Belle arti

27 Feb 2019


Luigi Serena, la luce senza luce

La mostra “Omaggio a Luigi Serena (1855 - 1911)” aderisce all’iniziativa di sensibilizzazione al risparmio energetico di Caterpillar - Rai Radio 2: venerdì 1 marzo alle 19.00 si potrà partecipare ad un percorso tematico dedicato all’utilizzo di luci ed ombre nei quadri del pittore montebellunese, che saranno enfatizzati dall'utilizzo di sole torce led.

In occasione dell'iniziativa M'illumino di meno lanciata da Caterpillar - Rai Radio2, anche la mostra "Omaggio a Luigi Serena (1855 - 1911)" promossa da Agenzia Generale di Montebelluna di Generali Italia S.p.A. spegne simbolicamente le luci e organizza un evento a basso impatto energetico: venerdì 1 marzo alle 19.00 a Villa Romivo, a Montebelluna (Treviso), è in programma la visita Luigi Serena. La luce senza luce, un percorso tematico dedicato agli effetti luminosi nei quadri del pittore montebellunese che saranno enfatizzati dall'utilizzo di sole torce led.
La visita è coordinata con l'iniziativa Prima di Luigi Serena. Arte al Museo Civico a lume di lucerna, a cura del Museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna.

Grazie all’appuntamento di venerdì prossimo si potrà riscoprire la selezione di significative opere che compongono la mostra (aperta fino a domenica 17 marzo 2019) approfondendo uno degli aspetti principali della pittura di Serena: l’utilizzo della luce per enfatizzare forme, atmosfere ed emozioni.

E sarà proprio un utilizzo inedito della luce a svelare la potenza degli effetti luminosi riprodotti nei quadri, la guida infatti condurrà il pubblico in una visita al buio e attraverso un sapiente uso della torcia a led consentirà di concentrarsi sulla tecnica pittorica.

Alcune delle opere ammirabili a Villa Romivo sono molto note, come il dipinto simbolo della mostra, La pappa scotta (1886 - 88), altre rappresentano una piacevole riscoperta, anche alla luce della recente manutenzione, e una in particolare, Ritratto della signora Zamprogno Dal Din (1908), risulta inedita. Nel caso di Vittime (1897) si tratta di una vera e propria restituzione: gli organizzatori dell’esposizione infatti si sono occupati anche di farlo restaurare.

I quadri in mostra, tutti conservati a Montebelluna e concessi dal Comune di Montebelluna e da collezionisti privati, sono otto e, contemplando generi diversi, permettono di apprezzare in modo trasversale la produzione di Luigi Serena (Montebelluna, 1955 – Treviso, 1911). La pappa scotta, il dipinto simbolo dell’esposizione è forse l’opera migliore nel genere dei teneri affetti familiari, mentre El stalo è un capolavoro che pone in risalto un’altra caratteristica della pittura dell’artista, gli effetti luminosi, e ancora, Barche di pescatori in laguna è rappresentativo del genere paesaggistico, mentre  Ritratto della nonna del pittore e Ritratto della signora Zamprogno Dal Din (interessante anche per l’annotazione “Montebelluna” sotto la firma, che lega l'effigiata alla terra natale dell'artista) mettono in luce l’abilità di Serena nel ritratto, invece Morosi in còlera e Femo pase sono rappresentativi delle composizioni a tema dell’età matura. Vittime, infine, è una redazione successiva a Sine labe, che fu esposta alla Biennale di Venezia del 1897, e che precede quella definitiva ora esposta al Museo Bailo di Treviso.

Posti limitati, prenotazione obbligatoria (anche su www.eventbrite.it).






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