Piantare un albero dal computer? Con Ecosia si può!

Un nuovo motore di ricerca...

Benché facebook abbia il terribile vizio di farsi gli affari altrui, stavolta ritengo abbia contribuito notevolmente alla scoperta di questo interessantissimo motore di ricerca. Abituato negli anni delle superiori ad usare quelli predefiniti (spesso lentissimi) mi sono subito interessato a questa novità, che oltre ad essere utile, è anche verde!

Ecosia.org è un motore di ricerca lanciato sul web nel 2009, e si differenzia dagli altri in quanto dichiara di donare l’80% dei ricavati al WWF, per sostenere progetti inerenti il rimboschimento del pianeta. Fondato in associazione con Bing, Yahoo e lo stesso WWF dal tedesco Christian Kroll, Ecosia si presenta come una società a scopo di lucro i cui proventi, derivanti dalle pubblicità online pay-per-click (guadagnati attraverso le ricerche degli utenti), vengono poi reinvestiti in nelle complesse ed onerose operazioni di rimboschimento. Ma come funziona esattamente tutto questo procedimento? Nonostante sul sito venga dichiarato che ogni ricerca salvi due metri quadrati di foresta pluviale, bisogna sapere che vi sono gli “Ecolinks” ovvero link sponsorizzati per effettuare acquisti, ricerche e donazioni online, il 5% degli acquisti viene poi ripagato ad Ecosia dalle aziende che li gestiscono.

Inoltre il motore di ricerca si vanta di utilizzare server alimentati ad energia naturale, ma ciò è errato: essendo stato creato in accordo con altri motori di ricerca ben più laboriosi, sono i server di Bing e Yahoo a non inquinare. Già, la stessa Yahoo nell’estate 2009 ha annunciato di voler convertire l’alimentazione dei propri data center con energia idroelettrica, proveniente dalle Cascate del Niagara; in tal modo ci sarebbe stato anche un risparmio del 40% sulle emissioni di CO2.

Per quanto riguarda invece la questioni dei profitti e quindi delle risorse destinate ai progetti contro la deforestazione molti dubbiosi ritengono che l’80% sia addirittura troppo, considerando gli stipendi dei 15 dipendenti di Ecosia e i costi di gestione molto più onerosi dell’ipotetico 20% rimanente.

La mia idea? Che ci siano sponsor dal fatturato in crescita e, magari segretamente, finanzino il progetto o contribuiscano alle iniziative di rimboschimento in tutto il mondo.

Che l’innovazione tecnologica fosse in continuo fermento ne ero certo da tempo: due anni fa a scuola partecipai ad un progetto di classe in cui riuscii a far approvare e sviluppare l’argomento ecologia relativo ad un importante gruppo birrario internazionale. La svolta da loro proposta era un impianto di spillatura a costo 0 per l’ambiente, basato sull’eliminazione dell’uso di CO2 e il risparmio di circa 35 kg di anidride carbonica ogni tre fusti (tra l’altro, costruiti con PET riciclabile) che equivalevano alla quantità media di anidride carbonica smaltita da un albero in un anno! Un innovazione importantissima che, seppur lentamente e nel silenzio mediatico, sta cambiando notevolmente il sistema. Mi auguro che lo stesso sistema governato dai Giganti del web, si converta per la salvaguardia ambientale. Ecosia propone una nobile missione: se anche solo l’1% degli utenti internet mettesse in pratica quanto da loro offerto, si potrebbero piantare milioni di alberi e diventare in qualche modo determinanti per la salvezza del pianeta Terra.






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