La Cappella degli Scrovegni a Conegliano: “A tu per tu con Giotto”

Inaugurata giovedì 7 dicembre a Palazzo Sarcinelli con il professor Filippetti, la mostra resterà aperta fino a mercoledì 10 gennaio.

È stata aperta ufficialmente giovedì scorso “A tu per tu con Giotto - Alla scoperta della Cappella degli Scrovegni”, la mostra che ha portato a Conegliano, a Palazzo Sarcinelli, per la prima volta in provincia di Treviso, la realizzazione in scala 1:4 della Cappella degli Scrovegni con la riproduzione ad alta definizione di tutti gli affreschi di Giotto.

Alla prima ufficiale tanti i visitatori accorsi. Presenti, oltre al sindaco di Conegliano Fabio Chies, Andrea Baffoni, responsabile di Comunione e Liberazione Diocesi Vittorio Veneto, Piero Benvenuti, presidente del Centro Culturale Humanitas e Aldo Zanetti, amministratore unico di Maratona di Treviso, coorganizzatori dell’evento coneglianese.

Ad accogliere tutti per la prima visita guidata il professor Roberto Filippetti, ideatore e curatore della “rappresentazione” che, nata nel 2002, ha avuto oltre 140 allestimenti in tutta Italia e presentazioni con videoproiezioni non solo in Italia ma in tutto il mondo. Già docente di lettere nei licei e ora professore di iconologia e iconografia cristiana all’Università europea di Roma, Filippetti con il suo piglio “ammaliatore” ha catturato l’attenzione di grandi e piccini, facendo scoprire i particolari dei dipinti che nella chiesa patavina, per ragioni di altezza, sfuggono, come ad esempio il cammello dagli occhioni azzurri nella scena dell’Epifania, che il professore ha così ilaremente commentato: «anche i cammelli fanno oh».

Importante il coinvolgimento degli studenti, che hanno risposto in modo sorprendente: 35 studenti di cinque istituti superiori di Conegliano e di Pieve di Soligo sono stati preparati dal prof. Filippetti e ora sono pronti per comunicare l'emozione di questa mostra. In questi giorni tocca loro infatti accompagnare i visitatori - sia studenti che normali cittadini - in un viaggio alla scoperta di uno dei più affascinanti capolavori del pittore e architetto fiorentino attraverso le 36 scene, scandite in tre macro sequenze di 12 episodi ciascuna, narranti la storia di Maria e di Gesù, sotto un cielo stellato spettacolare.

«Una location prestigiosa e un allestimento impeccabile, ma soprattutto l’inizio di un’avventura entusiasmante perché tutta tesa a valorizzare un sano protagonismo giovanile – ha commentato il professor Filippetti per oltre un mese gli studenti delle scuole superiori del coneglianese racconteranno la grande bellezza squadernata da Giotto ad altri studenti ma anche a bambini e ragazzi più piccoli e, perché no a genitori e nonni. Questa mostra è stata voluta per avere tutto il tempo di entrare nella sinfonia dei particolari di questo colossal cinematografico di 700 anni fa, girato da Giotto a Padova, dove per ammirare l’originale c’è solo un quarto d’ora, mentre qui a Conegliano c’è la possibilità di stare tutto il tempo che il monumento, che significa “segno che fa ricordare”, richiede e merita. Oggi abbiamo proprio un gran bisogno di radicare nella bellezza della nostra tradizione l’albero di un futuro che fiorisce e porta frutto». In avvio di presentazione, Filippetti ha citato un incontro fondamentale nel 1972 quando giovane matricola ha incontrato monsignor Luigi Giussani da cui è stato iniziato al desiderio del bene e del bello che si esprime attraverso tutta la descrizione della mostra.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 19, con chiusura il giorno di Natale e il 1 gennaio e apertura solo la mattina, dalle 9 alle 12, il 24 dicembre e il 31 dicembre. L’ultimo giorno per visitare la mostra sarà il 7 gennaio. Le mattine, dedicate in particolare alle scuole, sono quasi sold out.






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