Forme e musiche dei colori: ad Asolo una mostra d’arte contemporanea tutta da ascoltare

Esperimento artistico unico in Veneto e in Italia.

Forme e musiche dei colori è molto più di una mostra d’arte, rappresenta infatti un concept del tutto innovativo: organizzato dall’Academia dei Rinnovati con il patrocinio del Comune di Asolo nella Sala della Ragione ad Asolo (Museo civico di Asolo - TV) e inaugurato sabato 15 dicembre alle 18.00, è visitabile da domenica 16 dicembre 2018 a domenica 13 gennaio 2019, permettendo ai visitatori di vivere il colore nella musica e la musica nel colore.

Le opere di sei pittori contemporanei di fama nazionale e internazionale, legati artisticamente ad Asolo, sono abbinate a sei differenti temi musicali: l’osservazione di ciascun quadro è accompagnata dall’ascolto in cuffia dei brani che sono stati appositamente composti dal Maestro Matteo Segafreddo, per un’esperienza multisensoriale e immersiva.

Ventiquattro opere, che nascono dalle suggestioni, dirette o mediate, del paesaggio circostante, e sei composizioni musicali (una per ogni artista), che scaturiscono dalle emozioni che segno e colore hanno suscitato nel noto compositore, danno vita ad un esperimento artistico unico, che si inserisce nel solco della strettissima correlazione tra arti visive e musica sviluppatasi per tutto il Novecento identificando in Wassily Kandinsky il massimo esponente.

«Durante questo particolare ed esclusivo itinerario attraverso le opere di sei artisti, – spiega Duilio Tassinari, curatore della mostra i brani appositamente composti guidano il visitatore da un quadro all’altro, da un artista all’altro, offrendogli un’esperienza unica: quella di scoprire e interiorizzare la stretta relazione tra forma, colore ed espressione musicale. Un viaggio dell’arte nell’arte per superare ogni confine, fino a una perfetta sinestesia».

Il percorso espositivo nella Sala della Ragione è organizzato in sei tappe, una per artista e per brano musicale. Si inizia da Roberto Bertazzon, che si divide tra l’atelier trevigiano di San Fior e quello parigino nel XIX Arrondissement, per lui il legame con il territorio si sostanzia nella protezione dell’ambiente, tanto che le sue installazioni sono vere e proprie campagne sociali: le note ideate dal Maestro Segafreddo per affiancare le sue opere descrivono «immagini di grandi calici in rotazione ottica e sonora che fanno emergere un passato che si rende visibile».

Lo sguardo passa dunque ai dipinti di Antonio Gallina (foto di copertina), allievo asolano di Renato Nesi e Juti Ravenna che con elaborazioni del colore e del segno dà vita ad un personale linguaggio di sintesi estetica: nelle sue opere «le geometrie cromatiche si  intrecciano in percorsi di aree musicali  non eterogenee». Si prosegue con Bruno Pedrosa, artista brasiliano che si è fermato ad Asolo dove trae ispirazione dai colori del borgo per poi trasfigurarli con una vivacità cromatica densa, materica, sanguigna e insieme intima: l’osservazione delle sue opere è accompagnata dall’ascolto in cuffia di una «musica che disegna i solchi di linee e trasparenze pittorico- gestuali». Continuando il percorso espositivo si incontrano le opere di Duilio Tassinari, architetto e curatore della mostra, per il quale il colore, protagonista assoluto dei suoi dipinti, rappresenta un mezzo poetico per esprimere emozioni soggettive ma anche semplicemente sensazioni di un momento: «in un’atmosfera di immutabile sospensione cromatica, emergono singoli episodi di apparizioni pittorico-musicali dà profondità inconsuete». Mario Tavernaro, quinto artista coinvolto nella mostra collettiva, è originario di Asolo e ha compiuto un percorso attraverso la manipolazione della materia e del colore, indagando la solitudine come condizione umana e quindi espressione di armonia e autenticità: per i suoi dipinti «la musica ripercorre i tratti misterici e indefiniti di possibili volti delineati dalle sagome rappresentate». Il percorso si conclude con Lina Zizola, pittrice asolana attratta dalla forza della luce e del colore, per la quale il paesaggio assume una nuova connotazione strutturale e cromatica: nei suoi quadri «la dimensione musicale è consonante alle visioni che si ampliano nel variopinto dinamismo espressivo».

Per valorizzare l’impatto cromatico delle opere si è optato per un allestimento essenziale: semplici pannelli bianchi, ai quali sono fissate le opere, sostenuti da cavalletti e disposti in forma semicircolare nelle sei stazioni, così da favorire l’immersione nell’ambiente artistico.

L’esperimento di creare un dialogo tra pittura e musica è un modo non soltanto per assaporare l’arte in modo differente e nuovo, ma anche per attirare l’attenzione di un pubblico variegato e dai molteplici interessi: la mostra è pertanto trasversale, adatta tanto a visitatori esperti d’arte contemporanea (che potranno trovare nomi e opere quotati a livello internazionale) quanto a cultori musicali, e pure al grande pubblico, sia adulto sia giovane e giovanissimo.






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