News

14 Apr 2016


Scuola: il coraggioso atto di secretare i voti, in un istituto bassanese

Il preside del liceo Brocchi ha fatto un atto impopolare, ma capace di lanciare un messaggio positivo

Provocazione o meno, il gesto del preside del liceo di Bassano, Giovanni Zen, che a metà aprile ha deciso di secretare i voti fino a 2 giorni dagli scrutini finali, riporta all'ordine del giorno una grande questione irrisolta che interessa il rapporto degli studenti con la scuola. Per quanto discutibili possano essere le modalità, la laconica ma efficace motivazione sta decisamente in piedi: «favorire un atteggiamento di maggiore responsabilità da parte degli allievi, che devono studiare per imparare e non per il voto».

Infatti, una scuola moderna, agile ed efficace dovrebbe far prescindere la propria didattica dalla dittatura del voto. Un obiettivo che sarebbe già insito nello stesso termine: scuola, dal greco scholé, vorrebbe dire letteralmente «riposo da fatica corporea, il quale dà opportunità di ricreazione mentale o studio».

Per noi, abituati a una scuola che si pone come imposizione, pare quasi uno scherzo dell'etimologia, ma in realtà lo spirito con cui si doveva in origine incentivare la formazione era proprio questo. Se fin dalla scuola primaria si educassero i fanciullini a questo più vero concetto di studio, scelte come quella del preside del liceo bassanese sarebbero la normalità, perché lo statuto del non-voto potrebbe prendere piede e trovare la propria privilegiata culla proprio dentro le aule dei ginnasi. A chi protesta, potremmo dire che il prof. Zen ha dimostrato quanto meno di conoscere il vero senso della "scuola"!






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok