La pioggia non ferma le donne della Corri in Rosa di San Vendemiano (TV)

In migliaia per i 6 chilometri a tutta solidarietà. Tra i gruppi più numerosi: Joy Club, Le ragazze del Blues Bar e WeatElectrolux.

Il sole non c’era, ma l’hanno portato loro, le donne della Corri in rosa. Ieri, domenica 17 novembre, a San Vendemiano (TV), in migliaia (circa 1500 delle 6000 iscritte) non si sono perse d’animo e non sono volute mancare all’appuntamento con la sesta edizione della corsa delle donne per le donne. A dare il via alla manifestazione ludico-motoria Fiasp di 6 chilometri (il percorso più lungo di 12 km è stato sospeso), alle 10.00, di fronte al Municipio di via De Gasperi, il sindaco di San Vendemiano Guido Dussin, il vicesindaco Renzo Zanchetta, il consigliere regionale Sonia Brescacin e il responsabile organizzativo della Corri in rosa, Aldo Zanetti.

In prima fila, Cristina Barcellini, la pallavolista già campionessa italiana e medagliata in tante rassegne internazionali con la nazionale (ed ex Imoco Volley), che dopo la recente maternità ha ripreso a giocare in serie C, scoprendo nel frattempo della corsa. «Che bello vedere tante donne correre e camminare anche con la pioggia – ha detto dopo il traguardo la sportiva – davvero coloro che sono presenti oggi vogliono far capire quanta è la forza delle donne, in tutte le situazioni della vita. Non potevo non esserci e ovviamente ci rivedremo nel 2020».

Tante le storie, come quella di Elena Tomasella, che dopo aver partecipato nel 2017 in carrozzina perché reduce da un’operazione ai piedi, oggi ha camminato con i bastoncini da nordic walking. «Ci tenevo ad esserci a dimostrazione che con la forza di volontà si possono raggiungere traguardi più lontani di quello che pensavamo – ha aggiunto Elena – un plauso anche alle tante donne che hanno camminato come me, sfidando il maltempo, per onorare una causa importantissima come la lotta al tumore al seno». Commovente la vicenda di Maria Carmela che è arrivata dalla Sardegna: lo scorso anno parteciparono, per darle sostegno, le amiche, perché lei aveva appena subito un’operazione chirurgica per un tumore. A loro aveva promesso che l’anno successivo ci sarebbe stata, e così è stato. Con forza e coraggio, qualche lacrima, oggi ha preso parte all’evento, per nulla intimorita dalla pioggia. «Non potevamo non esserci, siamo arrivati apposta dalla Sardegna – ha raccontato Carmela – bisogna crederci, bisogna credere di poter guarire. Fondamentale la prevenzione, io non ci davo tanto peso, ma è grazie a questa che ora sono qui e vorrei sensibilizzare proprio tutte le donne a fare prevenzione e a sostenere la lotta al tumore al seno». Le iscritte sono arrivate da tutta l’Italia: oltre che dal Veneto e dai vicini Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, e dalla Sardegna, anche dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna, dalla Toscana, dalla Puglia, dalla Calabria, dalla Basilicata e dalla Sicilia.
Come sempre non è mancato l’aspetto coreografico, tutto di colore rosa: oltre alle gonne di tulle, le cuffiette, i cerchielli per i capelli, le ghirlande di fiori, gli occhiali da sole, i fiocchetti, i cappellini. D’obbligo k-way, mantelline, ombrelli e anche improvvisati impermeabili fatti con i sacchetti per le immondizie, per lo più rosa. Non si sono fatte abbattere per nulla dal maltempo. In tante hanno scelto di esserci, per proseguire il cammino portato avanti da Maratona di Treviso, quello di contribuire al pagamento delle rate del mammografo acquistato dall’associazione Fiorot e installato nel dicembre 2016 nell’ospedale di Conegliano (dove è utilizzato dall’Ulss 2 Marca Trevigiana per lo screening e ha già effettuato 23.760 esami).

Molte hanno camminato, ma più di qualcuna ha corso. E anche veloce. Come Serena Tonon, volontaria di Maratona di Treviso e dipendente della Farmacia Carli, che ha “seminato” tutte, tagliando per prima il traguardo. «La prevenzione per il tumore parte anche da uno stile di vita sano – ha affermato Serena – dobbiamo prenderci il tempo per noi, per stare bene, per correre o camminare all'aria aperta, non dimentichiamolo».

E proprio in occasione della Corri in rosa è stato inaugurato il primo “punto gentilezza” del comune di San Vendemiano che si è dotato anche di un assessore alla gentilezza, Mirco Zago (che ha le deleghe alle attività produttive, alla Protezione Civile, alla sicurezza e ai trasporti). Per mamme, papà e piccolini è stata infatti creata, grazie alla collaborazione con l’associazione Quel posto che cerchi c’è guidata da Donata Dileo, una “taverna” riscaldata con fasciatoi dove cambiare i piccolini.

A concludere la mattinata, la premiazione dei gruppi più numerosi, rispettivamente Joy Club - Fuel To Run, Le ragazze del Blues Bar, WeatElectrolux, Le Belle del Bar alle piscine da Veronica, CMI in Rosa e Atl-Etica San Vendemiano.

«La Corri in rosa è ormai per noi un’istituzione – ha dichiarato il sindaco di San Vendemiano, Guido Dussin – Ringraziamo come sempre gli organizzatori per aver portato a San Vendemiano un eventodai così tanti significati. Molte donne non sono arrivate oggi, ma hanno comunque dato la loro adesione per sostenere la prevenzione. Con orgoglio possiamo dire di ospitare nel nostro comune una manifestazione tutta al femminile, imitata in molte altre località venete. Tra l’altro proprio oggi abbiamo inaugurato il “punto gentilezza”, con un’area riscaldata con fasciatoi per le neomamme. Il primo segnale che stiamo dando al paese, seguiranno sicuramente altre iniziative».

Un plauso alla manifestazione arriva anche da Sonia Brescacin, consigliere regionale del Veneto, che sottolinea l’importanza di tessere relazioni umani come rete di supporto nelle varie fasi della vita: «Anche oggi trionfa la voglia di stare insieme per fare del bene – ha commentato – Fare gruppo, vivere emozioni positive e tessere relazioni danno un aiuto in più nella vita di tutti i giorni. Concretamente abbiamo un servizio sanitario buono, sia in termini di cure che di prevenzione. Ma oltre all’impegno fattivo di manifestazioni come la Corri in rosa, non dobbiamo mai dimenticarci dell’ingrediente psicologico, delle relazioni umane».

Aldo Zanetti, responsabile organizzativo, ringrazia tutte le partecipanti («sono loro ad aver portato il sole che non c’era» e in generale tutte le iscritte, ma anche i volontari «che non hanno mai smesso di lavorare nemmeno sotto la pioggia», l’amministrazione locale e gli sponsor. E preannuncia la data della settima edizione: «Il nostro impegno con l’associazione Fiorot per il pagamento delle rate del mammografo continua e per questo diamo appuntamento al prossimo anno, per la settima edizione già programmata per domenica 15 novembre».

 

Foto di Bolgan






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