Salvati 2 neonati grazie al "polmone artificiale"

Quattro equipe degli ospedali di Padova e Treviso hanno attuato la procedura "salva vita" Ecmo su due neonati con grave insufficienza respiratoria. Una storia a lieto fine e un bell'esempio di efficienza (inter-)ospedaliera.

Un intervento d’urgenza con la procedura “salva vita” Ecmo, svolto dal lavoro congiunto delle equipe degli ospedali di Treviso e Padova, ha salvato una neonata di 3 giorni con grave insufficienza respiratoria causata da inalazione massiva di meconio alla nascita. La bambina era già in ventilazione meccanica massimale e, ciò nonostante, l’ossigenazione del sangue non era adeguata.

L’Ecmo è una sorta di polmone artificiale, che permette di sostituire la funzione dei polmoni facendo circolare il sangue del bambino al di fuori del corpo umano dove viene ossigenato e quindi re-immesso nella circolazione del paziente. Padova è attrezzata da anni e con un team del trasporto neonatale: l’unità mobile Ecmo con il supporto del 118 e della Croce Verde parte per l’Ospedale di Udine, dove la neonata è stata posta in circolazione extracorporea e quindi trasferita a Padova.

Poche ore dopo, arriva una nuova telefonata dall’Ospedale di Treviso per un caso simile di grave aspirazione di meconio in un neonato di 2 giorni già in ventilazione meccanica massimale. «Ci è stata trasferita da un altro ospedale una neonata con una importante insufficienza respiratoria - spiega la dottoressa Nadia Battajon della Terapia Intensiva Neonatale di Treviso - fin da subito le sue condizioni generali sono apparse gravi, le terapie farmacologiche e ventilatorie a disposizione sono risultate insufficienti per garantire una adeguata ossigenazione tissutale. Pertanto si è resa da subito evidente la necessità di sottoporre la piccola a circolazione extracorporea Ecmo. Contattato il Servizio Trasporto Neonatale di Padova attrezzato, è stata organizzata rapidamente l’equipe sanitaria». Non essendo ancora rientrata la prima equipe da Udine, ne è stata organizzata un’altra d’urgenza, grazie alla tempestività della direzione ospedaliera di Padova. In men che non si dica un nuovo team di trasporto neonatale con la seconda unità mobile Ecmo è partito per l’Ospedale Cà Foncello di Treviso dove il bambino è stato posto in circolazione extracorporea e trasportato a Padova.

«Quattro equipe sanitarie, provenienti da due diversi ospedali, hanno collaborato insieme allo stesso fine: dare alla piccola l’unica possibilità di sopravvivenza - racconta la dottoressa - È stato fatto un ottimo lavoro di squadra con grande intesa ed efficienza. Nonostante la dovuta preoccupazione e trepidazione, tutto il personale ha gioito per l’esito del proprio impegno professionale e umano».

I 2 neonati, nati circa un mese fa, dimessi dalla Neonatologia di Padova sono ritornati negli ospedali di Udine e Treviso, in buone condizioni generali cioè respiravano autonomamente per il follow-up, ora sono stati dimessi dagli Ospedali di Udine e di Treviso e entrambi a casa sono in braccio ai loro genitori. La gestione delle due emergenze è stata effettuata con successo dalla Cardiochirurgia Pediatrica diretta da Giovanni Stellin e dalla Terapia Intensiva Neonatale diretta da Eugenio Baraldi che, raggiunto, afferma: «È una storia a lieto fine. È sempre emozionante poter ridare in braccio ai genitori un neonato che aveva rischiato la vita. Ciò che mi riempie di orgoglio è, senza dubbio, la professionalità dei medici e delle infermiere del nostro reparto, ma soprattutto l’entusiasmo, la passione e la dedizione per quanto è stato fatto”.

La sindrome da aspirazione di meconio grave ha una prevalenza di circa l’1% dei neonati e in alcuni casi è talmente grave da richiedere l’Ecmo. Si associa ad una mortalità del 15-20%. Per questa patologia, in un’area come il nord-est, ci si possono aspettare 2-3 casi all’anno. Nell’anno 2015 si erano verificati 2 casi analoghi. In Italia vi sono 3 centri (Roma, Genova e Padova) che sono dotati di trasporto neonatale con unità mobile Ecmo in grado di far fronte all’urgenza di gravi insufficienze respiratorie acute del neonato.

Il servizio di trasporto per l’emergenza neonatale di Padova operativo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno ed effettua oltre 200 trasporti all’anno, per la maggior parte neonati prematuri.  

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