Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese

Dal 13 maggio al Palazzo della Gran Guardia - Verona

Dal 13 maggio al 2 ottobre 2022 il Palazzo della Gran Guardia di Verona ospita la grande esposizione Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese, a cura di Francesca Rossi (Direttrice dei Musei Civici di Verona), Gianni Peretti (storico dell’arte), Edoardo Rossetti (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana di Lugano).

È la prima mostra che Verona dedica interamente una mostra al grande artista rinascimentale, a cui proprio Verona ha dato i natali. Intelligente, curioso, irrequieto, vagabondo, Giovan Francesco Caroto, formatosi alla scuola veronese di pittura, a seguito dei suoi viaggi, fu operoso anche a Mantova (alla corte dei Gonzaga), a Milano (al servizio di Antonio Maria Visconti) e a Casale Monferrato (alla corte del marchese Guglielmo IX Paleologo). Conobbe e apprezzò la pittura fiamminga e quella nordica, spostandosi tra Milano, Verona e Venezia, ma anche quella di Raffaello e dei suoi seguaci, tanto da rendere credibile l’ipotesi di un suo viaggio di studio a Roma. Esercitò la pittura, la miniatura, il disegno naturalistico, la medaglistica, la statuaria. Si dedicò soprattutto alla pittura devozionale pubblica e privata (pale d’altare, Madonne con il bambino), ma raggiunse f rse i suoi esiti più personali e felici nel ritratto e nella pittura di paesaggio.

L’esposizione al Gran Guardia intende presentare l’evoluzione del grande pittore veronese, seguendolo dagli esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista. Si preannuncia, quindi, un viaggio nella vicenda itinerante di Caroto, visto a confronto con i suoi contemporanei, addentrandosi in una stagione di vivacissima fioritura delle arti, dell’archeologia, delle scienze naturali e del collezionismo.

«Giovan Francesco Caroto – spiegano i curatori – è l’emblema della capacità degli artisti veronesi di muoversi su aree geografiche diverse della Penisola riuscendo a contaminare quanto appreso in gioventù e inserendo la loro città in una complessa rete di relazioni artistiche. Inoltre, la biografia di Giovan Francesco Caroto è in qualche modo emblematica per comprendere l’evoluzione dei fatti artistici padani durante i primi quattro decenni del XVI secolo. La sua formazione e i suoi spostamenti dimostrano l’importanza del sistema delle piccole corti italiane nella formazione del linguaggio della “maniera moderna”, ma soprattutto l’avvicendamento del ruolo guida nel paesaggio artistico italiano che si attua attorno alla metà del secondo decennio del Cinquecento, con il dialogo serrato e innovativo giocato tra Milano e Venezia. La mostra raccoglie per la prima volta a confronto gli esiti di anni di ricerche di studiosi dell’arte veronese e milanese sulle sfaccettate relazioni che hanno legato i due vivacissimi centri di produzione culturale dell’epoca».

Sono oltre 120 le opere esposte, provenienti dalle collezioni civiche e da alcune delle più prestigiose collezioni italiane ed estere, su un percorso espositivo articolato in 9 sezioni che evidenziano momenti particolari della carriera di Caroto e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica. Tre di queste sezioni, o stanze, sono arricchite da innovative installazioni multimediali, progettate in collaborazione con l’azienda Culturanuova, per favorire l’accessibilità e l’approfondimento dei temi proposti anche attraverso l’uso di tecnologie che permettono una fruizione immersiva da parte del pubblico.

Attraverso una serie di restauri sostenuti per la mostra e un’estesa campagna di analisi diagnostiche, l’esposizione diventa anche l’occasione per approfondire la conoscenza dell’operatività tecnica del pittore e degli interventi che nel corso del tempo hanno interessato le sue creazioni.

Il progetto espositivo è frutto di ricerche che hanno coinvolto vari istituti del sistema museale veronese, dal Museo di Castelvecchio, in qualità di capofila, al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, Museo Archeologico al Teatro Romano, Museo Lapidario Maffeiano e Museo di Storia Naturale, accanto a un’ampia rete di collaborazioni interistituzionali e prestiti, con un ruolo cruciale svolto da due partner scientifici, i musei di Palazzo Ducale di Mantova e del Castello Sforzesco di Milano.

All'allestimento interno ed esterno della mostra ha contribuito anche Dema Pubblicità (foto in slideshow).

Maggiori informazioni al sito mostracaroto.it






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