"Un tè con Jane": oltre 200 Janeites trevigiane al pomeriggio austeniano

Ieri giovedì 8 giugno nel secolare parco di Villa Panizza per centinaia di persone è stato possibile rivivere attimi e scene di vita dei romanzi della scrittrice inglese, della quale il prossimo mese in tutto il mondo si celebreranno i 200 anni dalla morte. Un’occasione per calarsi nei panni dell’autrice di “Orgoglio e pregiudizio” ma anche per riflettere sull’attualità dei messaggi e dei comportamenti della Austen, prima vera ribelle e modello femminile ancora oggi.

Non pensavamo di essere così tante anche in provincia di Treviso”: è stata questa la frase che si è sentita più volte sussurrare, sempre con un impeccabile aplomb british, dalle oltre 200 janeites (le irriducibili fan di Jane Austen, Steventon 1775 – Winchester 1817) che ieri giovedì 8 giugno si sono radunate a Villa Panizza, sede della biblioteca comunale di Paese – Treviso, per partecipare ad Un tè con Jane, evento promosso e organizzato dalla scrittrice trevigiana Giovanna Zucca e da Koiné Comunicazione, agenzia di comunicazione specializzata nel settore cultuarle, per celebrare anche nella Marca il bicentenario dalla morte di Jane Austen.

Varcare il cancello della villa è stato ieri pomeriggio per moltissime donne, ragazze e ragazzine (ma anche per parecchi uomini e ragazzi) come poter fare un tuffo tra le pagine di “Orgoglio e pregiudizio” e degli altri romanzi della scrittrice inglese, che risultano conosciuti e amati da tutte le generazioni, al punto che attorno alla figura di Jane Austen si è creato un alone di mito.

Nel parco, che ricorda molto quello della dimora in cui abitò la Austen così come anche quello di Longbourn, tenuta in cui viveva Elisabeth Bennet, la protagonista di “Orgoglio e pregiudizio”, a partire dalle 17.00 hanno cominciato a sciamare janeites avvolte in mussole e cotoni leggeri di abitini in stile impero dalle tinte pastello, con fiori tra capelli e civettuoli cappelli di paglia, ombrellini da sole e guantini di pizzo in impeccabile stile Regency. Si è iniziato a versare il tè indiano in deliziose “chicchere” (senza manico, come quelle che usava probabilmente Jane), grazie alla sapiente maestria di Stefania Andriolo, tea tester di Adg Maison di Bassano del Grappa.

In questa cornice si è collocato l’intervento della scrittrice Giovanna Zucca, grande conoscitrice ed estimatrice della Austen e autrice di “Una carrozza per Winchester. L’ultimo amore di Jane Austen” (Fazie Editore, 2013), che ha sottolineato come i messaggi che l’autrice seppe trasmettere attraverso i suoi libri (solo all’apparenza frivoli) e attraverso le sue scelte di vita ne abbiano fatto un esempio per l’universo femminile, attuale ancora oggi.

Un tè con Jane – ammette soddisfatta Giovanna Zuccaè stata una scommessa vinta: sapevamo che il mito di Jane Austen fa proselite un po’ in tutto il mondo, ma non avevamo la percezione precisa di quante janeites avremmo potuto intercettare in provincia di Treviso. Ora sappiamo che anche qui siamo moltissime! E tutte le nostre ospiti (diverse tra l’altro accompagnate da un “Mister Darcy”, cosa che ci ha sorpreso e inorgoglito) hanno apprezzato il modo in cui abbiamo concepito l’evento, ricalcando di fatto lo stile di Jane Austen: abbiamo assecondato la nostra vanità, vestendoci in costume e sfoggiando look e particolari che fino ad ora avevamo solo sognato di rendere nostri leggendo i romanzi austeniani, e tuttavia siamo riuscite a riempire questa cornice di sostanza, con una riflessione sull’attualità degli insegnamenti e della figura dell’autrice inglese, ancora d’esempio per noi donne”.






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