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18 Apr 2017


UN VINITALY ALL'INSEGNA DELL'INTEGRAZIONE

Verona, 9-12 Aprile 2017
Alla recente 51^ edizione di Vinitaly, la Fiera più grande d'Italia dedicata al vino e ai distillati, importante è stata l'attenzione verso il sociale. Complice la moderna sensibilità, molte cantine si sono rivolte, oltre che al palato, al cuore degli oltre 128mila visitatori provenienti da 142 nazioni differenti. Come di consueto i ragazzi dell’AIPD Associazione Italiana Persone Down, sono stati ospitati nello spazio istituzionale riservato alla Regione Veneto, quali autori di un Raboso DOC esclusivo, proveniente da un vigneto a loro concesso da una nota cantina trevigiana. Dalla raccolta dei grappoli all'imbottigliamento manuale e dal packaging, con il disegno di etichette che diventano pezzi unici, fino alla vendita orgogliosa dei loro prodotti al Vinitaly, ogni passaggio vede i ragazzi dell'associazione operativi in prima persona. Un altro esempio di profonda sensibilità, rivolto al mondo sempre più imperante dell'enoturismo, è quello di un colosso del Prosecco Superiore che ha intrapreso la strada originale, ma spesso difficile, del racconto delle sensazioni che nascono da un vino, attraverso il linguaggio dei segni. Un progetto nato con il supporto dell’Ente Nazionale Sordi di Treviso, che vuole rendere accessibile a tutti un'esperienza appagante: quella che deriva dalla conoscenza approfondita di uno dei vini italiani più pregiati. Ulteriore esperienza è quella del Fiano di Avellino, vino d'eccellenza DOCG dell'Irpinia, che si è presentato a Verona in un'inedita doppia veste: vegano e solidale. Si è dimostrato così capace di incontrare un'ulteriore forma di sensibilità, alimentare, e ha il pregio di nascere da uve coltivate in una fattoria sociale, in cui operano detenuti, disabili, rifugiati. La produzione del vino come risorsa per l'integrazione su più livelli, quindi, in cui far convivere la qualità e l'attenzione alle esigenze moderne, orientate al rispetto delle persone e degli animali. In senso lato, lo stesso viceministro alla Politiche agricole Andrea Olivero ha annunciato di scommettere sul senso di comunità che si origina nel mondo del vino, lanciando un progetto di responsabilità territoriale che dalla solidarietà possa generare eccellenza e cultura, seguendo il principio della legalità a tutela di tutti i protagonisti della filiera. 
Sono esempi in cui si testimonia quello che è lo spirito più antico della vendemmia: il senso di comunione con la natura e la gioia dello stare insieme per un bene collettivo. Un brindisi che può e deve sempre più incontrare chiunque, per un'accoglienza senza svantaggi.





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