Chiesette e Capitelli di San Vendemiano e dintorni. S. Pietro in Vincoli

Arte e territorio, il valore della testimonianza. Parte I
Con questo primo scritto faremo un percorso a cavallo del tempo nelle nostre terre per conoscerne un po’ la storia e l’arte. Le testimonianze del nostro Paese passato impongono per quanto possibile il recupero della testimonianza e diventa allora quasi obbligatorio essere informati per comunicare e comunicarci come siano verosimilmente andate le cose. Ciò vale ancor di più quando a parlare sono le immagini delle pitture, quelle scritte sulle pietre di chiesette e capitelli dei nostri borghi. Diamo allora almeno tre appuntamenti al lettore per cercare di descrivere i luoghi e per descriverci come persone che a questi appartengono.
 
Nel territorio di confine con il Colle di Giano prima dedica romana dell’attuale Conegliano, in ideale continuazione con la pendice collinare data dalle Calpene, si distende verso San Fior, la pianura di San Vendemiano.
Ancor prima di far parte delle centuriazioni romane del III - IV secolo, sono presenti in questi luoghi stabili insediamenti umani. Persone dedite alla terra ed alla pastorizia sono distribuite lungo le acque sorgive in vari siti del territorio. Uno di questi siti è quello dell'attuale zona di Zoppè, piccolo antico borgo che in origine fa da riferimento per le attività degli abitanti di quelle contrade.
Governato in alternanza nei secoli dai romani prima, dal Conte Vescovo di Ceneda, dalla Treviso di età comunale e dalla Serenissima poi, sino ad arrivare a noi dopo il travaglio asburgico e due guerre mondiali, il luogo vede nel tempo consolidarsi una forte tradizione cristiana, oltre ad una spiccata vocazione agricola.
Testimonianza principe della devozione locale è la Chiesa di San Pietro in Vincoli edificata proprio a Zoppè. Il manufatto pur ora collocato nell'aperta campagna stava sulla traiettoria che dall’opitergino porta verso San Fior e si rappresentava perciò come focus di comunicazione in una prima intersezione con la viabilità stabile. È nell'epoca dei primordi, infatti, che si consolidano oltre alle strade maestre come la Via Postumia Romana o la Via Ungheresca, le reti locali che a quelle di lunga percorrenza si collegano.
Proprio la fede religiosa e la necessità di fissare nel parlare comune dei punti di riferimento sono la radice che pone all' incrocio delle vie, ad un bivio importante, ad una posta di cavalli, la Chiesa o il Capitello di devozione. Essi sono ora dedicati al Cristo Salvatore, alla Madonna, o al Santo eletto come protettore locale. È quindi la devozione di alcuno o la necessità della toponimia del territorio la ragione che tramanda nelle chiesette e nei capitelli, la religiosità della gente.
In questo humus, ove la fede cresce e la devozione popolare si espande, una profonda religiosità si diffonde. Sicuramente sin dall'origine (riferita pare al sec. XIII), la Chiesa di San Pietro in Vincoli è stata filiale della Pieve di San Fior dipendente allora dal Patriarcato di Aquileia.
La vecchia Chiesa di Zoppè che si ritrova ora in aperta campagna, era parrocchiale.  Le sue opere architettoniche e gli affreschi originali di mano del pittore Giovanni di Francia, finiti ancor nei tempi andati in preda all’incuria e all’abbandono, sono per lo più andati perduti. I dipinti dell’abside sono rimasti fruibili solo per poca parte e strappati dal muro sono ora collocati e conservati presso il civico museo del castello di Conegliano.
A ridare vita al luogo - su iniziativa di Don Noè Tamai e di un gruppo di giovani, a partire dagli anni ’80 - sono state recuperate le murature per una porzione delle architetture dell’altare, della torre campanaria e dei pavimenti.
Il volonteroso “Comitato per i festeggiamenti della sagra di Zoppè'” è a questo scopo materialmente intervenuto nella ristrutturazione. Anche una riproduzione parziale della parte pittorica da parte dell'artista Ugo Ottavian ha ridato immagine all’ogiva d’altare.
 
San Vendemiano ed il suo territorio è ricco di racconti del passato legati a reali testimonianze storico-artistiche. Di questo diremo e sui luoghi e sulle opere porremo l’accento. Ci servirà, oltre che per rappresentare l’identità del posto, soprattutto per darne qui l’immagine della continuità umana nel tempo.
Abbiamo iniziato dando valore alle pietre ed alle figure che per anzianità e significato riteniamo fra quelle più importanti, ma seguiremo raccontando anche del resto.
Cominciamo con queste poche righe a parlarne, dandoci appuntamento alla prossima pubblicazione su Qual Buon Vento per approfondimenti e ulteriori notizie.
 

Immagine di copertina: Zoppè - antica Chiesa di S. Pietro in Vincoli XIII sec. - il recupero della parte architettonica






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