La Scuola al Centro

Dopo la partenza estiva in 400 scuole nelle aree periferiche di Milano, Roma, Napoli e Palermo, il Ministero dell’Istruzione estende a tutto il territorio nazionale l’iniziativa delle scuole aperte al pubblico, che punta a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e a realizzare percorsi di inclusione sociale.

L’iniziativa, promossa dal Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, parte dalle seguenti convinzioni:

- La scuola può e deve svolgere un ruolo decisivo nelle periferie per combattere il disagio e offrire nuove opportunità di crescita culturale, di socialità e di condivisione.

- La scuola deve combattere l’infelicità che minaccia il presente e il futuro di tanti ragazzi. Lo fa ogni giorno ma è necessario fare di più!

- La scuola deve essere luogo di attrazione, di energia, di partecipazione per capovolgere il fatalismo e la rassegnazione delle giovani generazioni.

Di qui l’idea di configurare la scuola come centro che si apre agli studenti e alle loro famiglie, per essere abitata oltre i tempi canonici della didattica, perché la scuola non deve solo insegnare, ma anche essere punto di riferimento della comunità. Il progetto prevede l'offerta di iniziative extracurriculari - stimolanti e costruttive - nelle seguenti aree tematiche:

- Autoimprenditorialità

- Avvicinamento alla musica

- Attività sportive pomeridiane

- Laboratori artigianali e artistico-espressivi

- Promozione della lettura e organizzazioni di corsi per il potenziamento delle lingue straniere

- Attività per la conoscenza del territorio di appartenenza e di incentivazione alla cittadinanza attiva

Se il primo atto del progetto si rivolgeva prevalentemente alle aree del Paese più critiche, dove la scuola può davvero fare la differenza nel garantire un futuro di qualità alle nuove generazioni e, tramite loro, all’intero Paese (come sottolinea il ministro Stefania Giannini, “Le periferie sono i centri del futuro: sono ricche di umanità e di energie. Spetta a noi, alla scuola raccoglierle e farle emergere”), il secondo atto prevede un nuovo bando, finanziato dal Fondo sociale europeo, per estendere l’esperienza a tutto il territorio nazionale: circa 6.000 istituzioni scolastiche (il 72,4% delle scuole presenti in Italia) potranno prolungare il loro orario di apertura, offrendo ai ragazzi un arricchimento del percorso formativo e garantendo alle famiglie e al territorio un presidio di contrasto alla dispersione scolastica e di recupero delle sacche di disagio sociale. Il bando è stato pubblicato il 16 settembre scorso nel sito del Miur e scadrà il 31 ottobre. Le scuole che accederanno ai finanziamenti dovranno garantire almeno 60 ore extra di potenziamento delle competenze di base (tra cui la lingua italiana) e almeno 60 ore extra di sport ed educazione motoria. A queste, si aggiungeranno quattro moduli (da 30 ore ciascuno) che dovranno essere coerenti con il Piano dell’offerta formativa e potranno riguardare il rafforzamento della lingua straniera, le competenze digitali, l’orientamento post-scolastico, la musica e il canto, l’arte, la scrittura creativa, il teatro, i laboratori creativi e/o artigianali per la valorizzazione delle vocazioni territoriali, l’educazione alla legalità e la cura dei beni comuni, la cittadinanza italiana ed europea, i percorsi formativi di inclusione che prevedano il coinvolgimento dei genitori. Complessivamente, ogni scuola potrà ricevere 40.000 euro per realizzare le attività extra.

Con il progetto La Scuola al Centro, insomma, si propone un nuovo modello di scuola: una scuola che sia un punto di riferimento non solo quando c'è lezione; un centro civico dove, anche grazie alla collaborazione con il territorio, i ragazzi possano trascorrere i pomeriggi o i weekend, sia d’estate che d’inverno, trovando stimoli e iniziative alternativi alla strada.

 






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