IMPRESSIONISTI A TREVISO

La mostra "Storie dell’impressionismo" nasce come un racconto, con un forte intento didattico, che si svolge in sei capitoli attraverso 140 opere (non solo dipinti ma anche fotografie e incisioni a colori su legno), provenienti dai principali musei del mondo e da grandi collezioni private.

Con “Storie dell’impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin”, torna uno dei movimenti pittorici più amati dal popolo delle mostre.

Ideata e prodotta da Marco Goldin, la mostra è visitabile dal 29 ottobre 2016 fino al 17 aprile 2017 negli spazi storici del complesso museale di Santa Caterina a Treviso.  

Si tratta di una esposizione pensata «per dare l’idea dei vent’anni di attività di Linea d’ombra», spiega Goldin. Una mostra storica, quindi, che racchiude i motivi più distintivi della ricerca personale del suo curatore e dell’organizzazione da lui fondata, con una serie di prestiti stellari dai più prestigiosi musei internazionali e dalle più grandi collezioni private che, per la prima volta, aprono i battenti al pubblico.

Le opere esposte documentano non solo quel mezzo secolo che va dalla metà dell’Ottocento fino ai primissimi anni del Novecento, ma anche il prima e il poi, ovvero ciò che storicamente precede e prepara il movimento impressionista, anche come senso di reazione rispetto a una nuova idea della pittura, e a ciò che da quell’esperienza rivoluzionaria (e dalla sua crisi negli anni ’80) nasce e si sviluppa, fino a diventare pietra miliare del nuovo secolo ai suoi arbori, soprattutto con il magistero dell’ultimo Monet e dell'’ultimo Cézanne, ai quali, non a caso, è dedicato il capitolo finale della mostra.  

Le 6 sezioni dell’esposizione consentono al visitatore di percorrere un cammino tra capolavori che hanno segnato una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte di tutti i tempi:  Lo sguardo e il silenzio, il percorso del ritratto da Ingres e Delacroix a Degas e Gauguin; Le figure en plein air, da  Millet  a  Renoir;  La posa delle cose, ovvero le nature morte da Manet a Cezanne; Il nuovo desiderio di natura, cioè il paesaggio da Corot a Van Gogh; La crisi, l’evoluzione di Monet che rinnega le sue stesse teorie e in studio rarefà, evocando il futuro  astrattismo; e infine, I germi del mondo nuovo, cioè gli anni  estremi di Cézanne, che quasi anticipa Picasso e le avanguardie.

La mostra, che ha un suo lato di stringente carattere storico, tale da collocare le figure e le opere nel contesto dell’epoca, sarà raccontata facendo ricorso anche alla multimedialità e ad apparati audiovisivi appositamente predisposti. Condurrà dunque il visitatore attraverso un percorso segnato da quei capolavori che hanno rivoluzionato la storia dell’arte di tutti i tempi. In questo grande racconto entrano in gioco anche l’arte giapponese e la fotografia come termini di confronto, introducendo così in maniera inedita e innovativa opere d’arte che generalmente non siamo abituati a vedere in una mostra dedicata all’impressionismo, dalle incisioni a colori su legno di Hiroshige e di Hokusai alle preziose primordiali foto di Gustave Le Gray. Queste stampe su carta albuminata da negativo su lastra al collodio suggeriscono un interessante raffronto tra ciò che i pittori si proponevano di mostrare, ovvero un’atmosfera ritratta dal vero, sul posto, all’aperto, e l’esordio della fotografia.

Ma le sorprese ideate da Goldin non finisco qui: la mostra dossier Tiziano Rubens Rembrandt. L’immagine femminile tra Cinquecento e Seicento conduce il visitatore alla scoperta di tre grandi tele, raffiguranti la Venere che sorge dal mare di Tiziano, il Banchetto di Erode di Rubens e Una donna nel letto di Rembrandt. Queste opere, provenienti dalla Scottish National Gallery di Edimburgo, rappresentano un omaggio che il curatore vuole fare agli oltre dieci milioni di visitatori che hanno apprezzato in questi ultimi vent’anni le mostre promosse da “Linea d’ombra”. Ovviamente non sono opere scelte a caso: sono tre capolavori che rinviano al contenuto della mostra sulla “Storia dell’impressionismo” e che sottolineano quanto il lavoro sulla figura femminile abbia influenzato in modo evidente alcuni tra gli artisti francesi dell’Ottocento.

La qualità assoluta dei prestiti, i confronti che essa stimola, le suggestioni che catalizza fanno di questa mostra un’occasione unica di approfondimento e di scoperta di una bellezza nel profondo ancora tutta da scoprire.

 

MOSTRA “STORIE DELL’IMPRESSIONISMO”
Museo di Santa Caterina – Treviso, Piazzetta Mario Botter, 1
29 ottobre 2016 - 17 Aprile 2017
9.00 - 18.00 (da lunedì a giovedì); 9.00 - 19.00 (da venerdì a domenica).
 
PER INFO E PRENOTAZIONI:
Tel. 0422 429999
dal lunedì al venerdì ore 9.00 - 13.30 e 14.30 - 18.00
(chiuso sabato, domenica e i festivi)
biglietto@lineadombra.it





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