Ci sarà un’altra volta Venezia, mostra di Antonio Moreno Saivezzo

Tutto il fascino del contraddittorio...

(S)vedutismo storico veneziano e surrealismo si fonderanno in simbiotiche sinergie nella prima mostra personale dell’artista Antonio Moreno Saivezzo, “Ci sarà un’altra volta Venezia”, che si terrà sabato 31 agosto presso il Mecenate Tea Lounge (Piazzetta Torre 9) a Treviso, a partire dalle ore 18:00.

L’artista tratta un tema originale: la demitizzazione di Venezia. L’evento programmatico per Antonio Moreno Saivezzo avviene l’8 luglio 1910, quando furono lanciati volantini dai poeti e dai pittori futuristi dall’alto della Torre dell’Orologio sulla folla che tornava dal Lido. Così cominciò la campagna che i futuristi sostennero per tre anni contro la Venezia passatista auspicando una Venezia industriale. C’è questo nelle pitture di Saivezzo, questa demolizione della vecchia Venezia per far posto al nuovo, al progresso. Ma c’è anche dell’altro. Nell’opera “Qualità della Sostanza”, una grande mano di donna con lo smalto rosso esce dal Ponte dei Sospiri con una lampadina in mano. La lampadina chiaramente si riferisce al manifesto futurista: “Venga finalmente il regno della divina Luce Elettrica, a liberare Venezia dal suo venale chiaro di luna”. Ma nell’opera di Saivezzo il finale è stravolto, perché dentro la lampadina è rappresentato un locus amoenus alpino, nulla di più lontano dalla città industriale auspicata da Marinetti. La Lampadina torna in “Allegoria del Movimento”, stavolta volante su un mare burrascoso, che ricorda il “Viandante sopra il mare di nebbia” del pittore romantico Caspar David Friedrich. Sempre a mo’ di souvenir, la lampadina ha all’interno il Ponte di Rialto e una immagine-cartolina della città. Sulla parte superiore il vetro si crepa e le schegge si trasformano in uccelli. Simbolicamente l’autore, pur mostrando in apparenza un’intenzione disgregativa, si arrende all’evidenza e ai propri sentimenti. Venezia, pur demolita, sarà ricostruita “Dove e Come era”. Tanto nella realtà, come nel cuore e all’interno dell’artista. La città del resto, si sa, è un insieme di contraddittori: vita e morte, amore e odio, conscio e inconscio, sotto e sopra il mare. Venezia ha “Il potere di contenere” tutto: la potente Repubblica Mercantile, Bisanzio, San Marco, Le gondole, la Città Romantica e degli Innamorati, Il Ponte dei Sospiri e di Rialto, Il Leone, La Giudecca, San Michele, Burano, Murano, i mosaici, l’Isola dei morti e degli Armeni, i dipinti, Torcello, le Calli, Il Casinò, La Fenice, il Caffè Florian, Zola, Hemingway, la prigione, i velieri, Thomas Mann, Patricia Highsmith, i merletti, i vetri soffiati, l’acqua alta, il vaporetto, le donne, i palazzi, le maschere, il doge, Vivaldi, Goldoni, Casanova, Marco Polo, gli uccelli, William Turner. Di qui il suo fascino e la sua immortalità. “Ci sarà un’altra volta Venezia”… .

La mostra, sabato 31 agosto, sarà accompagnata dalla critica di Siro Perin.

La critica di cui noi ci siamo avvalsi per questo articolo è a cura del sito Dantebus.

 






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