Rucker Sanve: il ritorno in Serie B

La squadra di Mian batte il Mestre e ottiene la promozione

Sabato 2 giugno al Palasport System di Saccon di San Vendemiano la Rucker Sanve batte in gara 3 il Basket Club Mestre e centra la promozione in Serie B con il punteggio finale di 56-53. Un risultato che dà lustro a tutto il movimento cestistico del nostro territorio, capolinea di una stagione brillante.

Dopo aver vinto gara 1 in casa (78-58) e perso gara 2 a Mestre (86-52), i ragazzi del coach Mian hanno dimostrato di saper lottare e di crederci fino alla fine. 

Abbiamo raccolto alcune loro impressioni…

Due anni fa la prima storica promozione in serie B, poi la retrocessione in C Gold ed ora il ritorno, accolto e festeggiato da tutti con lo slogan “Back to B”. Qual è, se c’è, la differenza tra quest’ultimo successo e il precedente?

«Beh ogni stagione è a sé, quindi sì ci sono delle differenze» risponde Edoardo Rossetto, il quale due anni fa si era gustato la finale dalla panchina a causa di un’appendicite che gli aveva impedito di giocare, invece stavolta, partendo dal quintetto base, ha giocato nei quattro tempi, e questa è già per lui una grossa differenza! «Forse due anni fa è stato più “facile” – aggiunge – perché avevamo vinto 2-0 i quarti e le semifinali e poi in gara 3 di finale comunque avevamo dato prova di forza mettendo la partita nei binari giusti dal terzo quarto. Quest’anno il campionato è stato oggettivamente di livello superiore e la stessa ultima partita lo ha dimostrato: abbiamo lottato e ci abbiamo creduto fino alla fine, e siamo riusciti a vincere! Sarebbe stata una grande beffa fare tutta la stagione primi in campionato e poi perdere così in gara 3 di finale. Tengo a sottolineare che non era scontata la nostra vittoria, siamo stati bravi a compattarci, a crederci e a metterci il cuore fino alla fine». E chiosa, sensibilmente ancora sull’onda dell’entusiasmo: «Questa e quella di due anni fa sono due vittorie diverse, ma che trasmettono emozioni davvero fortissime, perché ti rendi davvero conto che tutto il lavoro che hai fatto in palestra, i sacrifici e il sudore speso hanno dato i loro frutti. In entrambi i casi sono prevalsi la squadra, il cuore e la voglia di remare tutti verso un unico obiettivo. Ci siamo ripresi quello che l’anno scorso abbiamo perso immeritatamente con la retrocessione».

Il Mestre sembrava a un passo dalla vittoria, poi la rimonta negli ultimi due minuti di partita… che cosa è cambiato?

«In fondo non è cambiato poi tanto – continua Rossetto –: abbiamo continuato a crederci anche quando ormai la partita sembrava persa e con due super difese siamo riusciti a prendere fiducia e a segnare dei canestri importanti che ci hanno permesso di tornare sotto e poi di vincere. Questo è il bello ed il brutto della pallacanestro: in due minuti può cambiare completamente il risultato e si può vincere come perdere un campionato. Abbiamo dimostrato di avere cuore e di non arrenderci mai anche quando le cose vanno male; è stata la nostra forza in questo finale di stagione! Siamo riusciti persino a fare bene quello che di solito facciamo peggio… difendere!». «Ci abbiamo creduto – conferma il capitano Francesco Pin dal Pose quando il Mestre ha iniziato a fare qualche errore abbiamo realizzato di avere ancora la possibilità di farcela».

Quanto conta in una gara decisiva come questa il sostegno del pubblico, che, devo dire, si è fatto sentire fortissimo… è stato il sesto giocatore in campo?

«Il pubblico è stato il sesto uomo, questo è poco ma sicuro – asserisce il play –. Ci ha incitato dall’inizio alla fine e ci ha fatto sempre sentire il suo sostegno anche quando eravamo sotto nel punteggio. In questa serie si è visto che il fattore campo è stato determinante, per noi come per il Mestre. Anzi un plauso va fatto anche a loro, che hanno fatto una grande stagione, accompagnati da un tifo corretto e che non smette davvero mai di cantare! Sono sicuro che abbiamo trasmesso grandi emozioni anche a tutti i nostri supporters, e loro non ci hanno abbandonato quando più ne avevamo bisogno!». «Il pubblico è sempre parte fondamentale in una stagione – sottolinea il capitano –, «è sicuramente il sesto uomo nelle partite importanti e nei momenti di difficoltà».

Certamente l’esperienza di questo campionato, conclusosi così brillantemente, è stata particolarmente significativa per i più giovani nella rosa della prima squadra che sono stati parte attiva in diverse occasioni. Ce lo conferma Riccardo Saccon (classe 2000): «Sicuramente è stato motivo di orgoglio prendere parte a questa cavalcata ed esserne partecipe. Inoltre, essendo al mio primo campionato senior, è stato utilissimo tastare con mano la fisicità diversa rispetto ai campionati con i coetanei. Inizialmente è stato difficile tenere il ritmo perché era tutto nuovo per me, ma, allenamento dopo allenamento, ho preso confidenza. Senz’ombra di dubbio aver avuto l’opportunità di allenarmi e di giocare con giocatori professionisti e di grande esperienza è stato molto utile: ad ogni allenamento c’era sempre qualcosa da imparare e soprattutto si cercava di “rubare” qualche movimento o qualche gesto dai senior. Infine devo dire che ho avuto sempre l’onore di ricevere consigli dai più “vecchi” nelle situazioni più difficili».

Grande soddisfazione anche per l’allenatore Marco Mian e per il presidente della squadra Antonio Guberti, che ora sicuramente si appresta a programmare la prossima stagione, perché, si sa, ogni traguardo è sempre un nuovo inizio… .






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