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14 Lug 2019


Un gesto di prossimità inaspettato

A Lignano un turista russo paga la cena a 6 famiglie con figli disabili e se ne va, nell'anonimato.

Sei famiglie con figli disabili si trovano a cena in una pizzeria di Lignano. Un ritaglio di tempo che si sono concesse per stare insieme: tra di loro si capiscono, non si devono scusare né preoccupare eccessivamente per il comportamento dei loro figli e per gli sguardi giudicanti di chi sta attorno; tra di loro si aiutano.

Attività che per altre famiglie sono all’ordine del giorno – come andare a cena fuori – per queste famiglie son più problematiche con conseguente rischio d’isolamento sociale. Per spezzare le barriere ci vuole una carica positiva fuori dal comune ma soprattutto una mano solidale.  

E se questa mano viene tesa dall’esterno, dalla società, allora sì che può fare la differenza!

A tendere la mano sono senz’altro i tanti volontari che fanno Terapia Multisistemica in Acqua (TMA) con bambini con disturbo dello spettro autistico e disturbi generalizzati dello sviluppo, agendo come progetto riabilitativo globale, che cura in particolar modo gli aspetti relazionali, emotivi e di integrazione sociale, e al tempo stesso alleggerisce il lavoro quotidiano che i genitori di questi bambini si portano anche in vacanza. Le sei famiglie sono a Lignano proprio per vivere questa esperienza.

Ma una mano solidale è anche – inaspettatamente – tesa da un anonimo turista russo che si trova in pizzeria proprio quella sera. Vedere l’energia che promana quel tavolo nonostante le difficoltà oggettive deve averlo colpito, al punto tale da decidere di offrire a tutte le sei famiglie la cena, senza dire niente: si alza e paga, chiedendo al cameriere di non rendere noto il suo gesto prima che se ne fosse andato.

Mamme e papà commossi. Quel gesto significa ben più di un’offerta: è un abbraccio, una carezza, un essere-accanto. Quel signore avrebbe potuto guardare da un’altra parte o avrebbe potuto soffermarsi su quel tavolo "vivace" con sguardo giudicante… invece, tra i due tavoli, si è stabilita una connessione invisibile, quella che passa attraverso il cuore - mai distratto, mai indifferente, mai giudicante, sempre accogliente e pronto a farsi ponte verso il cuore dell’altro. Prossimità che ci lega come persone, la cui stessa etimologia indica una natura relazionale ineliminabile: per-sonar > suonare attraverso. Come direbbe John Donne, nessun uomo è un’isola: ciò che succede a un altro uomo mi riguarda, risuona (anche) attraverso di me. È una prossimità, un’attenzione verso l’altro, da ritrovare. Questa attenzione si può palesare in diversi modi, ma si deve manifestare!

Il gesto del turista russo ha sorpreso anche i camerieri del locale perché «in 20 anni di attività – dicono – non è mai successa una cosa del genere».    

La società tutta ha bisogno di gesti d’amore come questo, anche solo di sentirli raccontare per poterli ritrovare.






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