Belle arti

20 Lug 2020


A Illegio “Nulla è perduto”: una mostra che è anche un messaggio di speranza

Da Van Gogh a Monet: dipinti smarriti e rimaterializzati nella Casa delle Esposizioni di Illegio a Tolmezzo

Ad Illegio dal 4 luglio al 13 dicembre 2020 è protagonista la bellezza scomparsa e prodigiosamente riapparsa di straordinari capolavori della storia dell'arte.

A volte, specialmente quelle volte che giungono dopo una tempesta o quando svanisce una nebbia fitta e spaesante, volgere lo sguardo alle stelle, che trapuntano come brillanti l’abito nero indossato da una notte limpida, significa non soltanto ammirare il loro fascino: è vedere con commozione che la vita e la bellezza non s’arrendono.

La stessa commozione sorprenderà chi visiterà la mostra di Illegio, quest’anno, che non a caso porta un titolo capace di trapassare l’anima ancor prima di conoscerne le opere: “Nulla è perduto”. È come un segno, un messaggio forte e appassionato in questo 2020, che vede tutti ancora in tensione per vincere la battaglia contro l’insidiosa pandemia Covid-19, ma anche per risollevare il morale delle persone, la vitalità dei paesi, la sorte di aziende, lavoratori ed economia, la capacità di dare nuova voce a cultura e turismo. 

Il principale motivo di stupore è che la mostra farà incontrare opere che non è più possibile vedere al mondo, eppure a Illegio si potranno vedere e toccare: opere distrutte o perdute, ma poi ritrovate o risorte. Alcune sono state rubate e non vi è ancora traccia di esse. Altre sono andate in cenere a causa di devastazioni o di incomprensioni. Altre ancora sono rimaste come immerse in un oblio di secoli, sebbene vi fosse notizia della loro esistenza che, da un certo punto in poi, aveva fatto perdere le tracce di sé.

Verranno esposti anzitutto sette capolavori inestimabili e smarriti per sempre, ma tornati alla luce grazie alle tecnologie di Factum Arte, l'organizzazione diretta da Adam Lowe a Madrid e dedicata a valorizzare l'arte con arte. Attraverso l'impegno di una squadra di storici, artisti, restauratori ed esperti di software 3D, le sette opere sono tornate in vita sotto forma di rimaterializzazioni capaci di restituire ogni dettaglio degli originali scomparsi, compresa la tridimensionalità delle pennellate sulla superficie pittorica, con una resa che ha dello spettacolare e pare arduo distinguere dal dipinto originale.
 
Grazie alla collaborazione con Sky Arte e con Ballandi Arts e all'avanzata tecnologia di Factum Arte, visitare la mostra di Illegio permetterà di riavvicinarsi fisicamente al Concerto a tre di Johannes Vermeer (rubato all’Isabella Stewart-Gardner Museum di Boston nel 1990) a La Torre dei cavalli azzurri di Franz Marc (sequestrato dal criminale nazista che tentò di succedere a Hitler, Hermann Göring, e scomparso nel 1945) a Myrto, realizzato da Tamara de Lempicka come suo autoritratto alla fine degli anni Venti, nella Parigi in cui si era trasferita dalla nativa San Pietroburgo (poi custodito in una villa parigina dove si presume sia stato rubato dai nazisti nel 1943) al Vaso con cinque girasoli di Vincent van Gogh, distrutto nel bombardamento di Ashya, nei pressi di Osaka in Giappone, contemporaneamente allo sganciamento della bomba atomica su Hiroshima alla tela dedicata alla Medicina, dipinta da Gustav Klimt per il soffitto dell’Università di Vienna e bruciata nel 1945 dai nazisti ormai sconfitti nello Schloss Immendorf in Austria (e ad Illegio l’opera miracolosamente rimaterializzata sarà appunto visibile a soffitto) a una delle grandi tele raffiguranti Ninfee di Claude Monet, carbonizzato in un incendio divampato al MoMa di New York nel 1958, e all’intenso ed evocativo Ritratto di Sir Winston Churchill, opera realizzata nel 1954 da Graham Sutherland, ma fatta distruggere da Lady Clementine Churchill un anno dopo.

Accanto a queste sette opere, che si possono quasi definire apparizioni dall’al di là, la mostra “Nulla è perduto” comprende altri due casi di grande fascino, che il visitatore potrà ammirare grazie alla mano di artisti contemporanei che hanno rigenerato opere di artisti dei secoli passati: una tela dipinta da Michelangelo Merisi detto Caravaggio, il San Matteo e l’angelo, rimaterializzata dall'artista Antero Kahila di Helsinki, e le vetrate della facciata principale della Cattedrale di Chartres, veri e propri prodigi di luce e di colore, rimaterializzate nel laboratorio di San Bellino di Rovigo da Sandro Tomanin e dai suoi collaboratori.

Inoltre, nella mostra “Nulla è perduto” vengono esposte opere d’arte originali, inghiottite dall’oscurità per lungo tempo e recentemente ritrovate.

Per informazioni e prenotazioni rimandiamo al sito






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