiedenti asilo che arrivano in Europa e in Italia?

Una serie di pannelli propone ai giocatori delle situazioni da affrontare e chiede loro di prendere delle decisioni: da queste dipende l’esito del loro percorso da migranti. È un po' come giocare a escape room, ma per una fuga vera: in Siria se non riesci a scappare, non perdi la partita, perdi la vita! Alla fine del percorso di migrazione, il giocatore viene rimandato alla lettura di una storia vera, la storia realmente vissuta da una persona che ha fatto più o meno le sue stesse scelte.

Se provi a metterti davvero nei panni di uno di loro, cambia il tuo punto di vista?

Mettersi nei panni dell’altro è la chiave per comprendere quello che sta succedendo oggi nel mondo e che, inevitabilmente, ci coinvolge anche nel nostro quotidiano. Questa mostra-gioco di ruolo, promossa dal Coordinamento Granello di Senapa e allestita da Caritas Vittorio Veneto, dà la possibilità di guardare con occhi diversi ai profughi e anche a se stessi. È una mostra di impatto emotivo, che, nella sospensione del giudizio, accompagna le persone verso la comprensione empatica di storie di vita vissuta. È un'opportunità da non perdere, per liberarci da pensieri interessati e da luoghi comuni e far emergere la comune umanità.

La mostra, inaugurata venerdì 12 gennaio, resterà aperta fino a mercoledì 20 febbraio: dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 13; venerdì e sabato dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30; domenica dalle 14.30 alle 18.30.

L'ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione:
Martina Tormena di Caritas -> e-mail martinacaritasvv@gmail.com / tel. 347-4068732







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