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19 Ago 2021


Telefoni ricondizionati: tra risparmio e sostenibilità

Un nuovo paradigma per l’elettronica di consumo

Al giorno d’oggi si parla sempre più di smartphone ricondizionati, dall’inglese refurbished. Uno smartphone ricondizionato è un telefono ripristinato al suo stato originale. Prima della messa in commercio, il modello ricondizionato viene testato per rilevare eventuali problemi e riportato alle condizioni di funzionamento standard di fabbrica. Ogni piattaforma hai i suoi protocolli – alcuni garantiti da certificazioni internazionali – per esaminare lo stato dei diversi elementi, dalla batteria alle prestazioni del chip passando per il comparto fotografico fino alla valutazione dell’aspetto estetico. Tutto viene analizzato nel dettaglio. Ad ogni prodotto sottoposto alla cura ringiovanente viene poi assegnata una valutazione generale sulle condizioni – sempre buone, se non ottime – e un prezzo fortemente ribassato rispetto al nuovo.

E non è uno smartphone usato! Uno smartphone usato è un dispositivo sempre di “seconda mano”, non riportato alle impostazioni di fabbrica o testato per eventuali problemi. L’acquisto di un dispositivo ricondizionato, inoltre, dà sempre accesso alla garanzia e al servizio di assistenza.

Lo smartphone ricondizionato piace sempre di più, non solo perché alleggerisce la spesa degli utenti ma anche perché pesa meno sull’ambiente in quanto prodotto “riciclato”.

Il basso impatto ambientale è sicuramente uno dei fattori che contribuisce maggiormente alla popolarità di questa scelta. Una strada alternativa, sicuramente percorribile sottraendosi alla logica di mercato, quindi riducendo i nostri consumi.

Si calcola che, comprando un telefono ricondizionato, si risparmiano 185 grammi di rifiuti tecnologici, si taglia dell’84% il peso in termini di CO2 rispetto all’acquisto di uno nuovo (per fare un esempio, comprando un pc ricondizionato si può risparmiare una produzione CO2 equivalente a quella prodotta da quattro voli Milano-Roma sola andata), e – questo forse il dato più impressionante – si evita l’estrazione di oltre 200 chili di materiali rocciosi necessari per le materie prime utili alla produzione di un pezzo nuovo di zecca con un display da 5,5 pollici (Ademe - Agence de la transition écologique). In uno smartphone si trovano infatti numerosi materiali e metalli, terre rare e altri componenti la cui estrazione è spesso frutto di sfruttamento criminale con drammatiche ricadute sugli ecosistemi locali. Anche ridurre l’impronta di carbonio è un passo essenziale verso uno stile di vita ecologico nell’era digitale. Optando per un telefono ricondizionato si va in questa direzione: sostanzialmente si estende la durata del prodotto, evitando che un telefono perfettamente funzionante finisca nella discarica e che si debbano continuamente produrre apparecchiature nuove. Al sito di Papernest, che ci ha suggerito la notizia, si trova un simulatore che permette di calcolare quanti chilogrammi di CO2 si possono risparmiare scegliendo di acquistare un dispositivo ricondizionato rispetto ad uno nuovo; è uno strumento molto utile per rendersi conto dell’impatto che le nostre scelte hanno sull’ambiente, oltre che sulle nostre tasche!

Gli smartphone non sono gli unici dispositivi ricondizionabili: tra questi troviamo anche notebooks, tablet, pc, console, etc. Insomma, se vogliamo percorrere questa strada possiamo trovare il dispositivo ricondizionato più adatto alle nostre esigenze, contribuendo così ad un mondo più sostenibile.

A questo link un piccolo tool ci permetterà di capire quanti Kg di CO2 potremmo risparmiare se scegliessimo di acquistare un dispositivo ricondizionato rispetto ad uno nuovo. Per esempio, comprando un PC riportato alle impostazioni di fabbrica si può risparmiare una produzione di CO2 equivalente a quella prodotta da 4 voli Milano-Roma (sola andata)!

(Fonte: Papernest)






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