Oltre 10 mila visitatori alla mostra su Hemingway

I messaggi dei visitatori in un diario: "Dopo 50 anni si conferma luogo di cultura", "Grazie, ALPINI", "Grazie TREVISO"

Saranno stati gli alpini, sarà stata la voglia di rivedere un luogo pieno di ricordi, che per tanti anni è stato chiuso al pubblico, ma la riapertura dell'ex convento delle Canossiane a Treviso ha avuto un successo fuori da ogni aspettativa. Oltre 10 mila persone (c'era il contapersone!) hanno visitato "La mostra su Hemingway + Piave le origini della poetica"  e quella sulle "Fisarmoniche, le fedeli compagne degli alpini" di Francesca Gallo, l'unica donna in Europa a costruire le fisarmoniche. 
Due esposizioni allestite presso l'edificio di via Manzoni ristrutturato in tempi da record per volontà della Sogedin e grazie al lavoro intenso di Matteo Geretto, che ha creduto fortemente nel progetto di mettere insieme la cultura, le tradizioni e l'arte artigiana portando in città, la Mostra Mercato. Giovani "geniali" trevigiani che hanno avuto l'opportunità di trovare un luogo dove farsi conoscere e far conoscere le proprie creazioni artistiche, molte delle quali realizzate con materiali di riciclo. Dall'artigiano che costruisce cinture con i copertoni di bicicletta, a chi stampa con vecchi torni di una volta. 
L'ex convento delle canossiane è un luogo molto amato dai trevigiani. Prima dell'apertura, durante la ristrutturazione la gente, incuriosita, si fermava e sbirciava dentro in cerca di quei luoghi che avevano caratterizzato la loro infanzia tra i banchi di scuola. "Dopo 50 anni il luogo si conferma fonte di cultura", hanno lasciato scritto nel libro-diario dei ringraziamenti delle ex alunne canossiane. "Bello scoprire questi angoli di Treviso" ha riportato un turista che, evidentemente, non conosceva ancora l'ex Convento delle Canossiane. Molto apprezzata la Mostra su Hemingway che racconta il periodo di vita militare dello scrittore e poeta statunitense nei luoghi del Piave durante la prima gerra mondiale. Molte delle sue opere, scritte successivamente, riportano, infatti, i momenti di vita vissuti dal premio nobel per la letteratura in Veneto. Successo anche per Francesca Gallo e il suo papà Luciano che si sono alternati durante i quattro giorni di esposizione delle fisarmoniche. "Bella mostra in ricordo del nostro territorio" ha lasciato scritto la signora Antonella.
«Abbiamo voluto raccogliere le sensazioni dei nostri visitatori per avere un ricordo tangibile di questa grande festa che ha riportato a Treviso non solo tanti alpini, ma anche tanti giovani - dichiara Matteo Geretto, Responsabile delle mostre e ideatore del progetto -. Treviso è ricca di storia e di cultura. Riaprire l'ex convento delle Canossiane e vederlo, luogo di aggregazione e divertimento, è qualcosa che mi ha riempito il cuore. Come del resto i molti messaggi scritti nel nostro diario "Una mostra interessante che mi ha fatto conoscere un aspetto della grande guerra che non conoscevo" ha lasciato scritto uno dei tanti visitatori. E poi ancora "Emozionante", "Interessante". Tanti ricordi riportati nero su bianco anche dagli alpini. Come il gruppo di Villorba "Mostra molto bella, curata bene e interessante" ci hanno scritto». «Ma ciò che sintetizza il vero spirito di quello che si è vissuto lo scorso fine settimana a Treviso - continua Matteo Geretto - sono quattro parole, due delle quali scritte a maiuscolo. Non si riesce a leggere bene il nome di chi ha riportato la piccola grande frase ma ciò non importa. Quello che è importante è che rappresenta probabilmente il sentimento di ringraziamento di tutti quelli che hanno partecipato alla 90esima Adunata del Piave: "Grazie ALPINI, Grazie TREVISO"».






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