PATCHWORK, L’ARTE EMANCIPATA

Appuntamento consolidato dell’autunno trevigiano di richiamo nazionale. Quest’anno è un vero e proprio racconto artistico - nutrito dalla ricerca di materiali, stili, colori e consistenze - che delinea l’affermazione e la crescita di una pratica nata dal bisogno (il recupero di stoffe per confezionare nuove coperte e tovaglie), approdata in Italia negli anni Novanta come hobby chic e ora riconosciuta come vera e propria arte tessile.

“PATCHWORK, L’ARTE EMANCIPATA” è il titolo della mostra inaugurata sabato scorso a Treviso, nella sede museale di Ca’ Da Noal, e sarà visitabile fino a domenica 4 dicembre 2016. Giunta alla XXI edizione, l’esposizione è promossa e realizzata dall’associazione “Patchwork Idea”, organizzazione trevigiana di riferimento a livello nazionale e internazionale (nel 2015 è stata la sola realtà italiana ad essere invitata a partecipare al “Carrefour Européen du Patchwork” in Francia, manifestazione principale del settore). l’Associazione riunisce socie con abilità diverse: vi è chi produce solo cose utili e chi, invece, crea quilt per puro piacere creativo. Da sempre, in ogni caso, l’obiettivo è quello di condividere con serenità una passione, nel rispetto di tutte le socie.

"ARTE" perché il patchwork, quello ai massimi livelli, espresso anche da Patchwork Idea, oggi è riconosciuto come tale per la ricerca che sottende alla realizzazione dei quilt (ricerca stilistica, tessile, cromatica, utilizzo dei materiali), per la cura nell’esecuzione, per la creatività che esprime.

"EMANCIPATA" perché il patchwork ha compiuto un percorso lungo molti decenni per giungere al livello conquistato oggi, un cammino che ha coinciso in qualche modo con quello compiuto dalle donne (la maggior parte dei quilter è donna) per affermarsi nel mondo del lavoro e nella società. Il patchwork, nato come pratica necessaria nell’Ottocento, soprattutto nelle comunità di pionieri americani là dove serviva recuperare e assemblare pezzetti di vecchie stoffe per creare nuovi manufatti, è giunto in Italia negli anni Novanta e qui si è diffuso come un hobby chic e costoso. Alcune organizzazioni e quilter hanno iniziato, tuttavia, ad elaborare e a personalizzare le tecniche, a raffinare la ricerca, ad allargare lo sguardo al contesto internazionale, compiendo una crescita che le ha portate a realizzare lavori sempre più lontani dal manufatto e sempre più vicini all’opera artistica. Così, le quilter hanno iniziato ad essere riconosciute come vere e proprie artiste e invitate ad esporre nei maggiori saloni d’Europa e del mondo, emancipandosi dall’immagine stereotipata delle signore che passano il tempo a realizzare mediocri copriletto e copridivano.

Sono circa 60 le opere realizzate dalle socie di "Patchwork Idea" in mostra a Treviso e riassumono, ognuna in modo personale, il percorso di emancipazione che il patchwork nazionale ha compiuto nell’arco di un ventennio. Alcune narrano la ricerca e i progressi compiuti sul fronte del cromatismo, altre l’apertura alla sperimentazione nei materiali con la scoperta di nuovi tessuti (e non tessuti) e l’attenzione alla sostenibilità ambientale, altre sono sintesi di arti diverse, dal ricamo all’origami.

La mostra è affiancata da un percorso culturale volto ad approfondire e ampliare la tematica di questa edizione: in particolare sabato 3 dicembre sarà ospite Patrizia Girlanda, presidente di “Quilt Italia - Associazione Nazionale Italiana di Patchwork, Quilting e lavori d’Ago”, per tracciare, anche storicamente, l’ascesa del patchwork in Italia, dagli anni Novanta ad oggi.

L’esposizione, inoltre, è arricchita dai lavori vincitori del contest di “Quilt Italia” realizzato in occasione di “Bergamo Creativa” che compongono la piccola mostra I mille volti dell’umanità… un grande colorato arazzo, da una selezione di quilt provenienti dalla Polonia e da una selezione di opere di artiste ceche.

Oltre alla possibilità di ammirare le opere di queste straordinarie artiste, è anche data l’opportunità di mettersi in gioco, provando a realizzare dei piccoli oggetti con stoffe, ago e filo: il martedì e il giovedì, per l’intera durata dell’esposizione, i visitatori possono partecipare ai mini corsi condotti dalle socie di “Patchwork Idea” (prenotazioni presso la mostra o al numero telefonico del museo: 0422 544864 – 544895).

La mostra è sostenuta e patrocinata dal Comune di Treviso.

L’ingresso è gratuito

Ca' da Noal, via Canova 38 - Treviso

Orari: da martedì a domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00

Per informazioni:
Ca' da Noal – Laura Fiumi, presidente "Patchwork Idea", tel. 348 7842635
 





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