LORETO MARTINA: TERRE DI CONFINE

Fino al 28 gennaio 2018 a Mareno di Piave (TV)

Domenica 3 dicembre è stata inaugurata una mostra molto particolare presso il Centro Culturale “Conti Agosti” di Mareno di Piave. L’amministrazione comunale e la Fondazione Gianni Ambrogio hanno organizzato, infatti, la mostra d’arte “Terre di confine” del maestro Loreto Martina. Un artista molto particolare, “a tutto tondo” -  come ricordato dalla consigliera regionale Brescacin, il sindaco Cattai e i critici Michele Beraldo e Dino Marangon - e capace di mettere se stesso nelle sue opere.

Un evento molto significativo cominciato e concluso nel memorabile nome dell’Arte: preludio e gran finale musicale ad opera di Elisa e Giulia Scudeller, due giovani sorelle marenesi dal curriculum ricco di esperienze a livello nazionale ed internazionale, che coi loro violini avvolgenti e delicatissimi hanno portato il pubblico ad immergersi completamente nel clima caldo e introspettivo della mostra.

Terminata l’esperienza mistica della musica, è il turno della critica: Beraldo, come prima introduzione, descrive con tutta franchezza l’opera di Martina come un bellissimo esempio di espressionismo astratto, da lui imparato frequentando saltuariamente le lezioni all’Accademia delle Belle Arti a Venezia e poi auto perfezionato nel corso degli anni. Il gesto pittorico è fortemente istintivo, frutto di un’attenta indagine e di una costante e motivata ricerca introspettiva dell’artista; «un’arte controcorrente rispetto agli anni della sua origine, astratta invece che concettuale». Beraldo parla inoltre di un libero arbitrio incondizionato, che ha reso capace il maestro di trasfigurare la materia fino a farla diventare cosmo.

Più personale invece è l’intervento di Marangon che narra di come Martina elabori le immagini familiari e le esperienze della sua vita isolando l’elemento pittorico per reinterpretarlo come fine a se stesso. Il tutto, unito ad una profonda conoscenza storico-artistica (Martina è stato professore d’arte), mostra una profonda capacità reinterpretativa.

Sono numerosi i riferimenti alla poesia, una delle frequenti ispirazioni del maestro. Da Pound a Pasolini, la forza del verso diventa punto di tocco emotivo nello spirito del pittore che lo usa come “connessione cosmica fra la terra e il cielo”.

Sicuramente una mostra da vedere, semplice nella composizione ma riccamente significativa. I quadri, dal titolo originale e apparentemente scollegato, diventano simbolo dell’espressività istantanea di un’emozione fugace e profondamente radicata nell’animo di Martina. Un momento di folgorazione artistica impresso per sempre su di una tela, quasi a testimoniare la brevissima durata biologica dell’emozione. Wilde, dal canto suo, sosteneva che “l'arte è un simbolo poiché un simbolo è l'uomo”, e, a giudicare da ciò che ho potuto vedere, il simbolo è tutto. Uomo e Arte.

La mostra resterà aperta fino al 28 gennaio 2018. Orari di apertura: venerdì ore 15.00/18.30; sabato e domenica ore 9.00/12.00 e 15.00/18.30. Ingresso libero. Visite didattiche gratuite. Per info e prenotazioni: Biblioteca 0438 308747 – Segreteria 0438 498811 – info@fondazioneambrogio.it






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok