Pino Daeni, l’arte nella piega delle vesti

Nato Giuseppe Dangelico Daeni, questo pittore ed illustratore italo-americano è annoverato fra i più grandi del suo tempo e conosciuto per l’accurata rappresentazione delle figure femminee, il romanticismo su tela e la forza virile degli uomini. Un talento non abbastanza noto ma ancora molto contemporaneo.

Nato a Bari l’8 novembre 1939, maturò la propria esperienza tecnica e stilistica autonomamente, poiché lo scetticismo del padre non gli permise di prendere lezioni di pittura. Nel 1960 frequentò l’Accademia di Belle Arti di Brera e fino al 1979 vinse numerosi premi e riconoscimenti di alto livello, nello stesso periodo collaborò con Mondadori e Rizzoli per numerose illustrazioni editoriali. Si trasferì a New York con la famiglia nel 1978, dove organizzò importanti esposizioni e collaborò con numerosi editori e scrittori (Danielle Steel fra i tanti). Nel 1992, a causa delle sempre più imminenti scadenze, decise di riabbracciare la pittura e mandò cinque dipinti alle maggiori gallerie di Scottsdale, che furono ricevute ed esposte. Da allora le sue opere furono esposte in tutta la East Coast americana e partecipò ad importanti appuntamenti televisivi ed interviste con testate nazionali ed internazionali. Nel 2001 il figlio Massimo aiutò il padre-artista nelle esposizioni oltre a quelle della sua galleria, includendo riviste e libri. Morì il 25 maggio 2010, nel New Jersey.

Fortemente influenzato da Raffaello e dai Macchiaioli, Daeni sperimentò anche l’Espressionismo per poi ritornare alle sue radici impressioniste e fu notevolmente ispirato da artisti del calibro di John Singer Sargent, Joaquin Sorolla e Giovanni Boldini.

Oltre alla grande carriera da illustratore, Pino Daeni seppe avvalersi dell’indiscusso talento pittorico e della grande maestranza dei colori ad olio: giovani donne, bellissime, seducenti, madri affettuose sono i suoi soggetti preferiti, che rappresenta sia in atteggiamenti quotidiani che in pose ricercate. La nostalgia però è tanta e infatti non mancano nemmeno i ritratti di bambini, spiagge mediterranee, natura e figure maschili.

Uno dei grandi pregi che sicuramente chiunque può trovare nelle sue opere, è la grande abilità del maestro nel creare un atmosfera calda e vibrante grazie all’uso del colore molto vivido, acceso e portatore di sentimenti ed emozioni ben distinte. I ricordi e i sentimenti passati vengono rappresentati con sfumature tenui, quasi opache e sguardi profondi ma non sempre definiti; più fresche e brillanti sono invece le opere “che portano la gioia della vita”, celebrazioni continue della donna come tale, sempre raffigurata in delicate vesti dalle mille pieghe, con sguardi criptici e pose fortemente evocative. Qualità innata di Daeni, la centralità della figura nell’opera attira su di sé ogni sguardo e anche la più minima delle sfumature diventa un dettaglio necessario nella sua comprensione. Le occhiate fugaci, i sorrisi appena accennati sono uno sprazzo di vita e l’eredità impressionista del grande maestro pugliese che con questi quadri ha saputo raccontare la bellezza della vita celebrandone i momenti di massimo splendore: la carezza di una madre al figlio, la libertà di un movimento o il momento fermo di una breve emozione.

Ancora oggi esposto in tutto il mondo, Pino Daeni rimane uno dei nomi più importanti nel mondo artistico del secolo scorso, non abbastanza conosciuto ma mai troppo apprezzato. Similmente al già raccontato Afremov, nella lucentezza dei colori Pino Daeni ritrova il chiarore della vita, che un bagliore di speranza non nega mai a nessuno.






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