Nuovo restauto per l'abbazia di Sant'Eustachio a Nervesa della Battaglia

Progetto originario modificato alla luce delle strutture più antiche emerse nel corso delle indagini archeologiche

Monastero benedettino fondato dai Collalto in una collina che sovrasta Nervesa della Battaglia (TV), il complesso di Sant'Eustachio diventò meta di pellegrinaggio e di ritiri, ma anche polo culturale: vi vennero ospitati, Pietro Aretino, Pietro Bembo, Monsignor Giovanni Della Casa, che compose proprio tra queste mura il suo celebre Galateo ovvero de’ costumi. Durante la prima guerra mondiale, per la sua vicinanza al fronte del Piave, subì ingenti danni e venne abbandonato all’incuria, fino a quando le rovine non furono valorizzate grazie ai Finanziamenti Europei (1992).

Oggi l'abbazia è nuovamente oggetto di restauro al fine di restituire alla collettività un bene di interesse storico, archeologico e architettonico fruibile e leggibile nella sua complessità.

L'intervento di recupero, voluto dal l’amministrazione di Nervesa e dal sindaco Fabio Vettori, è finanziato dalla Società Agricola Giusti Dal Col, a cui il Comune ha dato in concessione l'uso del sito, a fronte del restauro, della manutenzione e dell'apertura al pubblico a fine lavori, condotti dall'impresa Asolo Costruzioni e Restauri.

Il progetto originario, approvato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso nel 2014, è stato successivamente modificato alla luce delle strutture più antiche emerse nel corso delle indagini archeologiche preliminari, che hanno reso necessario intervenire con diverse soluzioni architettoniche e percorsi di visita; inoltre, alcune valutazioni di ordine architettonico e storico - filologico hanno portato a rimettere in vista ambienti e pavimentazioni di XVI-XVIII secolo.

Il nuovo progetto di Variante definitivo ed esecutivo è stato redatto dall'architetto Armando Guizzo, capogruppo dell'Rtp, che è anche direttore dei lavori, e presentato ufficialmente il 26 luglio in municipio a Nervesa.

I lavori in corso sono seguiti in cantiere dal soprintendente Andrea Alberti e dai funzionari di zona architetto Luciano Mingotto e dall’archeologo Matteo Frassine. Prima dei lavori edilizi è stata realizzata l'indagine stratigrafica degli alzati murari tramite la ditta archeologica Archetipo Srl, che si occupa anche dello scavo archeologico.

Sul piano architettonico l'indagine ha rivelato più fasi costruttive che confermano l'esistenza di strutture murarie di XII secolo, con richiami anche a chiese d'oltralpe, e strutture conventuali di epoca posteriore.

Sotto il profilo archeologico, i diversi sondaggi condotti, oltre a contribuire ad una rilettura di dettaglio delle diverse fasi evolutive del complesso abbaziale, hanno evidenziato all'interno dell'attuale chiesa la presenza di sepolture in semplice fossa prive di corredo, potenzialmente riconducibili ad un primo edificio sacro, di cui per ora rimane ignota la sua articolazione planimetrica, ma di cui si attende riscontro dalle prossime indagini programmate. Inoltre, è stata messa in luce, nella porzione occidentale del sito, un'imponente struttura muraria, che le indagini archeologiche ancora in corso, non escludono possa riferirsi ad una porta monumentale.

Appare evidente che in questo quadro evolutivo, fortemente legato alle evidenze archeologiche ancora potenzialmente sepolte, il progetto potrà subire ulteriori modifiche, maggiormente funzionali alla comprensione del sito stesso.

A interventi ultimati – fanno sapere dal Comune di Nervesa dalla Battaglia – si avrà quindi una diversa percezione del complesso abbaziale, grazie anche alle integrazioni di parte delle strutture conventuali e alla ricostruzione, basata sulle fotografie storiche dei primi Novecento del secolo scorso, della torre di ingresso. In generale sarà comunque un intervento di restauro strettamente conservativo per i ruderi della chiesa e parte del convento, mentre la restante porzione del complesso avrà una nuova configurazione che agevolerà la lettura e la comprensione delle fasi edilizie, la possibilità di diversi percorsi di visita, nonché di punti privilegiati di osservazione per apprezzare il contesto paesaggistico circostante.

 

[Fonte: oggitreviso.it]






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