Podio veneto per il XXXVI Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Vincono l’alpinista Manolo, la fisarmonicista Francesca Gallo e il ricercatore Alessandro Tasinato. Dal fiume alle pareti più impervie, passando per i boschi “che suonano”, il fil rouge di questa edizione è il legame uomo-paesaggio.
Sono stati annunciati nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria Veneto Centro a Treviso, i vincitori della XXXVI edizione 2018 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”: l’alpinista Maurizio Zanolla (conosciuto come Manolo) con “Eravamo immortali” (Fabbri Edizioni, 2018) nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, il ricercatore e divulgatore Alessandro Tasinato con “Il fiume sono io” (Bottega Errante Edizioni, 2018) in “Ecologia e paesaggio” e la musicista e artigiana Francesca Gallo con “Phisa Harmonikòs” (Kellermann Editore, 2018) in “Artigianato di tradizione”. È stato assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini - Centro Studi sulla Montagna). E non manca in questa edizione nemmeno il Premio Honoris Causa, che verrà consegnato in occasione della cerimonia conclusiva sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (TV) a don Luigi Ciotti.
Quest’anno, inoltre, il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores avrà una propria finale, slegata dal Premio Gambrinus: i ragazzi vincitori della sezione letteraria e della sezione video saranno protagonisti della cerimonia in programma sabato 27 ottobre alle 16.00 a Palazzo dei Trecento a Treviso.
 
I vincitori del Premio Gambrinus. Le opere vincitrici sono state selezionate dalla Giuria, composta da scrittori, divulgatori, docenti universitari e alpinisti e presieduta quest’anno dalla giornalista Alessandra Viola, tra i 122 volumi inviati da 65 case editrici italiane, un numero notevole ma soprattutto di elevata qualità. Sono quattro i libri premiati, uno per sezione e uno destinatario del Premio Speciale della Giuria, ed emerge tra essi un legame inaspettato: tutti infatti, pur in modo molto diverso, trattano del legame uomo-paesaggio che diviene per entrambi valorizzante.
È il caso di “Eravamo immortali”, autobiografia di uno dei protagonisti assoluti di quella nuova arrampicata che ha visto la luce tra gli anni Settanta e Ottanta, Maurizio Zanolla, alias Manolo, vincitore nella sezione “Alpinismo”: grazie alla libertà che gli regala, per Manolo la montagna diviene un mondo verticale da scoprire con responsabilità. Il libro è l’autobiografia dell’alpinista, la storia di un ragazzo che ama la vita, il mettersi alla prova, il sentirsi libero, un ragazzo d'altri tempi nato in anni in cui si possedeva poco o nulla e gli emigranti eravamo noi. Un ragazzo ribelle, anzi quasi selvaggio ma anche, e forse proprio per questo, dotato di una sensibilità non usuale.
Un analogo legame uomo-natura è esaltato in “Io sono il fiume” di Alessandro Tasinato, scelto per la sezione “Ecologia e paesaggio”, un'indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta - Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell'Autostrada Valdastico Sud. Un romanzo che si addentra nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello più intimo di Nino Franzin, il protagonista, che ha vissuto la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un'importante carriera lo costringono a dare le spalle all'acqua. Sarà la vita di un piccolo embrione a fargli incontrare di nuovo i destini di un fiume che non c'è più.
Il rispetto e la sintonia con gli alberi dai quali si ricavano preziosi strumenti musicali è un tema portante anche per Francesca Gallo, musicista e artigiana trevigiana costruttrice di fisarmoniche autrice di “Phisa Harmonikòs”, premiato nella sezione “Artigianato di tradizione”. Dentro ogni fisarmonica c'è storia, leggenda, vita quotidiana, incontri e passioni, manualità, antiche sapienze, complicità professionale: l’autrice avrebbe potuto anche non scrivere questo libro, continuando a fare il suo mestiere sino alla fine naturale come è stato per tante altre botteghe, ma la voglia di raccontare il lavoro è stata più forte (prefazione del giornalista Paolo Rumiz).
Infine, il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato nell’ambito nella sezione “Alpinismo” all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti: il gruppo dei Monti della destra Mis (Agneléze, Erèra e Pizzòcco) rappresenta uno scrigno di naturalità e insieme un territorio ampiamente percorso dall'uomo nel passato e quindi ricco di sentieri e di toponimi, purtroppo oggi poco conosciuto e frequentato. La guida descrive dettagliatamente, anche con cartine inedite disegnate a mano, la rete dei sentieri, intensamente battuti da cacciatori, pastori, boscaioli, soldati, così da farli rivivere, e recupera i toponimi ed oronimi dell'area che altrimenti sarebbero andati perduti. 

Premio Honoris Causa. “Sono felice di dedicare la mia vita a saldare la terra con il cielo”: sono parole di don Luigi Ciotti, prete combattente in prima linea contro tutte le mafie, fondatore del “Gruppo Abele” e ideatore di “Libera”, destinatario quest’anno del Premio Honoris Causa per il suo impegno verso l’ambiente. L’ambiente, la terra, per Don Ciotti è alla base di ogni cosa e non va sottovalutato in ogni attività degli uomini: il linguaggio dell’ambiente è il linguaggio della cultura e della vita, riflettere sempre sui diversi aspetti del degrado ambientale significa capire le ragioni culturali e politiche che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta.

Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores. Il concorso cadetto sostenuto da Montura - Tasci s.r.l. e dedicato agli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, in questa XI edizione ha invitato i ragazzi a sviluppare il tema “La scoperta del paesaggio” con un elaborato scritto o con un video. Nella Sezione Letteraria sono risultati vincitori Alexia Cautis della classe III B Classico del Liceo Ginnasio Statale “Antonio Canova” di Treviso con “Topografie dell’anima” (primo classificato), Davide Zago della classe V A dell’Istituto Scarpa di San Donà di Piave, Venezia, con “Le ceneri di Ulisse” (secondo classificato) e Chiara Meneghetti della classe V B del Liceo Artistico di Vittorio Veneto, Treviso, con “La notte” (terzo classificato). Nella Sezione Video salgono invece sul podio la classe III BLS del Liceo Scientifico Scienze Applicate dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia con “Il Paesaggio di una vita” (primo premio), la classe IV A del Liceo Scientifico Dante International College di Vittorio Veneto, Treviso, con “Sì deambulare” (secondo premio) e Neeraj Kumar della classe II E del Liceo Artistico di Treviso con Loris Corbo della classe IV BEA dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Max Planck” di Lancenigo di Villorba, Treviso, con “La natura del paesaggio” (terzo premio).






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