Una Cattedrale per Madre Teresa

Oggi, nel ventennale della morte (5 settembre 1997), a Pristina, in Kosovo, si consacra la Cattedrale-santuario a lei dedicata come eredità visibile della sua spiritualità e segno di speranza nelle difficoltà.

Un anno fa Madre Teresa di Calcutta entrava a far parte della schiera dei santi con una solenne Messa di canonizzazione celebrata da Papa Francesco alla presenza di oltre 130 mila persone. Ma per tutti lei resta “madre Teresa”.

Skopje, 26 agosto 1910 - Calcutta, 5 settembre 1997: «albanese di sangue, indiana di cittadinanza», minuta di conformazione, ma di fede salda come la roccia, Madre Teresa, all’anagrafe Gonxha Agnes, spese la sua vita al servizio degli “ultimi”.

La «piccola matita di Dio», come amava definirsi, è stata una madre soprattutto per loro, per le persone lasciate morire agli angoli delle strade, per i malati che nessuno si preoccupava di curare, per la vita debole, a cominciare da quella dei bambini che rischiano di non vedere la luce.

Oggi, a vent’anni dalla morte e a un anno (quasi esatto) dalla canonizzazione, a Pristina, capitale del Kosovo, viene consacrata la Cattedrale-santuario a lei dedicata. L’edificio sacro, in stile romanico, è stato edificato a partire dal 5 settembre 2007 soprattutto grazie al cuore generoso dei fedeli, della gente semplice, e all’azione invisibile ma sempre efficace della Provvidenza. L’obiettivo, come spiega il Consiglio per la comunicazione dell’amministrazione apostolica di Prizren, è «far tornare e incarnare nelle nostre menti e nei cuori la vita e il messaggio di madre Teresa, così come la sua intercessione per la nostra Chiesa ed il nostro popolo. Una scuola da cui cercheremo di imparare, per metterle in pratica, la cultura della vita e la civiltà dell’amore, virtù che lei fece proprie tra di noi, e poi testimoniò e portò nel mondo intero»

La Cattedrale come eredità visibile della spiritualità di Madre Teresa, dunque, che può ancora essere fonte d’ispirazione. Come disse papa Francesco un anno fa nel giorno della canonizzazione (4 settembre 2016), «Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione». È uno stile di vita da adottare nella nostra quotidianità. Ecco allora che la santità è a portata di mano: essere santi non vuol dire essere perfetti, ma lasciarsi percorrere dallo Spirito di Dio che è Amore. Questo Madre Teresa ci insegna: "Non possiamo sempre fare cose grandi, ma possiamo fare piccole cose con grande amore".






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